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Popobawa

Il demone di Zanzibar che violenta uomini e donne durante il sonno

Popobawa Incastonata tra il mare e il deserto, tra l'equatore e il tropico del Capricorno è adagiata Zanzibar.
Il nome, da solo, evoca odore di spezie, mare cristallino, sabbia a perdita d'occhio e, perché no, anche la voce potente di Freddy Mercury a cui ha dato i natali.

Eppure nelle notti umide, quando i canti popolari si spandono tra le montagne ammantate di vegetazione e la luna enorme, quando il buio domina la risacca del mare, ecco che appare in un frullar d'ali il Popobawa: orrendo, pronto a violare chiunque lo incroci.

Popobawa significa letteralmente ala ("bawa") di pipistrello ("popo") in lingua Swaili. Più che dall'aspetto, in effetti mutevole, di questo essere, il nome deriva dalla forma dell'ombra scura che esso proietta durante i suoi attacchi notturni.

La paura e la necessità di pensare che il Male non possa essere frutto del caso: ecco cosa ci spinge a credere ai demoni e a crearne di nuovi, sempre più orribili.

Bene e Male: due facce del creato. L'una consolatoria e l'altra che giustifica la necessità di consolarsi. E se il dolore esiste deve esserci qualcuno, o qualcosa, che lo perpetra scientemente, con volontà innata, eterna. Qualcuno o qualcosa che cerca di spezzare l'equilibrio, in una battaglia dove tutto è in gioco.

I demoni: esseri multiformi e capricciosi. Non esiste cultura religiosa che non possieda i propri. Figli delle paure e della storia locale; personalizzazioni di archetipi di culture, razze e esperienze diverse. Non meraviglia, quindi, che un piccolo arcipelago al largo delle coste della Tanzania abbia il proprio.

Popobawa: Aspetto

Il Popobawa, il demone violentatore di Zanzibar La presenza del Popobawa, di per sé spesso invisibile, è annunciata a volte dal rumore di artigli che grattano sui tetti e da un pungente odore, che però non sempre si manifesta con le sue apparizioni.

Il suo aspetto tende a cambiare, trattandosi di un mutaforma.

Di giorno può sembrare un normale essere umano, anche se con dita appuntite, mentre di notte appare in varie forme, tra cui quella di una sorta di orco dalle ali di pipistrello o di un fantasma. In alcune versioni è di bassa statura, molto robusto, con testa di scimmia e un solo occhio, come un ciclope.

In ogni caso, comunque, è dotato di un pene enorme, e non si tratta di un dettaglio secondario, tutt'altro.

Popobawa: Cosa fa

Il Popobawa ha la malaugurata abitudine di introdursi nottetempo nelle abitazioni delle sue vittime, uomini o donne, per poi attaccarne uno dopo l'altro tutti gli abitanti, violentandoli.

Il Popobawa, il demone violentatore di ZanzibarI suoi assalti possono essere simili all'azione di un poltergeist, causando semplici lesioni fisiche, ma la sua abitudine che più terrorizza i locali è quella di immobilizzare una vittima, preferibilmente un uomo, spingendone il volto contro il pavimento... e sodomizzarla per un'ora e più.

Dopo aver terminato la sua opera, l'essere avverte lo sventurato che tornerà a trovarlo a meno che lui informi amici e vicini di quello che gli è capitato.

A nulla vale trincerarsi nello scetticismo: il Popobawa infatti odia che la gente neghi la sua esistenza e non di rado predilige come vittime proprio coloro che non credono in lui.

Popobawa: Avvistamenti

Il Popobawa, il demone violentatore di Zanzibar Al contrario di molte creature leggendarie il Popobawa è di origine piuttosto recente.
Parkin (massimo esperto delle tradizioni del luogo) ha ricondotto i primi avvistamenti nel 1964 a Pemba, la seconda isola più grande dell'arcipelago di Zanzibar, e appena dopo la rivoluzione politica dell'isola che portò la fine della monarchia costituzione imposta dagli inglesi di cui l'arcipelago era colonia e l'annessione dell' ex sultanato alla Repubblica Unita della Tanzania.

