Il giorno dei Lord, un estratto dal romanzo di Michael Dobbs

Libri > Notizie > Su LaTelaNera.com la prima tappa del blog tour dedicato da Fazi al romanzo Il giorno dei Lord di Michael Dobbs

Il giorno dei Lord, un estratto dal romanzo di Michael Dobbs Il prossimo 7 giugno 2018, per la collana DarkSide di Fazi Editore, farà il suo debutto nelle librerie italiane Il giorno dei Lord, il romanzo scritto dall'inglese Michael Dobbs. Si tratta del primo volume di una serie che vede protagonista il tosto Harry Jones.

Dobbs, settantanni, è membro del Partito Conservatore inglese, membro della Camera dei Lord e uomo politico di grande esperienza. Dalla sua penna è nata la trilogia di House of Cards, successivamente trasposta in una serie TV americana di grande successo.

Il giorno dei Lord è un thriller politico ambientato ai nostri giorni, incentrato sulla figura di Harry Jones, un integerrimo e insolente ex militare pluridecorato dalla scorza dura, un elemento che promette di rivaleggiare con James Bond per carisma e azione.

Il sentimento degli inglesi verso la monarchia, la percezione che i nobili hanno del proprio popolo, le reazioni alle guerre in Afghanistan e in Iraq, l’egemonica intossicazione americana… Tutto questo è disseminato in una trama che sviluppa in 376 pagine e si concentra in 24 ore di pura tensione, per un'opera che il The Guardian ha giudicato come «thriller britannico della miglior qualità».

Per presentare ai lettori questa sua imminente produzione, la casa editrice romana Fazi ha organizzato un blog tour coinvolgendo alcune realtà web dedicate alla narrativa "di genere": si comincia oggi, 4 giugno 2018, dal nostro LaTelaNera.com, con la presentazione e un estratto del volume, per poi passare a Milano Nera che presenterà domani 5 motivi per cui vale la pena leggere questo libro.

La Bottega del Giallo pubblicherà una recensione dell'opera il 6 giugno, Thriller Nord approfondirà i personaggi protagonisti del romanzo l'8 giugno.

L'11 giugno la Penna d'oro ci racconterà nel dettaglio Harry Jones, e il 12 giugno Una Pausa di Lettura prenderà per mano i lettori e li accompagnerà in una visita guidata alle ambientazioni de Il giorno dei Lord.

Ecco tutto il blog tour riassunto in una comoda grafica:
Il blog tour per il romanzo Il Giorno dei Lord


Il giorno dei Lord, la trama del romanzo

Una volta all’anno, le persone più importanti d’Inghilterra si riuniscono tutte insieme in una stanza. La regina Elisabetta e il principe ereditario Carlo, il primo ministro, giudici, vescovi, leader spirituali e temporali. Ci sono anche i figli del presidente degli Stati Uniti e del primo ministro inglese. L’occasione è quella della cerimonia d’apertura del Parlamento.

È anche l’anniversario della Congiura delle polveri guidata da Guy Fawkes.

Un nuovo gruppo di congiurati, stavolta stranieri, prende d’assalto la Camera dei Lord. Verranno tutti presi in ostaggio. Per un giorno, i terroristi terranno sotto scacco una nazione e il mondo intero...

In un crescendo di tensione, Michael Dobbs traccia una parabola angosciante di uno scenario spaventosamente verosimile, che si conclude con uno sbalorditivo colpo di scena.

