Recensione Romanzo
Labirinti

Libri > Recensioni > Labirinti, di Giovanni F. Carpeoro, edito da Bevivino nel 2008 al prezzo di 18.00 euro. Leggi la trama.

Clicca per leggere la scheda editoriale di Labirinti di Giovanni F. Carpeoro Labirinti coglie il senso più tridimensionale del sostantivo “libro”: profondo, ampio ed elevato.

A questa configurazione spaziale si dovrebbero aggiungere eleganza e saggezza, due termini che si adattano ai componimenti in versi – tutti di splendida arguzia – e in generale al tono narrativo dall’apparenza formale, ma di grande raffinatezza, che Giovanni F. Carpeoro ci regala.
Carpeoro, in effetti, è un abile Tessitore (non spreco maiuscole, come sempre): sembra al lettore di avvertire il suono lontano di un telaio che ordisce trame, esistenze e simboli. Si faccia attenzione, però, poiché a uscire dall’intreccio non è un arazzo, e neppure un quadro, nemmeno un magnifico tappeto iridescente. No. Colui che legge si trova tra le mani un filo, setoso e resistente.
Anzi, il Lettore ha tra le mani il filo.

È buio intorno, e appaiono forme strane lungo il pavimento, negli stretti cunicoli di un tragico evento – l’assassinio di una giovane, insegnante di latino e greco in un liceo del capoluogo lombardo – del quale è accusato un uomo, forse innocente. Stringiamo il filo nei palmi, alternando la presa delle mani nel nostro avanzare, quando ci camminano a fianco personaggi strepitosi nella loro raffigurazione, che sentiamo vicini e tremendamente reali nella descrizione che l’Autore ne offre, finanche nella quotidianità più immediata.

Ritroviamo così Giulio Cortesi, protagonista del primo libro – di quella che ha tutta l’aria di essere una saga iniziatica (Il volo del Pellicano – Bevivino Editore, 2007) – che afferra le redini delle indagini, conducendole con i metodi poco convenzionali ai quali ci ha abituati, affiancato da amici noti (il commissario Amedeo, il saggio Fra’ Tommasino, l’architetto massone Quinto Ammonio Solfo – i nomi! Tenete d’occhio i nomi, così curati nella loro scelta) e da protagonisti nuovi (l’intraprendente Pagani, Giovanni Annibale De Masi, la bella Elisabetta).
Un momento.
Per un attimo ho staccato la mano dal Filo, e stavo per perdermi. Per fortuna, Carpeoro sa quando è ora di dire la sua, di riportarci dove lui vuole che andiamo (ricordate? È lui che ha tessuto l’unico mezzo grazie al quale possiamo trovare la via corretta). Così, l’Autore non si limita a collocare eventi dalle tinte noir sul selciato della via, ma ci offre altri spettacoli, altre deviazioni che sembrano un sentiero secondario, e invece sono la strada verso il centro del labirinto. Perché – non ve l’ho ancora svelato – spesso in un labirinto ci si deve entrare, quando la Verità in qualche occasione non sta fuori, ma nel cuore più profondo del dedalo, per poi uscirne, magari cambiati, e certo migliori.

Non lasciate il filo, adesso, non ancora. Mai abbandonarlo!

Guardate le pareti: si affacciano illustrazioni, ed elementi alchemici, e prassi misteriche.

Carpeoro ha da esporre, qui, più di quanto non abbia fatto costruendo la trama del giallo. Eppure sa celare le sue conoscenze iniziatiche dietro simboli noti, concede a tutti l’opportunità di capire – di apprendere – mostrando senza oscuri raggiri tutti gli elementi per giungere alle due verità: quella minuscola, che svela l’assassino, e quella maiuscola, alla quale viene aggiunto un altro prezioso tassello. Insieme a Giulio Cortesi noi vediamo quanto sia necessario, per elevare la conoscenza, approfondire l’Arte Reale dell’Iniziazione.

L’Autore offre una vera e propria galleria d’arte, a corredo del testo, indispensabile per comprendere tutti gli aspetti esoterici del romanzo e per fornire gli indizi giusti. Ogni capitolo di questo, che è un diario incalzante e serrato nei ritmi, si apre con magnifiche raffigurazioni che trovano sempre ragione nel racconto, ma la vera protagonista grafico/misterica è l’Atalanta fugiens di Michele Maier.

Non anticipo nulla, per rispetto dei molti che ne conoscono i contorni e di chi ne vuole scoprirne la potenza simbolica: si sappia che Carpeoro ha affrescato le pareti del suo labirinto con scrupolosità, selezionando dalla raccolta di Maier solo i segni funzionali all’intreccio, rendendoci partecipi di una splendida interpretazione, e lascio ai Lettori il piacere di conoscere quale parallelo ne tracci l’Autore, affiancandoli a inaspettate tavole, rivelando analisi acute e una erudizione che ha pochi pari.

Respirate, infine, le fragranze nell’aria. L’Autore sa quanto sia necessario stemperare l’inquietudine in un clima di tensione emotiva, e crea gli spunti per offrire notevoli suggerimenti di arte culinaria, con la semplicità e l’ accuratezza di un consumato chef. Poiché lo stesso Giulio Cortesi, che prosegue nel suo personale viaggio di avvicinamento al movimento dei Rosa+Croce, è un uomo descritto anche negli aspetti più immediati e quotidiani.

Sul pavimento di Labirinti un noir. Sulle sue pareti l’esoterismo e l’alchimia. Nell’aria sapori di vita.
E al soffitto, sopra le nostre menti attente, cosa ci aspetta?
Esistono due vie per uscire da un labirinto, ma non sta al sottoscritto svelare quali siano.

Carpeoro, colui che mi sono permesso di chiamare il Tessitore, mi ha appena aiutato a capirne molto di più.

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Recensione del libro Labirinti
Recensione scritta da: David Riva
Pubblicata il 12/05/2009

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