L'invasione della polvere negli USA durante gli anni Trenta

Le tempeste di polvere furono la prova più evidente della siccità che colpì alcune zone degli Stati Uniti durante gli anni Trenta

L'invasione della polvere negli USA durante gli anni Trenta Le tempeste di polvere furono la prova più evidente della siccità che colpì alcune zone degli Stati Uniti durante gli anni Trenta. Tonnellate di terriccio furono letteralmente soffiate via dai campi aridi e trasportate sotto forma di nuvole per centinaia di miglia.

Le zone interessate da questo fenomeno comprendevano la regione più secca delle Grandi Pianure, ossia il sudest del Colorado, il sudovest del Kansas e le lingue di terra di Oklahoma e Texas. Questa regione era conosciuta con il nome di Dust Bowl.

Il Dust Bowl fu chiamato così da un giornalista il lunedì successivo alla cosiddetta domenica nera (Black Sunday) del 14 aprile 1935. A partire da quel giorno, il numero di tempeste di polvere che soffiò in quelle zone aumentò sempre più.

Nel 1932 furono registrate 14 tempeste nelle pianure, che arrivarono a 38 nel 1933.
Nel 1934 cento milioni di acri di terre agricole avevano perso tutta o almeno gran parte del terreno di superficie, soffiata via dal vento.
Nel 1935 si verificarono tempeste di polvere per intere settimane, ma la nube che apparve all'orizzonte quella famosa domenica nera fu la peggiore di tutte: il vento viaggiava alla velocità di 60 miglia orarie. In almeno un'occasione una tempesta del genere raggiunse le coste orientali degli Stati Uniti.

"L'impatto era come una palata di sabbia contro il viso" ha scritto Avis D. Carlson in un articolo pubblicato sul New Republic. "La gente sorpresa nei propri campi cercava a tastoni la porta di casa. Le macchine si fermavano, perché nessuna luce al mondo poteva penetrare quel vortice nero... Vivevamo con la polvere, la mangiavamo, ci dormivamo, la guardavamo toglierci i possedimenti e la speranza."

Tre piccole parole, dolorosamente familiari fra gli agricoltori dell'ovest, regolavano la vita nel Dust Bowl: if it rains (se piove).
Nelle pianure centrali e settentrionali la polvere era ovunque.

L'invasione della polvere: i Dust Bowlers

Nel 1931 le piogge cessarono e cominciarono le cosiddette "bufere di neve nera", potenti tempeste di polvere che trasportarono milioni di tonnellate di sporco nero, pungente e accecante, attraverso le Pianure Meridionali – le lingue di terra del Texas e dell'Oklahoma, il Kansas occidentale e le zone esterne di Colorado e New Mexico. Lo strato superficiale del terreno fu spazzato via in pochi minuti.

Quando cessarono le piogge, i raccolti avvizzirono e morirono.

Sebbene nelle Pianure si siano sempre verificati forti venti e polvere, lo sfruttamento eccessivo del terreno causò il disastro. La terra divenne arida, arrivò il vento e, senza preavviso, cominciarono le tempeste di polvere, oscurando il sole e lasciando al buio intere città. Dopo, non restava che la polvere, dappertutto, nel cibo, nell'acqua, nei polmoni di uomini e animali.

La gente provò a proteggersi, attaccando lenzuola bagnate davanti alle porte di casa e alle finestre e nastro gommato e stracci sugli infissi, ma era impossibile impedire a tutte quelle particelle di entrare. E gli agricoltori continuarono ad arare e seminare, in attesa della pioggia.

«Quando soffiavano queste tempeste di polvere e tu eri in mezzo, beh, allora sputavi sporcizia» ricorda Imogene Glover del Kansas.
«Sembrava succo di tabacco, ma era solo sporcizia».

La polvere cominciò a causare malattie. Molti animali furono trovati morti nei campi, con lo stomaco rivestito da due dita di sporco, e la gente sputava grumi di sporcizia. Su tutte le Pianure scoppiò un'epidemia: la chiamarono polmonite da polvere e causò la morte di circa 500 persone. Altre ancora morirono per malnutrizione oppure soffocate dalle tempeste.