Ulteriori resoconti dei suoi attacchi risalgono al 1970, poi al 1980 e successivamente raggiungono un picco nel 1995. Dopo un'assenza dalle scene durata cinque anni, si hanno segnalazioni fugaci della sua attività nel 2000, 2001 e 2007.

Spesso i momenti in cui è più presente coincidono con periodi elettorali o altri eventi politici, anche se i locali dichiarano che esso sia apolitico.

Sempre a Pemba, nel 1971, esso avrebbe parlato ad alcuni abitanti del luogo per bocca di Fatuma, una ragazza del villaggio da lui posseduta, che per l'occasione sfoggiava una profonda voce maschile. Dopo tale manifestazione, gli indigeni sentirono il rumore di un auto che ingranava e partiva su un tetto vicino...

Popobawa: Origini

Nato dall'evocazione di uno Jinn (un genio, che nella religione preislamica e in quella islamica, rappresenta un'entità soprannaturale, intermedia fra mondo angelico e l'umanità e che ha, per lo più, carattere maligno) da parte di uno sceicco che voleva utilizzarlo per vendicarsi dei suoi vicini rubandolo la verginità delle loro donne e la mascolinità degli uomini, il Popobawa avrebbe intrapreso le vie demoniache ribellandosi al proprio padrone.
L'essere, col passare del tempo e degli avvistamenti, si è trasformato da demonio “religioso” a entità fisica reale.

Popobawa: Relazione con Succubi

Ampliando ancora, non si può fare a meno di notare il parallelismo del fenomeno del Popobawa con i Succubi e gli Incubi, rispettivamente demoni "sessuali" femminili e maschili della tradizione europea. Anche loro creature che si uniscono a uomini e donne in amplessi spesso decisamente "appaganti" ma che costano alla vittima deperimento sino all'agonia.

Anche in questo caso, come in molti altri, si sarebbe innanzi alla rielaborazione in chiave locale di prototipi mentali non già della singola società o religione ma dell'intero genere umano.

Senza dimenticare che i rapporti sessuali con creature misteriose sono tutt'altro che una novità: di vampiri, di creature sogghignanti che appaiono ai piedi del letto o sotto le coperte, di extraterrestri che si materializzano un istante prima che la vittima prenda sonno, pronti a tiranneggiarla con falli enormi e meccanismi che penetrano le carni ve ne sono innumerevoli.

Popobawa: Come fermarlo

Esistono però dei modi per tenerlo lontano, tra cui lasciare amuleti protettivi ai piedi di un albero di fico, sacrificare capre o leggere il Corano per scacciarlo.

Il ricercatore Benjamin Radford, che ha studiato l'essere nel 2007, ha affermato che secondo le tradizioni “la detenzione o recitare il Corano si dice che possa tenere a bada il Popobawa, tanto quanto la Bibbia si dice possa far scomparire i demoni cristiani”.

Nei periodi in cui la sua attività è più frequente, intere famiglie dormono all'esterno delle proprio case, mano nella mano, per sfruttare contro di lui la forza del numero e tenerlo dunque a distanza.

Popobawa: Perché esiste?

Il Popobawa, il demone violentatore di Zanzibar È stato affermato che a causa del passato di Zanzibar come mercato di schiavi arabo, la storia di Popobawa è una memoria articolata sociale degli orrori della schiavitù (Parkin 2004). Molte delle leggende su Zanzibar sono frutto delle colonizzazioni e dei commerci del passato, quando arabi, portoghesi, indù, cinesi, britannici, persiani e africani dominavano l'isola.

È indubbio che gli isolani abbiano una memoria collettiva figlia delle oppressioni, della violenza e delle occupazioni.
Il Popobawa, quindi, sarebbe proprio l'emanazione della paura che tutto ciò possa accadere di nuovo.

