Le Sette: definizioni, meccanismi, religione, tragedie e antropologia

Ottavio Bosco ci parla delle sette, un fenomeno talmente diffuso da far preoccupare Stato, Vaticano e cittadini...

Le Sette: definizioni, meccanismi, religione, tragedie e antropologia Al giorno d’oggi quello delle Sette è un fenomeno talmente diffuso da far preoccupare anche il Vaticano e tale da far nascere complesse associazioni con l’unico scopo di fornire assistenza psicologica alle persone reduci da terribili esperienze vissute all’interno delle sette.

Ma cosa si intende per setta? Quali sono i meccanismi tramite cui agiscono con le persone? Come si può definire una setta dal punto di vista antropologico?

Essenzialmente esistono dei punti cardine attorno ai quali ruota una setta: in primis la coercizione psicologica, infatti più o meno tutte le tipologie di sette esercitano sui membri (o adepti) un forte condizionamento psicologico in modo da rendere questi ultimi docili fino alla passività. La persona che fa parte di una setta non deve ragionare o avere idee proprie ma obbedire agli insegnamenti e alla volontà di un "capo".

Da qui il secondo punto ovvero l’esistenza di un leader carismatico, con grande considerazione di se stesso e con un ego fuori dalla norma, che detta le regole. Ricordiamoci che le sette sono totalitarie e che la loro logica è molto semplice, ovvero che il fine giustifica sempre i mezzi.

Per ultimo è necessario evidenziare che le ricchezze accumulate dalla setta, a opera dei membri appartenenti ad essa, non è mai rivolta ai benefici del singolo ma del gruppo.

Esistono numerosi studi che si occupano del fenomeno delle sette e, sotto certi aspetti, non tutti concordanti.

È opinione comune che il leader, fulcro della setta, è quasi sempre un tipo enigmatico e dotato di forte e complessa personalità che si è evoluta a partire da un’infanzia spesso difficile e costellata da abusi (anche da parte dei genitori).

Ma non tutti gli studiosi sono di questa opinione e, per esempio Anthony Storr, sostiene che i leader siano tipi solitari e rifiutati dagli altri, incapaci di farsi amici e dotati di un egocentrismo più sviluppato rispetto alle persone normali anche quando entrano nell’età adulta. Tutto ciò provoca in loro numerose e patologiche frustrazioni che sono vettore di un naturale eccesso di fiducia rivolto verso determinate filosofie spirituali.

In pratica il leader sfocia le proprie insicurezze in un’esperienza spirituale che sovente si risolve in una delusione e che lo spinge quindi a creare una propria filosofia spirituale, costruita su misura, nella quale egli si mette al centro stesso. Questo processo è capace di trasformare il solitario insicuro e buono a nulla, in un capo carismatico e capace di condizionare altre persone.


Come agiscono le sette e chi sono gli adepti

Il libro nero delle sette in ItaliaMa quale tipologia di persone? Ormai è desueta l’idea che i seguaci di una setta siano individui con un livello intellettivo medio-basso e, anzi, alcuni studiosi sono giunti alla conclusione che gli affiliati delle sette sono dotati generalmente di un’intelligenza sopra la media.

E allora per quali motivi tali individui si fanno sottomettere psicologicamente?
Spesse volte i seguaci di sette provengono da ceti medi e sono persone estremamente insoddisfatte dai messaggi trasmessi dalle religioni tradizionali e che sono alla ricerca di nuovi culti, nuove emozioni, nuovi significati e differenti visioni spirituali. Costoro hanno bisogno del carisma di un leader o guru e desiderano essere guidati per avere la coscienza di far parte di qualcosa di necessario e importante: questo binomio porta spesso all’obbedienza assoluta.

Le illusioni create dai guru non hanno freni inibitori e, soprattutto, non sono soggette a critiche da parte degli adepti.

La continua ricerca di novità spirituale non conduce necessariamente a "false religioni" ma anche a filosofie olistiche, ufologia, esoterismo e molto altro per cui diventa quasi impossibile riuscire a catalogare i vari tipi di sette.

Il modus operandi con il quale agiscono le sette, indipendentemente dalla tipologia, rimane comunque sempre il medesimo, infatti l’individuo viene da subito accettato dal gruppo facendolo sentire parte integrante di esso in modo da rendere più semplice il passo successivo, ovvero quello di farlo sentire sempre meno padrone della propria vita, dei propri affetti, dei propri averi e, infine, della propria volontà.

