Ragno Eremita (Loxosceles reclusa)

Andiamo a conoscere il Brown Recluse Spider, uno dei più pericolosi ragni diffusi in nordamerica

Ragno Eremita (Loxosceles reclusa) Il Brown Recluse Spider (Loxosceles reclusa) è desisamente poco noto rispetto agli altri animali pericolosi presentati su LaTelaNera.com nei mesi passati.
Imparentato con il Ragno Violino (Loxosceles rufescens), il Brown Recluse (che possiamo chiamare "ragno bruno solitario") è in realtà molto più pericoloso del (comunque temibile) "cugino italiano": si tratta infatti di uno dei ragni più velenosi al mondo.

Andiamo a conoscere questo aracnide e il suo temibile morso necrotico.


Nome comune: Brown Recluse Spider [Eng], ragno bruno solitario o ragno eremita

Nome scientifico: Loxosceles reclusa

Classificazione: aracnide, famiglia Sicariidae


Brown Recluse Spider: distribuzione e habitat

Al contrario della Vedova Nera, diffusa in tutti gli Stati Uniti e nel Canada, si tratta di un ragno tipico di alcune zone degli Stati Uniti orientali, e si può trovare facilmente in Texas, Georgia, Nebraska, Iowa, Illinois, Indiana e nel Midwest in generale. Sebbene ci sia un radicato mito della loro presenza in California, non è stato mai rivenuto laggiù più di qualche esemplare singolo, con ogni probabilità trasportato accidentalmente durante un trasloco o una spedizione.

Per vivere preferisce costruire la sua tela in punti asciutti e isolati. All'aperto predilige rifugiarsi dietro la corteccia di alberi morti, in un ambiente domestico potrebbe annidarsi in un garage o uno stanzino e lo si potrebbe trovare all'interno di scarpe, mucchi di vestiti abbandonati, letti poco usati o magari dietro un quadro.

Quando la temperatura si abbassa, in genere tenta di avvicinarsi a delle fonti di calore.

Il ragno costruisce una tela con una sorta di rifugio centrale composto di fili disposti senza particolare ordine. La tela si trova sempre in angoli nascosti, mai in spazi aperti o in punti in cui sia possibile vederla con facilità.

La diffusione del brown recluse spider negli USA


Ragno Bruno Solitario: aspetto

Come il nome lascia intuire, il Brown Recluse Spider è di colore marrone chiaro, anche se può variare dal crema al grigio chiaro in alcuni casi. Si tratta di un ragno piuttosto piccolo, in genere lungo tra 6 e 20 millimetri, anche se ci sono esemplari più grandi. L'esemplare più grosso mai censito era lungo 7 centimetri.

Sull'addome di questo ragno c'è una chiazza più scura che ricorda per forma un violino. Non si tratta tuttavia di un valido segno di riconoscimento per identificarlo, dato che molti altri ragni hanno macchie simili, in primis il Loxosceles rufescens diffuso in Italia.
Più peculiare è invece il fatto che abbia sei occhi disposti a coppie, al posto dei normali otto occhi dei ragni.
Il colore, fatta eccezione per la chiazza a violino, è pressoché uniforme. Ha zampe lunghe coperte di sottile peluria ma prive di aculei rigidi.

Una foto ravvicinata degli occhi del ragno bruno solitario


Ragno Eremita: dieta

Come la maggioranza dei ragni, il Brown Recluse Spider si ciba di insetti. A differenziarlo da altri ragni in grado di tessere c'è il fatto che durante la notte lascia la tana per andare a caccia di cibo. In particolare il maschio tende ad allontanarsi anche molto, mentre la femmina resta di solito nei paraggi della tela.

Questo genere di ragno si insedia spesso nelle abitazioni di esseri umani per beneficiare delle luci notturne, che attraggono molti insetti e, di conseguenza, sono per esso un vero e proprio invito a cena.

Una foto di un brown recluse spider in cattività


Brown Recluse Spider: come ti ammazza

Con buone probabilità, non lo fa. Anche se potenzialmente pericoloso, questo ragno non è aggressivo e in condizioni normali non morde gli esseri umani.

Se affrontato scappa, ma anche quando questo non gli sia possibile è molto difficile che morda. La maggioranza dei casi di morso si sono riscontrati quando il povero ragno si è ritrovato premuto contro la pelle nuda della sua "vittima", per esempio perché intrappolato tra questa e i vestiti.

Va anche notato che le zanne del ragno sono molto corte, per cui è pressoché impossibile che morda attraverso gli abiti, anche se sottili.

Anche ammesso che ti morda, nel novanta per cento dei casi il morso guarisce senza problema alcuno.

