Arcangeli

Gli arcangeli sono presenti e venerati nelle tre religioni monoteiste più importanti...

Arcangeli Arcangelo significa letteralmente "messaggero", ed è questa una delle mansioni cui più spesso, infatti, è preposto.
Anche il loro nome personale, che termina sempre in EL - Dio - identifica la loro mansione.

Sono presenti e venerati nelle tre religioni monoteiste più importanti, e molto su di loro si è detto e scritto.
Il che, cozza pesantemente con fatto che nel nuovo testamento, vengono nominati soltanto un paio di volte: Giuda 1:9 “Invece l'arcangelo Michele, quando in contesa col diavolo disputava intorno al corpo di Mosè, non osò lanciargli contro un giudizio oltraggioso, ma disse: «Ti sgridi il Signore!».” e I Tessalonicesi 4:16 dove al ritorno del Cristo viene udita la voce di un angelo.

Sono i testi apocrifi - ritenuti tali dal cattolicesimo occidentale - che ci danno molte informazioni sugli arcangeli. Si parla di loro molto diffusamente nel Libro di Enoch, e nella Septuaginta, la bibbia greca.

Possiamo dire, che per quanto riguarda il cattolicesimo occidentale, sono più legati alla tradizione che alle verità di fede.
Vengono spesso rappresentati in arte, con grandi ali cariche di occhi.

Nel medioevo venne ipotizzata una gerarchia angelica, organizzata in tre sfere, ognuna delle quali, contenenti tre ordini. Nella versione più accreditata, quella di Dionigi Areopagita, gli arcangeli troverebbero posto nella prima sfera, la più lontana da Dio per intenderci, al fianco di angeli e principati. In altre dello stesso periodo sono nella terza sfera invece, al fianco dei potenti serafini e cherubini.

Sulla loro posizione all’interno dei cori angelici si è parecchio discusso, e se Dionigi li colloca nel secondo ordine della prima sfera, altri li accomunano ai serafini, altri ancora ritengono che Lucifero stesso, prima della caduta fosse stato un arcangelo. Quale che sia la versione, la parte i che per tutte le fonti resta indiscussa, è il loro rapporto con gli umani. La loro importanza come consiglieri e amministratori inviati dal cielo.

Sul numero degli arcangeli le varie religioni sono in disaccordo, e se per la cattolica occidentale essi sono soltanto tre - Michael, Raphael, Gabriel - diventano sette per gli ortodossi - Uriel, Sealtiel, Jehudiel e Baraquiel - ancora di più nel giudaismo, addirittura nove per altre scuole teologiche, che ne vedrebbero uno a capo di ogni coro angelico.

Considerando poi i vari testi apocrifi il loro numero cresce a dismisura.
Come mai, quindi se ne ricordano così pochi?

Pare fosse usanza diffusa agli inizi del cristianesimo appellarsi agli arcangeli per i più disparati motivi, pare addirittura che, nell’immaginario popolare, bastasse invocarne il nome per avere dei benefici personali. Per evitare questi abusi, nei concili di Laodicea nel 360, e il romano del 745, si proibì di dare un nome agli arcangeli, pena la scomunica. A questa drastica manovra, sopravvissero soltanto i tre biblici, Michael, Raphael e Gabriel.

Dopo quelle date i sette arcangeli ebbero dei piccoli momenti di gloria, del tutto sporadici. Ricordati in due chiese, una edificata a Palermo e una a Roma - su progetto di Michelangelo - e si cantò di loro in una messa composta da Del Duca e Maccabei.


Arcangelo Michael (Michele)

L’arcangelo Michele è citato ben cinque volte nelle sacre scritture e in ognuna di queste è associato alla difesa del nome di Dio. Viene raffigurato con l’armatura lucente d’oro, perennemente in lotta contro il male. Il guerriero di Dio, il cui nome significa: chi è come Dio?
Chiamato indistintamente San Michele o Michele arcangelo vanta un colto diffuso sia in oriente che in occidente, protettore del Nilo e della polizia, degli spadaccini e dei maestri d’armi.

La sua statua di guerriero celeste, svetta a Roma in quel di Castel Sant’Angelo. A lui sono dedicati moltissimi monasteri ortodossi, chiese cattoliche, e monti, santuari e grotte le cui più famose sono nel Gargano e nel monte Tancia, in Sabina.
Tutta la Sabina in effetti ha mostrato, nei secoli, particolare devozione all’arcangelo, raffigurato sempre nell’atto di scacciare il dragone.
Molte sono anche le vicende che tradizionalmente lo vedono protagonista, ambientate quasi sempre nelle due zone italiane a lui più devote, la Puglia e l’alto Lazio.


Arcangelo Raphael (Raffaele)

Nel nuovo testamento il termine arcangelo è inizialmente attribuito solo a Michele, solo in seguito viene concesso anche a Raffaele, il cui nome significa: Dio guarisce.
Protettore dei ciechi e dei ragazzi che viaggiano da soli, o che vivono da soli. Questo perché oltre ad aver operato molte guarigioni, la sua impresa più narrata fu proprio l’accompagnare il giovane Tobia.
Il ragazzo doveva intraprendere un lungo viaggio per sanare un debito del padre, l’uomo che lo accompagnò e protesse, si rivelò poi essere l’arcangelo Raffaele.


Un'illustrazione dell'arcangelo Gabriele

Arcangelo Gabriel (Gabriele)

Il cui nome significa: forza di Dio.
E noto sia nel Corano che nella Bibbia come il messaggero, è lui che annuncia a Zaccaria la nascita di Giovanni e a Maria quella di Gesù.


Arcangelo Uriel

Degno di menzione anche Uriel il quarto arcangelo, l’arcangelo dimenticato.
Inizialmente uno dei più potenti, raffigurato come reggente del sole, fiamma di Dio, arcangelo della salvezza. A dimostrazione della sua saggezza veniva sovente raffigurato con un rotolo di papiro o con un libro. In seguito viene identificato nel Phanuel, "volto di Dio", poi improvvisamente scompare.

Egli avvisò Noè dell’imminente diluvio, stando al Libro di Enoch e sempre lui controllò il sangue di agnello nelle porte degli ebrei durante la più terribile delle piaghe. Poi, nel tardo 700 Papa Clemente III ordina la completa rimozione delle sue raffigurazioni in tutte le chiese e nel tempo Uriel scompare dalla tradizione, in alcuni casi addirittura viene accumunato a un demone.

Tutto questo accanimento parte nel 745 quando venne condannato e sospeso l'arcivescovo Adalberto di Magdeburgo. Venne accusato da papa Zaccariadi effettuare magie con l'invocazione degli angeli, aiutato proprio da Uriel.
Motivo principale della condanna una preghiera composta proprio dall’arcivescovo che prevedeva l’invocazione di diversi angeli, tra i quali alcuni sospettati di essere in realtà dei demoni. La preghiera venne cancellata e Uriel anche.



Arcangeli
Articolo scritto da: Polissena Cerolini
Pubblicato il 29/01/2013

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