Dusters abbandonano casa durante l'invasione della polvere negli USANon ci furono precipitazioni consistenti per quattro anni e, alla fine del 1935, alcuni residenti si arresero. Misero in valigia i pochi averi che possedevano e se ne andarono, senza neanche chiudere la porta di casa, diretti a ovest in cerca di lavoro. Fallirono banche e imprese e chiese e scuole chiusero.

Ma almeno i tre quarti dei residenti scelse di restare. Alcuni si proposero come "uomini della pioggia". Un certo Tex Thornton, esperto di esplosivi, sosteneva di poter far saltare la pioggia dal cielo.

Queste famiglie dovettero sopportare le tempeste di sabbia e i loro effetti sulla salute, oltre alle diminuzioni del reddito, le infestazioni e non per ultimo lo stress fisico ed emotivo dovuto all'incertezza di un futuro.

Secondo alcuni testimoni oculari, le tempeste di polvere erano così spesse che la gente non riusciva vedere a un metro e mezzo di distanza.

Circolarono anche storie assurde fra gli abitanti del Dust Bowl, che aiutarono a sopportare meglio i disagi: uccelli che volavano a ritroso per evitare la sabbia negli occhi, casalinghe che tenevano pentole e padelle fuori per pulirle con la sabbiatura e bambini che non avevano mai visto la pioggia.

Nel 1936 i dust bowlers videro un primo raggio di speranza, un progetto innovativo guidato da Hugh Bennett, uno dei maggiori esperti agricoli, per risparmiare il suolo, divenuto a quel tempo così prezioso. Bennett persuase il Congresso ad approvare un programma federale che avrebbe pagato gli agricoltori per utilizzare nuove tecniche agricole.

Nel 1937 la campagna di difesa del suolo era in pieno svolgimento. Entro l'anno successivo la perdita del suolo era stata ridotta del 65%. Anche se le nuove tecniche stavano prendendo piede e la situazione era migliorata, la siccità continuò.

Infine, nell'autunno del 1939, i cieli finalmente si aprirono.
«Fu un momento davvero emozionante, quando arrivò la pioggia, perché aveva significato davvero tanto per noi. Non avevamo avuto false speranze» dice Floyd Coen del Kansas. «Quando arrivarono le piogge, significò la stessa vita. Significò un futuro».

Alla fine, per riuscire a sopravvivere alle tempeste di sabbia, fu necessaria una combinazione di forza di volontà, resistenza, umorismo, orgoglio e, soprattutto, ottimismo.


La siccità degli anni Trenta e la Grande Depressione

Negli anni Trenta gli effetti della siccità colpirono maggiormente l'agricoltura e interessarono, per quasi dieci anni, tutte le Grandi Pianure. A danneggiare i raccolti, assieme alla scarsità di pioggia, arrivarono le alte temperature e il vento, a cui si aggiunsero l'infestazione di insetti e le tempeste di polvere.

Anche se milioni di persone migrarono verso ovest in cerca di lavoro, i loro problemi non finirono, perché i migranti furono spesso in competizione coi residenti per il lavoro.

Vi furono almeno quattro periodi distinti di siccità negli anni Trenta: 1930/31, 1934, 1936 e 1939/40. Questi eventi avvennero in così rapida successione che le regioni colpite non riuscirono a risanarsi adeguatamente prima dell'inizio di un nuovo periodo secco.

A quel tempo furono condotti studi per capire le cause della siccità, mettendo in relazione le temperature dell'Oceano Pacifico con le precipitazioni delle Grandi Pianure, ma i dati a disposizione erano molto pochi.

Recentemente, invece, sono stati utilizzati dei modelli di circolazione atmosferica all'avanguardia, che hanno mostrato come le anomalie delle temperature della superficie del mare possono causare prolungate condizioni di siccità. In particolare, anomalie verificatesi ai tropici hanno provocato una prolungata siccità alle medie e alte latitudini nelle Grandi Pianure e nella regione africana di Sahel durante gli anni Settanta e Ottanta.

