Halloween

Tra scherzo e realtà

Le leggende metropolitane sulla festa di Halloween

"Ad Halloween un maniaco compirà una strage di massa in un college americano."
Negli anni diversi sensitivi famosi, a partire da Jeanne Dixon, durante vari talkshow hanno predetto che in un ben preciso college un efferato assassino avrebbe ucciso da 10 a 18 ragazze con un’arma da taglio particolarmente brutale: un coltello da macellaio o un’ascia.
Lo squilibrato sarebbe stato uno studente adirato, un insegnante o un pazzo scappato dal locale istituto di malattie mentali, che avrebbe indossato un costume da Little Bo Peep (una pastorella protagonista di una celeberrima filastrocca) o, in anni recenti, la maschera del film Scream.
Spaventati da una leggenda che ogni anno si rinnova di particolari sempre più moderni e che perciò riesce a mantenersi sempre attuale e agghiacciante, i ragazzi tenderebbero a tornare a casa dei genitori in occasione della vigilia di Ognissanti ogni qualvolta un medium pronuncia la premonizione.
Ulteriori racconti (forse fatti circolare per spaventare chi non crede più alla leggenda ormai classica) parlano di studenti che, sfidando l’avvertimento dei sensitivi, finiscono macellati nei dormitori oppure durante le feste di Halloween organizzate nei campus dalle confraternite.

Sembra invece che sia una storia vera quella riportata dal Chicago Tribune: nel 1990 Brian Jewell, 17 anni, morì impiccato dal nodo scorsoio che aveva realizzato per spaventare i passanti durante una sfilata di carri di Halloween. Il cappio non avrebbe dovuto stringersi come è invece accaduto, lasciando al ragazzo la possibilità di toccare a terra con i piedi e urlare ai passanti per far loro paura. Il corpo fu scoperto da uno degli autisti dei carri, insospettito dal fatto che Brian non gridasse al passaggio della sfilata.
Una storia simile fu riportata dal Los Angeles Times il 29 ottobre dello stesso anno: il quindicenne William Anthony Odom di Charlotte fu trovato impiccato e dichiarato morto a casa della zia nella stanza che lui stesso aveva addobbato con finte ragnatele e pipistrelli di plastica: durante un party di Halloween aveva cercato di imitare un’impiccagione.
Infine, sempre negli Stati Uniti, nell’ottobre del 2001 Caleb Rebh, 14 anni, decise di prendere il posto di uno scheletro impiccato a un albero per spaventare gli spettatori della sfilata di carri di Sparta (MI). Appoggiandosi al cappio, il ragazzo lasciò andare la corda, per toccare terra con i piedi. Egli non era però abbastanza pesante e la corda si strinse fino a strangolarlo. La madre di Caleb, vedendo il figlio che si dimenava, pensò che stesse recitando per far paura ai passanti.

Halloween è un momento in cui ciascuno è mascherato e se qualcuno che normalmente non può mostrare la sua faccia appare, nessuno resta sorpreso.
– Maurice Crane, esperto di cultura popolare



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Articolo scritto da:
Pubblicato il 29/10/2005

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