Brian Keene e il fantastico apocalittico: parla Gianfranco de Turris

Libri > Notizie > Sesta tappa del viaggio di Fabrizio Vercelli , a confronto con i maggiori esperti della narrativa fantastica italiana, per scoprire i segreti del genere. Oggi la parola va a Gianfranco de Turris

Brian Keene e il fantastico apocalittico: parla Gianfranco de Turris Un altro grande esperto di Narrativa fantastica ha accettato l'invito del nostro Fabrizio Vercelli ad approfondire i perché di un successo per un genere, il fantastico apocalittico, che sembra essere sempre di più una chiave di lettura per il clima di questi primi anni del terzo millennio.
L'analisi di Gianfranco de Turris è esaustiva quanto interessante.


[La Tela Nera] Considerando il carattere principalmente horror, ma soprattutto apocalittico de I vermi conquistatori (Brian Keene, Edizioni XII), quali ritieni siano le motivazioni che portano il pubblico e gli stessi autori, ultimamente, ad avvicinarsi così tanto a opere di questo taglio, non solo di narrativa e cinematografia, ma anche inchieste e documentari? Concordi che nei confronti di questi temi ci sia una maggiore attenzione, e profondità? Se sì: pensi che gli autori horror e di fantascienza stiano in qualche modo - com'è proprio di questi generi - cogliendo segnali d'allarme reali, oppure si tratta semplicemente di una tendenza del momento?

[Gianfranco de Turris]: La moda dell’horror non è recentissima e risale almeno ai due decenni finali del Novecento: quindi sono almeno una trentina d’anni che l’orrore in tutte le sue versioni soft e hard è presente nei mass media: letteratura, cinema, televisione, fumetti, videogiochi ma adesso anche internet e compagnia bella.

L’horror ha avuto il suo riconoscimento ufficiale (quindi non solo popolare) con Stephen King che gli ha conferito dignità letteraria. Ma King ha alle sue spalle, come da lui riconosciuto innumerevoli volte soprattutto in Danse Macabre, un saggio che troppi snobbano, H.P.Lovecraft del quale anche Brian Keene è apertamente debitore non solo come trama ma soprattutto come "visione del mondo".

E che il genere orrorifico sia un medium che capta quelli che definite "segnali di allarme" da parte della società contemporanea, assieme al fantastico e alla fantascienza, ma in misura forse maggiore proprio per le sue caratteristiche intrinseche, lo indicavo nei saggi che scrivevo insieme a Sebastiano Fusco per i libri pubblicati dall’editore Renato Fanucci negli anni Settanta, quindi un bel po’ di tempo fa.

Non credo che oggi vi sia "maggiore profondità e maggiore attenzione per questi temi" perché penso che questa "profondità" e questa "attenzione" ci siano sempre state, soltanto che bisogna metterle in relazione con le griglie interpretative e culturali dei diversi momenti storici: nel Settecento erano di un tipo, nell’Ottocento di un altro, nel Novecento di altro ancora e oggi ancora diverse. Sta di fatto però che la letteratura dell’Immaginario, e probabilmente l’horror in particolare, hanno saputo meglio captare e interpretare quelli che chiamo "segni dei tempi" e voi "segnali di allarme".

Il fatto è che l’horror, grazie alle sue componenti che lo caratterizzano come tale, è un "genere" particolarmente adatto a esprimere i sentimenti d’inquietudine delle diverse epoche. Si pensi ad esempio alla rinascita del mito del vampiro, al mostro creato in laboratorio, allo sdoppiamento di personalità nell’Ottocento. E si pensi alla rivoluzione copernicana che nel genere horror effettuò Lovecraft nel Novecento. Il mondo era cambiato da un secolo all’altro e i "mostri" che aprono la strada alla paura e al terrore dovevano essere diversi, "cosmici", pensava Lovecraft anche se all’inizio pochi capirono il suo ragionamento.
Altro che vampiri, spettri, licantropi e mummie!

Il caso vuole che questa influenza lovecraftiana si sia accentuata proprio a cavallo dei due millenni: è una inquietudine che affonda in un clima di precarietà esistenziale, di degrado sociale, di disillusione ideale che ha caratterizzato l’ultimo scorcio del millennio e continua a incombere anche oggi.

Inoltre, la violenza materiale e psicologica che effettivamente esiste e di cui quotidianamente veniamo a conoscenza attraverso giornali, riviste e soprattutto televisione e adesso anche la Rete, ha creato, in un amalgama inaspettato, una visualizzazione simbolica di angosce e frustrazioni, desideri di rivalsa e di autoaffermazione, spinte all’esteriorizzazione di istinti e desideri, che hanno preso corpo in una narrativa, in un cinema e in fumetti dell’orrore giunti rapidamente ad una diffusione enorme.

Il motivo per cui certi autori più maturi si avvicinano all’horror "alla Lovecraft" soprattutto, e il pubblico specie giovanile ad apprezzarlo, credo stia appunto in questo.

Ovvio, però, che nella produzione mondiale nei vari settori del mass media la maggior parte delle opere sono stupidaggini o porcherie, e che solo poche veramente serie e interessanti. Ma per poche che siano, stanno in ogni modo a testimoniare che un medium efficace per presentare simbolicamente il disagio della Realtà, l’orrore della Realtà, sia proprio questo.

Non generalizzerei né semplificherei (i fan più accaniti vorrebbero che tutti i libri e i film horror fossero capolavori), ma credo che le cose stiano proprio così.


Gianfranco de Turris è uno dei massimi esperti italiani di narrativa fantastica e di fantascienza. È autore e curatore di diversi saggi di genere, tra cui Howard Philips Lovecraft (La Nuova Italia, 1979), da lui stesso citato nell'articolo. Da segnalare, inoltre, La compagnia, l'anello, il potere. J. R. R. Tolkien creatore di mondi (Il Cerchio, 2002), Il drago in bottiglia. Mito, fantasia, esoterismo (Ibiskos, 2007), Albero di Tolkien (Bompiani, 2007), Nel nome di Lovecraft (Bottero Edizioni, 2008). Attualmente è Vice-caporedattore del Giornale radio Rai per la cultura.


La copertina de I vermi conquistatori di Edizioni XII:
La copertina del romanzo I vermi conquistatori


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Brian Keene e il fantastico apocalittico: parla Gianfranco de Turris
Notizia scritta da: Fabrizio Vercelli
Pubblicata il 28/02/2011
Fonte: LaTelaNera.com

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