Il banner promozionale per il romanzo Il Giorno dei Lord


Il giorno dei Lord, il primo capitolo

Prima dell’alba. Cinque novembre.
Era il giorno dei Lord. Sarebbe stato un giorno di espiazione, un giorno d’angoscia, in cui il terrore avrebbe stretto la nazione fin quasi a ucciderla – ma questo Harry Jones non aveva modo di prevederlo. Anzi, al momento non vedeva un tubo. Si sforzò di mettere a fuoco, e solo dopo un po’ si rese conto che l’oggetto che stava fissando, a distanza molto ravvicinata, era un capezzolo. Diamine, che serata.
Mentre una luce pallida, riluttante, filtrava dalla finestra cominciando a schiudersi sotto ai suoi occhi, Harry prese a far la conta dei danni. La stanza da letto era nel caos: come in una caccia alla volpe, i vestiti sparsi in terra lasciavano delle tracce fin oltre la porta socchiusa, mentre il piumone gli si era annodato senza scampo intorno agli arti inferiori, legandolo stretto. Stava sudando: troppo alcol, una bottiglia di Islay invecchiato vent’anni, piena di torba e trucioli, che ora giaceva abbandonata da qualche parte sul lato opposto della stanza, accanto alla sua autostima.
Al suo fianco, Melanie si agitò nel sonno, voltandogli le spalle e raggomitolandosi come un topolino ibernato. Harry tornò a imprecare e si stiracchiò, fin dove glielo consentiva la morsa del piumone, ma lei non batté ciglio, persa altrove. Oh, che notte era stata, da ricordare negli anni con una punta di stupore. Non succede tutte le sere che la moglie da cui ti sei separato ti invita fuori a cena e poi finisce per strapparti i vestiti di dosso.
Vagò con lo sguardo per la camera da letto – la sua camera da letto, almeno fino a tre mesi prima – cominciando a individuare piccoli cambiamenti, i segni della graduale rimozione della sua presenza. La foto di lui nella giungla del Belize, che un tempo impreziosiva il comò, era scomparsa, e la sua vestaglia con il cordoncino logoro, a cui era tanto affezionato, non era più sullo schienale della sedia. Il comodino sul suo lato del letto, che ricordava ingombro di una pila traballante di libri, ora appariva sinistramente spoglio: con allarme crescente, cercò le sue copie di Robert Louis Stevenson. Erano l’edizione originale della Cassell, del 1880. Sparite. Non se l’era riprese, accidenti: possibile che Melanie non si fosse resa conto di cosa stesse buttando? Ovviamente no, proprio come quando l’aveva sbattuto fuori di casa. Non che l’avesse messa in quei termini. Era solo una separazione di prova, aveva suggerito, per schiarirsi le idee. Be’, qualsiasi cosa le frullasse in testa, di certo non era letteratura. Eppure l’aveva invitato lo stesso, consentendogli di rientrare in casa. Cosa voleva dire? Un grumo di curiosità prese a crescergli in testa, insinuandosi in quella parte del cervello che tentava di aprirsi un varco verso la libertà, oltre la parte più spessa del cranio. Forse aveva cambiato idea? Voleva tornare nel suo letto, alla vita di sempre? Harry non sapeva dirlo, era sempre stato una frana a leggerle nei pensieri, e ora lei cominciava a svegliarsi, battendo le palpebre con innocenza.
Appena lo vide, lo sconcerto le si disegnò sul volto. Ci mise un lungo istante prima di svanire. «Oh, merda», sospirò. Poi scansò il piumone e si avviò in bagno.
Non sembrava molto intenzionata a riprenderselo, anche se era ovvio che non stava bene da sola, che aveva ancora bisogno di un uomo. Ma allora... di chi? Possibile che qualcun altro fosse entrato nel suo letto, che avesse dormito tra le sue lenzuola, insieme a sua moglie? In teoria doveva essere una separazione di prova, senza coinvolgere terzi: ma forse così di prova non era, almeno per lei... Non c’era da stupirsi se la sua foto era scomparsa.
Il sospetto cominciò a imperlargli la fronte, e scrutò la stanza in cerca di indizi, di tracce della presenza di un estraneo. Ma Melanie non era così sprovveduta. Posò di nuovo la testa sul cuscino, realizzando con stupore che il sentimento che provava era gelosia. La rivoleva indietro, moltissimo. Lo capiva solo in quel momento. S’erano gettati addosso talmente tanta rabbia e frustrazione, eppure tra loro c’era ancora qualcosa. La notte scorsa aveva ridato un po’ di colore alla sua vita grigia, e ora si stupiva di quanto tutto ciò gli mancasse. E di quanto gli mancasse lei. La sua risata, la sua impertinenza, il suo corpo. Erano sposati da più di tre anni, eppure ogni volta gli sembrava la prima: non sapeva mai cosa aspettarsi. Melanie era così piena di sorprese... Il suo fascino stava anche in questo, e gli mancava più di quanto pensasse. Ma a lei, cosa mancava?
Dal bagno si sentì scorrere dell’acqua, mentre Melanie lavava via le sue tracce. Curioso, e geloso, Harry si liberò dal groviglio del piumone e cominciò a frugare nei cassetti del comodino: ma non trovò nulla, almeno dalla sua parte. Apparentemente, nessuno aveva ancora rivendicato il suo territorio – neppure Melanie: e subito lo colse il rimorso di aver sospettato di lei. Entrambi concordavano sul fatto che la separazione doveva essere un modo per rinnovare il rapporto, per ricordarsi l’uno dell’importanza dell’altro: Melanie aveva insistito molto su questo punto. Così, mentre setacciava i cassetti, si biasimò per aver dubitato di lei: ma questo non gli impedì di continuare, neanche quando scoprì che i cassetti sul lato di lei erano colmi solo di fazzoletti, gioielli e... ...un flyer. Un volantino, un opuscolo come tanti. Harry non lo capì immediatamente, ma un istante dopo la sua vita cambiò. Bastò un solo respiro, un tremito, e i suoi sospetti furono soffocati dall’orgoglio, da un senso di gratificazione che per un istante esplose in una gioia sfrenata, prima di capire che era uno stupido. E non succedeva spesso, che qualcuno trattasse Harry Jones come uno stupido. Un altro respiro, e scivolò nei meandri di una stranissima rabbia, la stessa che l’ultima volta era riuscito a placare solo uccidendo un uomo: perché, frugando nel cassetto di Melanie, s’era ritrovato in mano un opuscolo della clinica Marie Stopes. Specializzata in disfunzioni sessuali. Gravidanze indesiderate. Aborti. E sempre in quell’istante, sentì sua moglie vomitare in bagno.