Quindi le temperature della superficie dell'Oceano Pacifico possono, a lungo termine, determinare variazioni nelle precipitazioni delle Grandi Pianure, un fattore che avrebbe potuto causare, in condizioni estreme di siccità, le tempeste di polvere.

Con l'arrivo della siccità, nei primi anni Trenta, peggiorarono anche le condizioni economiche e furono in molti a chiedere l'assistenza governativa. Gli agricoltori delle Grandi Pianure subirono più duramente gli effetti della siccità e della Grande Depressione, che già alla fine degli anni Venti aveva colpito l'agricoltura.

Secondo un bollettino del Works Progress Administration del 1937, il 21% delle famiglie rurali delle Grandi Pianure ricevette i sostegni dell'emergenza federale. Nonostante l'aiuto, molti agricoltori non riuscirono ad andare avanti e furono costretti ad abbandonare le proprie terre.

Tempesta di polvere durante l'invasione della polvere negli USA


Pratiche di gestione delle terre povere nella seconda metà dell'800: le cause delle tempeste di polvere

Il fenomeno di erosione del suolo, dovuto al soffiare delle tempeste di polvere, non fu soltanto conseguenza dell'aridità, ma va fatto risalire, prima della siccità degli anni Trenta, ad antiche pratiche di utilizzazione dei terreni poveri e a metodi di coltivazione che erano in voga nelle Grandi Pianure quasi un secolo prima e che accentuarono la vulnerabilità della regione.

In quel tempo, nel diciannovesimo secolo, si conosceva poco il clima della zona e le spedizioni che l'avevano esplorata non si erano dedicate al suo potenziale agricolo, oltre al fatto che i rapporti governativi riguardanti quelle scoperte non erano facilmente reperibili. Inoltre circolarono informazioni fuorvianti. Al fine di promuovere l'insediamento, il potenziale agricolo delle Grandi Pianure veniva pubblicizzato in modo inaccurato.

A questo si aggiunge che la maggior parte dei coloni aveva poco denaro da spendere e un'esperienza professionale adatta al clima umido degli Stati Uniti orientali. Di conseguenza, le pratiche di coltivazione scelte non furono adeguate alle Grandi Pianure.

Tuttavia, i primi insediamenti avvennero durante un periodo non secco, quindi le prime coltivazioni fiorirono e i coloni furono incoraggiati a continuare quelle pratiche, che più tardi avrebbero dovuto abbandonare. Con l'arrivo della siccità e degli inverni rigidi il disagio economico si diffuse, ma fu presto dimenticato dai coloni quando tornarono le piogge.

Anche se quelle condizioni avverse costrinsero molti a fare ritorno negli Stati Uniti orientali, molti altri continuarono a venire nell'ovest. Nell'ultima metà del diciannovesimo secolo era popolarmente accettata l'idea che il clima delle Grandi Pianure stava cambiando, specialmente in risposta all'insediamento umano. Secondo il Timber Culture Act del 1873, infatti, se i coloni piantavano alberi, avrebbero favorito le piogge. Fu solo nel 1890 che quell'idea venne abbandonata.

Sebbene le continue siccità misero alla prova sia i coloni che il governo, a causa di periodi di pioggia ripetuti non fu subito riconosciuta la necessità di cambiare le pratiche in uso per lo sfruttamento della terra.

Negli anni Venti si verificarono situazioni che portarono a un aumento della vulnerabilità della regione alla siccità. Gli agricoltori, a causa dei prezzi bassi dei raccolti e dei costi alti dei macchinari, furono costretti a coltivare sempre più terra e, dal momento che le aree coltivabili migliori erano state già usate, presero a sfruttare quelle più povere. I risultati di queste azioni causarono spesso danni geologici, come l'erosione e la lisciviazione del suolo.

Anche gli strumenti agricoli utilizzati contribuirono a danneggiare la zona. Molti agricoltori, durante gli anni Venti, presero a usare un più efficiente aratro a disco unico, che aumentò enormemente il rischio di impoverimento del suolo.

