Recensione Romanzo Horror
Il Grande Notturno

Libri > Recensioni > Il Grande Notturno, di Ian Delacroix, edito da Edizioni XII nel 2011 al prezzo di 14,50 euro. Leggi la trama.

Clicca per leggere la scheda editoriale di Il Grande Notturno di Ian Delacroix Cresciuta tra i prati di cemento e fiori d’acciaio, ho sempre considerato tutto ciò un romantico vivere metropolitano. Ricordo ancora di quando correvo con la mia piccola bici sui cortili asfaltati di Milano oltrepassando numerosi tombini.

Ma ora, dopo aver letto Il Grande Notturno, nuovo lavoro di Ian Delacroix per le Edizioni XII, ho un pensiero fisso: i topi.

Guardo i tombini con diffidenza. Non posso prendere la metropolitana senza aver il presentimento che due occhi rossi mi fissino dal buio. Sì, prenderei un bus in superficie, ma se andassi in edicola ad acquistare il biglietto del viaggio potrei trovare l’edicolante non-morto che mi guarda con orbite nere e i denti sporchi di sangue…

Il romanzo ha albe color ruggine e urla verde-terrore.
Ha odore di benzina e di cibo andato a male.
Ci sono unghie decomposte e caos di esistenze che fuggono.

Con frecciate d’aria fredda sul viso, i nove protagonisti del romanzo iniziano con un'esplorazione attraverso i cunicoli della metro attraversando i binari umidi e sfiorando le ragnatele appiccicate ai muri.
Trovano una porta e lì comincia il delirio.

Durante la lettura c’è una musica di sottofondo, ossessionante. È quella dei non-morti che, come robot, compiono i medesimi movimenti in un ricostruito cimitero laddove martellano ritmicamente sulla pietra delle lapidi o chiudono e aprono le ossute mascelle mentre smuovono la terra col badile. Nemmeno se accendete lo stereo, riuscirete a farla svanire.

È difficile scendere a certi patti. Se sono malefici, peggio ancora. Il misterioso straniero ha fatto una richiesta precisa, poiché solo lui può liberare Milano dall’invasione dei topi, ma non viene ascoltato. Al decimo anno, la maledizione scatta come tremendo ingranaggio.

E il tempo smette di essere Tempo.

Ancor più inquietante è come a volte il cannibalismo "inverso", gli zombi che divorano i vivi, possa diventare fascino, una scena che può ammaliare il lettore/spettatore facendolo dimenticare di sé.

Così dice Ian: "Il vero Mostro è la norma. Se guardo questa carneficina, questi corpi intrecciati, riesco persino a scorgere frammenti di Bellezza".

Questa visione d’attrattiva fa da curiosa contrapposizione allo scenario catastrofico di una stazione dei treni dove i nove ragazzi si trovano, malauguratamente, in trappola a causa dell’arrivo in massa degli zombi. Per sopravvivere bisogna osare. Osare di guardare il grottesco volto del Grande Notturno.

Ma chi è costui? Cosa vuole? Perché ha messo la città sottosopra?

Lui non si nutre di sangue bensì di qualcos’altro. Con un viaggio indietro nel tempo, scopriamo che il crepuscolo è la sua terra d’origine e che è in grado di dissotterrare le paure dall’inconscio di ogni essere vivente: "I suoi occhi, densi come le notti che l’uomo non aveva mai assaporato".

I penosi ricordi non svaniscono, si trasformano in un'ombra impercettibile, guizzante, come le fiammelle di pallide candele e diventano dei sogni ricorrenti, episodi realmente vissuti che la memoria a fatica nasconde. Non è uno scherzo di Carnevale, è uno degli strani trucchi del Grande Notturno.

Milano tornerà a essere la città di prima, con i suoi negozi luccicanti e le stazioni colme di pendolari?
Ci saranno gli eroi?
Queste sono le domande che il lettore si porta dietro fino alla fine della lettura.

La copertina è accattivante, sembra riassumere in una sola immagine tutta la storia del romanzo. Molti capitoli sono intitolati con nomi di film e libri di "genere" di cui Ian è un grande appassionato e non solo, ci sono richiami a dipinti famosi e città d’arte, tutto ciò può solleticare la vostra curiosità ma… fate attenzione a quando partecipate a uno spettacolo di magia, tetra o luminosa che sia, il suo artefice potrebbe essere il mascherato Grande Notturno che vuole rubarvi la Bellezza con i guanti dell’illusione.

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Recensione del libro Il Grande Notturno
Recensione scritta da: Erika Polignino
Pubblicata il 13/12/2011

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