  La casa era piccola, una villetta a schiera nel cuore di Southall, fatiscente come tante proprietà in affitto nella zona ovest di Londra, mal tinteggiata, ordinaria, immersa nell’anonimato. Le tende erano ben tirate, per difenderla da occhi indiscreti, e anche le finestre erano chiuse, per tenere fuori i rumori. Nelle stanze da letto sul retro, l’aria era soffocante.
«Sei sveglio, Mukhtar?».
«E chi riesce a dormire?».
«È ora, comunque».
Restarono in silenzio per un istante, mentre i loro occhi si abituavano alla prima luce, contemplando ciò che avevano davanti.
«Fa così caldo qui, manca l’aria», si lamentò Mukhtar: «Sembra di stare alle porte dell’inferno. Quanto mi manca casa nostra».
«Ricorda, è per la patria che siamo venuti fin qui».
Mukhtar sospirò, con profonda tristezza. «Mi sarebbe piaciuto vederla un’ultima volta».
«Non cedere alla debolezza, non osare. Non oggi!». La voce di Masood si fece acuta, tradendo la tensione che aveva dentro. «Ricordati cosa ci hanno fatto. Ricordati, Mukhtar, del giorno in cui hai tenuto in braccio i resti di tua madre».
«Avrò il suo nome sulle labbra, quando morirò».
«E a ogni respiro, crescerà il tuo odio per i suoi assassini», lo fomentò Masood: «È ora di svegliare gli altri».
«Non ce n’è bisogno», rispose Mukhtar, e da un’altra stanza della casa li sentirono muoversi.
«Ricorda la promessa che abbiamo fatto, Mukhtar. Andremo fino in fondo. Non li sfideremo solo tra le grotte e i monti della nostra terra, ma anche a casa loro, e con più coraggio, costi quel che costi. Li combatteremo, padri e figli, proprio come hanno fatto loro con noi, senza mai arrenderci».
«Sei sempre stato bravo a parlare».
«Non sono parole mie. Le ho prese in prestito, queste e tante altre, da uno dei loro capi. È ora che soffrano come noi».
«Che il dolore gli piova addosso come neve in inverno. Ma...». Mukhtar esitò.
«Ti ascolto, amico mio».
«È quello che abbiamo fatto ieri notte, a quegli uomini».
«Ne sei turbato?».
«Un poco».
«È giusto, Mukhtar. Avere a cuore il prossimo, provare compassione, è giusto. È questo che ci distingue dal nemico».
«Sì Masood, ma... c’è qualcos’altro che dovresti sapere».
«Di che si tratta?».
«Credo di aver paura. Tanta paura».


Michael Dobbs
Il Giorno dei Lord
Darkside 2018
Traduzione di Stefano Tummolini
Pagine: 376
Prezzo: 16,00 euro (cartaceo), 4,99 euro (digitale)
Codice ISBN: 9788893253130
Codice ASIN: B07CY2B7PQ


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Il giorno dei Lord, un estratto dal romanzo di Michael Dobbs
Notizia scritta da: Matteo Servili
Pubblicata il 04/06/2018
Fonte: LaTelaNera.com

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