Una volta completata la metamorfosi l’individuo è pronto a credere ciecamente agli ordini impartiti dal leader della setta fino ad arrivare a gesti estremi.

È doveroso inoltre mettere in risalto il fatto che non tutte le sette siano così dannose dato che, benché alcune possano risultare bizzarre, molte di esse risultano innocue: purtroppo, come vedremo, la maggior parte delle volte invece non è così.

Svariate sette infatti sono antitetiche alla cristianità e rivolte all’idolatrazione di varie tipologie di demoni e, in particolare, a satana: parliamo delle ben note sette sataniche.


Sette sataniche e la Chiesa di Satana

Nonostante nel mondo vi siano, fin dai tempi più remoti, numerosi luoghi di culto dedicati a satana, pare che uno dei moderni fondatori di questa tipologia di sette fu tale Antón la Vey che, nel 1966 fondò negli USA la Chiesa di Satana e che, nel 1975, pubblicò a New York la Bibbia Satanica ( nella quale si presta particolare attenzione alle pratiche degli aspetti sessuali).

Gli adoratori di satana solitamente hanno una comprovata fede nel leader della setta e soprattutto del signore degli inferi: sarebbe alquanto pressapochistico descrivere, in questa sede, ogni singola sfaccettatura del culto dedicato a Satana anche perché non tutte le sette sono causa di danno per gli adepti e non è lecito giudicare a priori, a meno che sia certo che vengano commessi fatti illeciti.

Le sette di SatanaIl discorso cambia quando si verificano sevizie, pedofilia, omicidi e quando si rendono le persone sottomesse psicologicamente e non capaci di reagire.

È innegabile da chiunque che le sette sataniche, sovente, si siano messe in evidenza per crimini di vari genere: i fatti di cronaca nera hanno più volte descritto i misfatti causati da queste sette e, per esempio, le gesta dei membri appartenenti alle "Bestie di Satana" sono ancora impresse nella memoria comune e hanno colpito profondamente l'opinione pubblica italiana.

Chiaramente l’ impronta delle sette sataniche è anticristiana e, solitamente, quando un individuo decide di entrare in una di queste sette, viene invitato a rinunciare al suo battesimo, a rinnegare la propria fede nell’Eucarestia, a calpestare crocifissi e immagini di Gesù, di Maria e dei santi, a rifiutare all’obbedienza a Dio e a donarsi completamente a Satana, facendo battesimo nel nome del demonio.

Inoltre all’adepto verrà imposto un sigillo diabolico, spesse volte su una coscia, simbolo dell’appartenenza alla setta e gli verranno chiesti vari servigi che possono andare dal rubare ostie da chiese cattoliche fino all’omicidio in modo da dimostrare la propria fedeltà a Satana. Seguirà il patto formale con il diavolo scritto con il sangue che, anche in questo caso, parimenti a svariate culture e religioni, è identificato come il simbolo della vitalità e di quanto sia più caro all’uomo.

Durante le messe nere gli adepti si sottomettono al loro signore adorandolo: in certi casi una donna (non sempre consenziente), viene posta al centro e il suo corpo utilizzato come altare, mentre il sacerdote imita il sacrificio della messa, con un calice, ceri neri, preghiere rivolte al maligno, bestemmie, atti immorali e, spesso, profanazione di ostie consacrate. Seguono poi orge, uso di droghe e rituali vari su cui riteniamo opportuno non soffermarsi.

In pratica l’uomo viene posto al centro dell’universo sostituendosi a Dio.


Le peggiori tragedie legate alle sette

Le sette sataniche tra mito e realtàEsistono (o sono esistite) altre tipologie di sette che hanno causato molteplici vittime e che non erano collegate a Satana.

Per esempio la setta del "Tempio Solare" il cui credo traeva le proprie origini dalla mitologia dei Templari in cui la morte era considerata come un passaggio fondamentale e un accesso obbligato verso una nuova esistenza spirituale. Tale setta era stata fondata da Joseph Di Mambro e dall’omeopata Luc Jouret, due personaggi alquanto loschi, e il risultato fu il ritrovamento di sedici cadaveri bruciati per renderli irriconoscibili e disposti sul suolo a stella, su un altipiano delle Alpi francesi nel 1995: un suicidio di massa indotto dai fondatori della setta.

