Recensione Raccolta Racconti Horror
Ombre

Libri > Recensioni > Ombre, di Carmen Cirigliano e Carmine Menzella, edito da L'Erudita nel 2017 al prezzo di 20,00 euro. Leggi la trama.

Clicca per leggere la scheda editoriale di Ombre di Carmen Cirigliano e Carmine Menzella Da avido del genere horror, spesso mi ritrovo di fronte ad alcuni quesiti. Tra tutti, complice la matassa di materiale che c’è in circolazione, c’è “si è davvero in grado di scrivere horror, oggi?”.

Ora non voglio lasciarmi andare in inutili esagerazioni, ma Ombre di Carmen Cirigliano e Carmine Menzella rispe in maniera positiva al quesito. Ma prima di parlarne, uno sguardo alla loro opera è dovuto.

Ombre raccoglie 13 racconti, contraddistinti tra loro sia per stile che ambientazione, che vanno da quello urbano a quello rurale. Ognuno di questi racchiude in sé una visione nichilista dell’uomo.

Si parla di tenebre, o meglio di ombre. Ombre che si nascondono negli ambienti circostanti (La collina della nebbia, La preda), o nelle leggende (I penitenti); ombre che inglobano intere città (L’appartamento) o addirittura insidiate nelle profondità dell’animo umano (La sciarpa di seta nera).

Sono varie le tematiche affrontate in Ombre, dal messaggio animalista alla critica sociale (Sud) senza neanche tralasciare gli omaggi ad artisti come Klimt e Poe, i quali appaiono come protagonisti di racconti intrinsechi di critica verso una società che, forse da sempre, non dà il giusto credito all’arte (Il segreto di Klimt e Dopo la mezzanotte).

Ombre è, però, anche un percorso dei due giovani autori, i quali oltre a raccontare della società moderna, della propria terra e del proprio amore verso l’arte, omaggiano la letteratura classica di genere attraverso la descrizione sia delle ambientazioni che degli eventi attraverso un linguaggio maturo e ben strutturato, senza limitarsi ed esplorare generi affini all’horror, quali il thriller noir (Billy the Dark, che omaggia inoltre anche la cultura new wave anni Ottanta), la fantascienza (La notte in cui gli alieni arrivarono sulla terra) e il fantasy (La notte del drago).

Andare a descrivere singolarmente ogni racconto, non è proprio facile, ma la forza di Ombre è proprio quella di riuscire ad incastrare una così grande varietà di stili attraverso una sola, singola tematica: l’uomo è il caos, distrugge ogni cosa che tocca.

Ora torniamo al punto di partenza e cerchiamo di analizzare l’opera partendo dal discorso stilistico. La scelta del linguaggio utilizzato, la scrittura fluida che riesce bene a far calare il lettore in quelle ambientazioni tetre, sono certamente dei punti a favore che arricchiscono l’opera, sia per un discorso di immedesimazione che di eleganza.

Ben si denota il percorso artistico dei due autori, influenzati non solo da una palese buona conoscenza del genere horror ma anche dalla cultura stessa a cui si fa riferimento.

Leggendo Ombre, più volte mi sono immaginato di ritrovarmi in atmosfere simili a quelle di Edgar Allan Poe o de Il Corvo di James O’Barr, grazie proprio a questa capacità descrittiva. Senza esagerazioni, se l’intento degli autori era omaggiare determinati autori ed opere, ci sono riusciti alla perfezione.

Per rispondere, poi, al quesito vero e proprio posto in partenza, da grande “fissato” dell’introspezione, posso dire a gusto personale che entrambi gli autori sì, sanno scrivere l’horror. Sanno sia creare la giusta tensione, con il colpo di scena sempre dietro l’angolo quando meno lo si aspetti, ed hanno anche la capacità di affrontare determinate tematiche, le stesse che ho accennato poc’anzi. Partendo dal presupposto che l’horror, così come tutti gli altri generi, non è altro che un veicolo per poter parlare di altro, Ombre non si presenta affatto come un’opera povera di contenuti, bensì il contrario.

Per mio gusto personale, tra i tredici racconti presentati, la preferenza ricade su L’appartamento e Billy the Dark, quest’ultimo a mio avviso il meglio riuscito, ma la preferenza assoluta l’ha La notte in cui gli alieni arrivarono sulla terra, un racconto che mi ha particolarmente divertito e che invito a prestare una particolare attenzione in quanto credo spicchi di una particolare originalità e di genio.

Discorso simile ma per motivi differenti per Billy the Dark, thriller introspettivo che molto si avvicina ai “sopravvissuti” della cultura new wave anni Ottanta; infine, L’appartamento segue lo stesso discorso ma si contraddistingue per uno stile che molto ricorda il gotico e che abbraccia alla perfezione una narrazione più moderna e fluida, insomma un mix che riesce ad amalgamare il tutto senza appesantirne la scrittura.

In definitiva, Ombre di Carmen Cirigliano e Carmine Menzella è una raccolta horror consigliata a chiunque ami il genere, sia per chi lo vive con spirito di divertimento sia per chi ama l’introspezione.

Un libro di due giovani autori che meriterebbe uno spazio speciale in libreria, giusto accanto ai classici dell’horror, come monito che forse andrà un po’ contro l’ideale dei due autori: non tutto è destinato a distruggersi.

Ombre è la giusta dimostrazione che ciò che non è andato distrutto, non è soltanto propenso a restare ma anche a rinnovarsi.

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Recensione del libro Ombre
Recensione scritta da: Danjel Maraniello
Pubblicata il 18/11/2017

Da Novità in libreria:

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3:33 di Danjel Maraniello
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