Non sono mancate, ovviamente, interpretazioni più fantasiose del Popobawa legate soprattutto alla fisicità che il demone ha acquisito nel tempo: per alcuni, infatti, l'essere è un animale di cui si dovrebbero occupare i criptozoologi.

Secondo altri, considerando la cadenza delle apparizioni simili ai flaps ufologici e le condizioni delle vittime, tutte con vene recise, lacerazioni e contusioni, il Popobawa può essere considerato un tramite di intere campagne di rapimenti alieni.

Come capita in questi casi la verità è nascosta nelle pieghe della coscienza, tra la paura dell'immaginario e pensato e quella del reale e temuto.

In tale direzione le parole pronunciate da Mjaka Hamad, una vittima del Popobawa per descrivere la sua esperienza, sono esplicative: “Non credevo negli spiriti e forse è per questo che Lui ha attaccato proprio me. Forse attacca tutti quelli che non ci credono.”


Popobawa: Qualche altra considerazione

Il Popobawa non è un demone “biblico”. Non si pone a capo di intere Legioni di diavoli a pretendere il dominio sulla terra e le nostre anime da mandare all'Inferno. Si aggira, invece, nelle città e nelle campagne, respirando l'aria che respiriamo noi, ma pronto a corrompere il nostro corpo, violandolo nel senso più intimo del termine.

Il Popobawa, il demone violentatore di ZanzibarE questo, contestualizzato in una società come quella africana, dove esistono ancora i culti animistici, dove i problemi dei vivi sono la fame e la sete e dove la “fisicità” assume una connotazione primaria, ci fa capire che questo piccolo demonio notturno nella società africana è la Paura.

Diverse fonti riportano che i principali ospedali di Zanzibar hanno avuto in cura numerose presunte vittime del Popobawa, che presentavano costole rotte, lividi e altre ferite di vario genere.

Tuttavia, tra i molti dottori del Zanzibar Medical Group (il principale ospedale di Zanzibar) intervistati da Benjamin Redford, direttore dello Skeptical Inquirer, nessuno ha mai confermato di aver avuto casi simili (e c'è da pensare che in caso contrario non lo negherebbero... visto il genere di appetiti del Popobawa e il suo desiderio di pubblicità, meglio non rischiare).

Come per molti casi simili, tra cui i già menzionati Incubi e i rapimenti a opera di alieni (coi quali oltretutto avrebbe in comune l'esplorazione rettale, per quanto con altri fini) il Popobawa viene spiegato razionalmente dagli studiosi come un fenomeno di paralisi del sonno.

Vale a dire che sarebbe un malfunzionamento di quel meccanismo di protezione che ci consente di non andarcene in giro mentre sogniamo, ma che a volte resta accidentalmente "in funzione" per qualche istante dopo un brusco risveglio. Il malcapitato che provi una simile esperienza si ritroverebbe sveglio e cosciente ma incapace di muoversi, con la sensazione che qualcosa di invisibile lo stia trattenendo.

Fino a questo momento non risulta che alcuno di questi studiosi sia stato visitato nottetempo da un Popobawa infuriato (ed eccitato) per dimostrargli il contrario. Resta da chiedersi se qualcuno di loro viva dalle parti di Zanzibar.


Fonti:
http://en.wikipedia.org/wiki/Popobawa
http://elvezio-sciallis.blogspot.com/2008/11/popobawa.html
http://www.monstropedia.org/index.php?title=Popobawa
http://www.strangehorizons.com/2003/20030630/wildest_dreams.shtml
http://www.xprojectmagazine.com/archives/paranormal/popobawa.html
http://www.csicop.org/sb/show/skeptic-raping_demon_of_zanzibar/


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Popobawa
Articolo scritto da: Antonino Alessandro e Carmelo Massimo Tidona
Pubblicato il 26/08/2011

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