Il 14 dicembre del 1990 invece in una casa di Tijuana, al confine tra Messico e Stati Uniti, 12 membri del "Tempio di Mezzogiorno" muoiono nel corso di una seduta spiritica. Pare che avessero bevuto una mistura preparata con alcool industriale. I cadaveri vennero trovati disposti in circolo attorno a un rudimentale altare realizzato all'interno dell'appartamento.

Il 19 aprile 1993 a Waco, nel Texas, ottantaquattro persone della setta dei "Davidiani" e la loro guida, David Koresh, si uccidono appiccando il fuoco alla loro sede, una fattoria assediata da cinquantuno giorni dalla polizia. I superstiti sono solo otto, tra le vittime ci sono diciassette bambini. La tragedia ebbe inizio il 28 febbraio quando quattro poliziotti che indagavano sull’operato della setta furono uccisi da alcuni membri del gruppo.

L’ 11 ottobre 1993 avviene un suicidio di massa in Vietnam. Cinquantatrè abitanti del villaggio di Ta He si uccidono con armi da fuoco per raggiungere la felicità eterna del paradiso promesso loro dal santone Ca Van Liem. Tra le vittime anche diciannove bambini.

Il 20 marzo 1995, la setta neobuddista giapponese "Aum Shinrikyo", guidata dal santone Shoko Asahara, fa strage nella metropolitana di Tokyo usando il micidiale gas nervino Sarin. Le vittime sono undici, ma avrebbe potuto essere una strage di dimensioni apocalittiche.

La lista di questi funesti eventi è ancora lunga ma meritano menzione gli incredibili avvenimenti accaduti nel novembre del 1978 nella giungla della Guyana, a Jonestown, in cui si consumò uno dei più grandi suicidi di massa della storia.

Lo spettacolo che si presentò alle autorità accorse sul luogo fu a dir poco sconvolgente: stesi sul prato facevano infatti bella vista di sé 913 cadaveri gonfi e in avanzato stato di decomposizione. Uno dei tre sopravvissuti alla strage, Rodhes, raccontò che il capo della setta denominata "Tempio del Popolo", tale Jim Jones, convinse gli adepti a bere una mortale miscela di cianuro. Il testimone rimase impassibile e incapace di reagire di fronte a questa scioccante scena in cui gli adulti iniziarono a far bere il veleno ai bambini. La testimonianza di Rodhes non fu ritenuta tuttavia attendibile.

In realtà spesso i suicidi di massa altro non sono che omicidi infatti, dai referti dei medici patologi, emerse che molti cadaveri presentassero ferite da armi da fuoco e inconfondibili segni che dimostravano una realtà ancora più triste, e cioè che alle vittime erano state praticate iniezioni di veleno con la forza.

Secondo alcuni studiosi le sette solitamente prendono due direzioni: o divengono moderate e finiscono per venire accettate come vere e proprie religioni o filosofie di culto oppure tendono all’autodistruzione. In entrambi i casi è consigliabile comunque essere molto cauti e augurarsi che tali fenomeni antropologici di massa cessino di esistere.


Ottavio Bosco, autore dell'articoloL'Autore dell'articolo Ottavio Bosco nasce nel 1974, svolge i suoi studi scientifici a Pisa dove si laurea in Scienze Geologiche. Prosegue la sua formazione ottenendo l’abilitazione all’esercizio della professione di geologo presso l’Ordine dei geologi della Toscana. Attualmente vive e lavora a Pisa dove svolge la libera professione.
Ha collaborato con riviste di divulgazione scientifica (Economia e Ambiente) e ottenuto vari incarichi istituzionali che tutt’ora ricopre.
Con la casa editrice ETS di Pisa ha pubblicato il romanzo Il Purificatore (Febbraio 2011) e La Sindrome di Minosse (Novembre 2012).
Appassionato di horror, fantasy e pulp, esprime il suo hobby della scrittura con uno stile sui generis.


Fonti:
I nuovi credenti, un sondaggio di sette, culti e religioni alternative, Anthony Campbell, David V. Barrett (Book Review, 2001)
X Factor n° 39, Pubblicazione periodica edita dall’Istituto Geografico De Agostini
X Factor n° 40, Pubblicazione periodica edita dall’Istituto Geografico De Agostini
http://unmondoaccanto.blogfree.net/
http://www.gesuemaria.it
http://www.repubblica.it


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Le Sette: definizioni, meccanismi, religione, tragedie e antropologia
Articolo scritto da:
Pubblicato il 10/04/2013

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