Libri > Notizie > L'autore romano senza volto ci parla di Matmon, il suo racconto
La raccolta illustrata Archetipi ha ancora una manciata di autori da farci conoscere. Oggi la nostra domanda la poniamo a Strumm, il misterioso scrittore romano già autore di Diario Pulp.
[La Tela Nera]: L’Uomo Nero è lo spauracchio per eccellenza, e tra gli Archetipi è forse il primo a cui viene da pensare. Nel tuo racconto, tra suggestioni horror e critica sociale, hai modo di mostrare il Babau in una delle sue forme più classiche: da cosa deriva questa rappresentazione? Paure infantili o creazione ad hoc per Archetipi?
[Strumm]: È vero: l’Uomo Nero è il primo archetipo che viene in mente. Mi è successo così quando ho ricevuto l’invito alla raccolta. Meno immediata è stata la definizione della chiave di rappresentazione da sviluppare nel racconto. Volevo che ci fosse la paura infantile, perché è elemento che sul piano emotivo facilita l’identificazione del lettore.
Tuttavia ero e sono convinto che un archetipo dalla forza così dirompente non può esaurirsi lì.
Ho approfondito il tema recuperando l’origine e gli elementi comuni dell’Uomo Nero nelle diverse culture e li ho mescolati ad altri significati. Mi piaceva pensare al rito di iniziazione per il passaggio all’età adulta. Da questo la scelta dell’età del protagonista. Sente di dover compiere il passo e abbandonare le sue paure e i suoi mostri, sente di dover sconfiggere ciò che lo atterrisce, ciò che a ogni evidenza è molto più potente di lui (da qui anche la scelta dei nomi) e gli impedisce di vivere.
È consapevole di non potersi più affidare a nessuno, di essere costretto a vincere con le proprie forze e – per questo – è disposto a mettere in gioco la propria vita.
Sul piano sociale, gli elementi appena descritti hanno reso molto naturale l’introduzione di Adrian e Mircea. La nostra cultura è molto inaridita, non offre spazio a tradizioni e rituali. Ricordo alcune vecchie di paese a cui erano state tramandate le formule per togliere il malocchio, ma parliamo di oltre trent’anni fa. Ho appena terminato la lettura di America Gods di Neil Gaiman che affronta alcuni di questi aspetti. La nostra cultura dimentica e non si affeziona. L’esoterismo, la magia e i riti sono invece ancora vivi in culture come in quella Rom e Adrian mi è sembrata la carnificazione ideale per quanto avevo bisogno. È logica anche l’accoglienza che gli viene riservata nel campo. È un atteggiamento quasi dovuto in una cultura nomade. Mircea rappresenta la possibile integrazione e il suo tradimento non sminuisce in alcun modo la sua figura. È una debolezza ingenua, un errore che qualsiasi ragazzino potrebbe compiere. È vittima dell’inganno nello stesso modo in cui lo è Davide.
Nel complesso volevo che il racconto fosse denso a livello emotivo, scuro e angosciante. Perché, in fin dei conti, credo che sia il modo con cui definirei l’Uomo Nero, anche oggi che guardo negli armadi in piena serenità.
L'Autore Strumm è nato nel 1970, ha iniziato a dedicarsi alla scrittura negli anni Novanta prediligendo il genere noir. Ha vinto le prime due edizioni del concorso Scrittura Fresca, dedicato a giovani scrittori e indetto dal Comune di Roma nell’ambito della storica manifestazione Enzimi. Ha pubblicato nel 2006 una prima raccolta di racconti, seguita dal suo primo romanzo: Diario Pulp, uscito nel 2007 per Edizioni XII, e attualmente in riedizione.
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