Recensione Romanzo Giallo
L'Accolita dei contisani

Libri > Recensioni > L'Accolita dei contisani, di Marica Petrolati, edito da Robin Edizioni nel 2017 al prezzo di 10,00 euro. Leggi la trama.

Clicca per leggere la scheda editoriale di L'Accolita dei contisani di Marica Petrolati Contise, piccolo borgo dell’entroterra senigalliese, anno 2011. Il becchino bussa alla porta del sindaco per riferire, non senza un certo under statement, che qual cosina non va: un fatto strano è accaduto al camposanto del paese. Tutto ruota intorno a una suora di clausura da poco venuta a mancare. Dopo il primo sgomento parte un’indagine corale che si snoda per le vie di Contise e costringe a collaborare alcune delle figure di maggiore spicco sociale della piccola comunità.

Questo l’abbrivo de L’accolita dei Contisani di Marica Petrolati (Robin Edizioni, 2017).

Forte il legame della scrittrice con il suo territorio, suggerito in primo luogo dalla trasposizione toponomastica di Serra De’ Conti, paese di origine dell’autrice in provincia di Ancona, in Contise. D’altronde il romanzo esce nella collana I luoghi del delitto, destinata a ospitare narrazioni in cui, insieme ai personaggi che il pubblico impara a conoscere sulla scena, sono anche i contesti spaziali a giocare un ruolo chiave nello sviluppo della vicenda.

A ciò corrisponde una particolare Weltaschauung e una precisa poetica di Marica Petrolati, la cui missione letteraria sembra in parte consistere nella volontà di sdoganare l’idea che la noiosa e anonima provincia non ha nulla da invidiare ai luoghi eccellenti delle città e che anche un territorio sottostimato dai flussi informativi ufficiali nasconde molte potenzialità narrative e molti fatti o eventi che vale la pena raccontare.

Cosa che l’autrice fa mettendo a frutto anni di militanza nei generi horror, giallo e noir.

La “migrazione letteraria” attraverso i generi indica cronologicamente il passaggio autoriale dall’interesse nei confronti del misfatto “puro” a quello verso l’azione compiuta in base a un preciso movente.

Il che, se da un lato lega e costringe maggiormente la scrittura, dall’altro fornisce lo spunto per un maggiore approfondimento psicologico. Che nel romanzo di Marica Petrolati non manca e che, anzi, ne avvalora la scrittura, anche grazie a una tecnica linguistica e stilistica dal ricercato stile ipotattico, in cui affiorano qua e là frammenti di discorsi indiretti liberi.

L’accolita dei contisani è un giallo con l’idiosincrasia per le etichette, che, sfondando le barriere tra i generi in un crossover letterario, lambisce le sponde dell’horror e del noir in un mix del tutto godibile e suggestivo.

Buona anche la tecnica narrativa.

Marica Petrolati costruisce un romanzo corale dalla struttura a tasselli, grazie ai quali la verità viene svelata poco a poco in base a uno sforzo euristico e gnoseologico collettivo, che smonta false credenze, opinioni di paese e segreti malcelati. Punto dietro al quale si avverte l’eco di precise corrispondenze a livello di Weltanschauung dell’autrice.

Al termine di ogni tassello, isolato tipograficamente nel corpo del testo, una ricercata tecnica del cliffhanger garantisce un costante livello di tensione.

Efficace anche l’utilizzo dei meccanismi di semina/raccolta, grazie ai quali un indizio posto in un punto del testo viene sviluppato molte pagine dopo e ricollegato ad altri eventi dei quali non si sospettava la loro attitudine a divenire indizi.

A fare da collante tra i tasselli, oltre all’unità del tema e ai costanti richiami, un utilizzo attento del montaggio in parallelo, in base al quale ci si sposta nella narrazione in luoghi e tempi diversi, originando vari filoni narrativi che vengono poi uniti con la tecnica dell’entrelacement.

A volte il montaggio è alternato e propone accadimenti che avvengono in un tempo sincrono, ma in contesti spaziali diversi.

L’attesa è mantenuta alta nel lettore anche grazie al meccanismo della procrastinazione, che si scioglie in un twist ending accattivante e mai stucchevole.

A spezzare l’andamento del testo compaiono alcuni verbali di polizia, retaggio del passato giornalistico dell’autrice, ai quali è affidata la narrazione in controluce di alcuni frammenti di storia, che contribuiscono a un generale mistilinguismo stilistico.

Una scrittura onesta e seduttiva quella de L’accolita dei contisani, nelle cui vicende possono specchiarsi centri e periferie umani, ideologici e sociali.

Recensione del libro L'Accolita dei contisani
Recensione scritta da: Marco Bevilacqua
Pubblicata il 06/07/2017

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