Le ridotte misure di conservazione del suolo e gli spostamenti verso terre più povere portarono a una maggiore erosione eolica, a una diminuzione dell'umidità dei terreni e dei suoi nutrienti e alla siccità.

Tempesta di polvere durante l'invasione della polvere negli USA


I programmi di soccorso per la siccità

Durante gli anni Trenta furono prese molte misure, anche da parte del governo federale, per alleviare gli impatti diretti della siccità e per ridurre la vulnerabilità della regione alle condizioni secche.

Prima della siccità gli aiuti federali erano in genere stati accantonati per le situazioni d'emergenza. Questo cominciò a cambiare alla fine degli anni Venti con la Grande Depressione e con l'arrivo del presidente Franklin Delano Roosevelt nel 1933.

I programmi avevano molti obiettivi, tutti mirati a ridurre gli impatti e la vulnerabilità alla siccità:
- provvedere forniture di emergenza, denaro, cibo per il bestiame e trasporti necessari al sostentamento delle aziende agricole e degli allevamenti;
- creare strutture di assistenza sanitaria e forniture per fronteggiare l'emergenza medica;
- creare mercati per i prodotti agricoli controllati dal governo e stanziare fondi per mutui per la manutenzione delle fattorie e il rilancio degli affari;
- fornire la consulenza tecnica necessaria per la ricerca e implementare e promuovere idonee strategie di gestione del territorio;

Verso la primavera del 1938 la siccità cominciò a diminuire e, con essa, i suoi effetti. Nel 1941 in molte regioni del paese ci furono periodi di precipitazioni quasi normali. Le piogge, assieme allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, alleviarono molti dei problemi economici degli anni Trenta. Infatti l'esigenza di una nuova produzione (bellica) e le condizioni climatiche più favorevoli portarono gli Stati Uniti a un rapido boom economico.

In realtà, la produzione bellica ebbe degli svantaggi: i fondi e i programmi per la siccità furono accantonati e la forza lavoro maschile fu arruolata o inserita nella nuova produzione. I programmi di conservazione del suolo furono quindi ridotti.

Inoltre col ritorno delle piogge molti agricoltori dimenticarono questi programmi e le misure attuate durante la siccità e tornarono a pratiche agricole e di pascolo inappropriate, che avevano resero molte regioni vulnerabili proprio alla siccità.

La siccità del 1988/1989 è stato il disastro naturale economicamente più devastante nella storia degli Stati Uniti, ma quella degli anni Trenta gli è andata vicino.

È molto difficile determinare quanto costarono gli effetti di quei periodi secchi, ma si calcola che alla fine della siccità i costi dell'assistenza potrebbe aver raggiunto 1 bilione di dollari (dollari degli anni Trenta).

Tempesta di polvere durante l'invasione della polvere negli USA


Tempeste di polvere: Conclusioni

In generale, le tempeste di polvere non possono essere ascritte soltanto a una causa, ma vanno viste come un insieme combinato di diversi fattori che hanno interagito fra di loro, inclusi elementi geomorfologici, climatici, meteorologici e umani. La combinazione sinergica fra i periodi di siccità e le pratiche di gestione dei terreni agricoli può aver aggravato le condizioni del suolo e causato l'accentuata erosione eolica.

Anche se le ricostruzioni paleo-climatiche e le previsioni del tempo posso far capire la natura e la frequenza delle siccità verificatesi nelle Grandi Pianure, non sono sufficienti per comprendere le cause multiple che hanno generato le tempeste di polvere, che non vanno considerate soltanto come un evento naturale, ma anche come una catastrofe umana.


Fonti:
http://www.pbs.org/wgbh/americanexperience/films/dustbowl/
http://www.weru.ksu.edu/pics/dust_storms/
http://www.livinghistoryfarm.org/farminginthe30s/water_02.html

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L'invasione della polvere negli USA durante gli anni Trenta
Articolo scritto da:
Articolo pubblicato il 20/05/2013

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