Recensione Saggio serial killer
American serial killers

Libri > Recensioni > American serial killers, di Peter Vronsky, edito da Nua Edizioni nel 2023 al prezzo di 19,00 euro. Leggi la trama.

Clicca per leggere la scheda editoriale di American serial killers di Peter Vronsky Disponibile in tutte le librerie e gli store online dal 12 maggio scorso, American serial killers. Gli anni dell'epidemia 1950-2000 (Nua edizioni), è stato ed è un successo preannunciato. L’autore infatti, è una garanzia.

Dopo best seller come I figli di Caino, True Crime Stories Serial Killers: il metodo e la follia dei mostri e Serial Killers, genesi mostruose, il Prof. Peter Vronsky si afferma ancora una volta tra i massimi esperti di crimini seriali.

In America, solo negli anni ‘70 furono attivi 650 serial killer, un "picco epidemico"senza precedenti che durò fino agli anni ’90. L’autore, in questo saggio quasi enciclopedico, analizza le origini, le cause ed il contesto storico di questo massiccio incremento di omicidi a sfondo parafiliaco.

Da Jeffrey Dahmer a Jack The Ripper e ancora più a ritroso nel tempo: gli omicidi seriali sono sempre avvenuti, specie quelli a sfondo edonistico e sessuale tanto che Peter Vronsky associa questi “mostri"al mito dei vampiri e dei licantropi per brutalità e sete di sangue. In questo saggio, l’autore segue metaforicamente, descrivendone i crimini, i serial killers della "golden age", un periodo che va dagli anni 70‘ agli anni ’90, ma si concentra sulle cause che portarono ad una vera e propria esplosione della conta dei cadaveri.

Se è vero che non esiste una "ricetta"che formi un serial killer, è pur vero che la società americana, nel secolo scorso, sembra aver fatto il possibile per destabilizzare i suoi stessi figli.

La Grande Depressione del ’29, i due conflitti mondiali, il Vietnam: la stabilità e le opportunità che il Nuovo Mondo sembrava offrire crollarono decennio dopo decennio fomentando disillusione e disparità sociali. Generazioni di donne si sono ritrovate ad affrontare i traumi post bellici dei loro uomini, tantissime famiglie hanno visto infrangere "il sogno americano"nell’abisso di classismo, razzismo e finta moralità che pervase tragicamente gli Stati Uniti.

Agli albori degli anni ‘50 intere generazioni di ragazzini si sono visti riversare addosso le frustrazioni di famiglie ormai disfunzionali. Quei ragazzini che potremmo definire i nonni o i padri dei "golden agers"che sarebbero sorti di lì a poco.

Vronsky è uno storico investigativo canadese, scrittore e regista, ha conseguito un dottorato di ricerca in storia della giustizia penale e spionaggio nelle relazioni internazionali presso l'Università di Toronto. Ha collaborato attivamente nella soluzione di almeno cinque cold case attribuiti a Richard Cottingam conosciuto come "Torso Killer".

Il suo più recente lavoro come scrittore, American Serial Killers, affronta il fenomeno degli assassini seriali americani a 360°, dal punto di vista storico, scientifico ma soprattutto sociologico.

Circa cinquecento pagine in cui Vronsky accompagna il lettore nell’abisso dell’animo umano, descrivendo l’orrore in modo dettagliato e mai morboso. Le informazioni sono tante ma la lettura è scorrevole ed appassionante.

L’autore ci spiega come l’identità nazionale americana si sia forgiata passando attraverso i traumi post bellici, lo sdoganamento della violenza ben rappresentato dalle riviste porno soft "true detective"dove le modelle posavano in atteggiamenti di svantaggio rispetto all’uomo, legate, imbavagliate, impaurite e naturalmente, seminude. Queste riviste, diffuse negli Stati Uniti per oltre mezzo secolo e facilmente reperibili anche da ragazzini, sono state accusate da molti serial killers tra cui Ted Bundy, di aver "dato la spinta"ai loro impulsi malati.

American Serial Killers non tralascia le tecniche forensi ed il loro sviluppo nel tempo, la necessità da parte dell’FBI, nei primi anni ’70, di creare una task force specializzata in profilazione criminale, i Mindhunter.

Inquietante la conclusione; secondo Vronsky, la situazione politica e sociale americana non è cambiata tantissimo e nonostante siamo in una fase calante, c’è da aspettarsi una nuova "golden age”…

In conclusione: American serial killers. Gli anni dell'epidemia 1950-2000 è un saggio consigliatissimo, che io spero venga letto non solo dagli appassionati di psicologia criminale e true crime ma da chiunque sia capace di introspezione, da chiunque abbia l’onestà morale di ammettere che in ognuno di noi esiste un lato oscuro.

Ho apprezzato molto proprio questo aspetto, l’autore non si sofferma a trattare il fenomeno solo da un punto di vista sociale e biologico ma anche dal punto di vista antropologico.

L’essere umano è un animale a cui è stata data una marcia in più: l’intelligenza ma non bisogna tralasciare il fatto che si sia sviluppato da predatore. All’uomo primitivo, la violenza era ciò che assicurava la sopravvivenza e la riproduzione, l’essere umano si è sviluppato con il concetto di "mors tua vita mea"e noi, oggi, siamo il prodotto di quella evoluzione.

Vronsky afferma: "c’è un potenziale serial killer in ognuno di noi". Non posso non credergli, l’umanità che conosciamo è il prodotto del suo stesso passato e fondare una società civile sulla presunzione di assenza di un lato oscuro è profondamente sbagliato.

Spero che questo libro venga letto da più persone possibili con la speranza che possiamo tutti imparare a cogliere i segnali di disagio, le richieste di aiuto, le insofferenze di chi ci circonda e magari prevenire atti orribili come quelli avvenuti in passato!


Roxanne Caracciolo

Sono affascinata dal lato oscuro che c’è in ogni persona, posso definirmi esperta di vampirismo, a livello letterario, storico e reale e sono molto attratta dal true crime. Quando non sono al lavoro o in palestra, sono immersa nella lettura. Tra I miei autori preferiti c'è il massimo esperto di serial killers: Peter Vronsky.
Seguimi su Instagram: @Roxanne_Caracciolo




Recensione del libro American serial killers
Recensione scritta da: Roxanne Caracciolo
Pubblicata il 14/07/2023

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