La restante parte può causare il loxoscelismo, ovvero la necrosi dei tessuti molli. Nella maggioranza dei casi, comunque, questo si manifesta solo a livello cutaneo, e in meno del quaranta per cento dei casi ha conseguenze degne di nota.

Il loxocelismo sistemico, che colpisce gli organi interni, appare solo nel sedici per cento circa dei morsi e può causare sintomi più gravi, potenzialmente letali per individui già deboli, come bambini sotto i sette anni, anziani, malati e individui con il sistema immunitario compromesso.

Una foto con le proporzioni del brown recluse spider


Il veleno del Ragno Eremita

Il Brown Recluse Spider possiede un veleno emotossico che comprende alcune tossine appartenenti ai veleni dei serpenti. Importante componente del veleno è l'agente dermonecrotico sphingomyelinase D, in grado di causare il loxoscelismo, che porta alla necrosi dei tessuti molli in corrispondenza del morso.

Per ragioni sconosciute, il veleno di questo ragno non ha gli stessi effetti su tutti i mammiferi.
Per esempio è in grado di causare necrosi negli umani, nei conigli e nelle cavie, ma non in topi e ratti.

Va premesso che il morso in sé è indolore e non ha effetti immediati, per cui è possibile non notarlo affatto se non quando i sintomi iniziano a manifestarsi (ammesso che lo facciano), cosa che avviene dopo un periodo che varia dalle due alle otto ore.

Il primo sintomo è un arrossamento localizzato dell'area colpita, accompagnato da prurito e dolore. Questi peggiorano nelle dodici-trentasei ore successive, e successivamente inizia a formarsi un'area bluastra nella parte colpita, a segnalare la necrosi in atto.

A questo punto il morso dà origine a un'ulcera della pelle che, se non trattata, nei casi peggiori può crescere fino a venticinque centimetri di larghezza. I tessuti colpiti vanno in cancrena e infine si staccano del tutto.

La ferita richiede mesi per guarire, e spesso lascia cicatrici evidenti che possono richiedere un intervento chiurgico per l'eliminazione. In passato si utilizzavano la chirurgia e/o gli innesti di pelle anche per la rimozione preventiva dell'ulcera, finché non è stato riscontrato che questo aumentava il tempo necessario alla guarigione piuttosto che accelerarla.

I casi più gravi (e rari) sono quelli in cui il morso causa il loxoscelismo sistemico, vale a dire se e quando il veleno riesce a entrare nel flusso sanguigno ed essere così trasportato agli organi interni. I sintomi, che possono verificarsi in tempi più brevi rispetto a quelli del loxoscelismo cutaneo, includono nausea, vomito, febbre, eruzioni cutanee e dolori muscolari, a cui molto di rado si aggiungono emolisi, trombocitopenia, coagulazione intravascolare e danni agli organi interni, che potrebbero portare alla morte in casi estremi (ma non è dimostrato che sia mai accaduto).

Va notato che la stessa gamma di sintomi può essere dovuta a numerose altre cause, e in effetti molti presunti morsi di Brown Recluse Spider si rivelano essere in realtà patologie di altro genere.

Esistono degli antidoti al veleno, sviluppati in effetti per altre varietà di Loxosceles diffuse in Sud America, ma sono efficaci solo se somministrati in breve tempo, cosa resa alquanto improbabile dall'assenza di sintomi nel breve periodo.

In sintesi, il morso di un Brown Recluse Spider può dare luogo a quattro diversi gradi di effetti:

- danno minimo, che guarisce da solo in breve tempo senza conseguenze e potrebbe perfino non essere mai notato;

- danno lieve, con prurito, arrossamento e dolore, che può essere trattato con semplice primo soccorso e in ogni caso guarisce da solo (la maggioranza dei casi rientra in queste prime due categorie);

- dermonecrosi (loxoscelosi cutanea), lesioni necrotiche e ulcere della pelle. Si tratta di casi poco comuni, e oltre il sessanta per cento di essi guarisce senza complicazioni con trattamento minimo. In casi estremi e in mancanza di adeguato trattamento la lesione può espandersi e lasciare cicatrici;

- loxoscelosi sistemica o viscerocutanea, avvelenamento del sangue potenzialmente letale quanto estremamente raro.

Una foto di un esemplare di ragno bruno solitario


Ragno Bruno Solitario: consigli di sopravvivenza

Se non ti trovi in un'area nella quale la presenza di questo ragno è nota e consolidata, puoi anche non pensarci, non ti verrà a cercare apposta per smentirmi. Se abiti o comunque sei in una di queste zone, le probabilità che tu venga morso restano molto, molto basse.

Ci sono persone che convivono con ragni di questo tipo senza alcun problema, tanto che un'intera famiglia ha abitato per anni in una casa che si è poi scoperto essere infestata da oltre duemila esemplari di Loxosceles reclusa e non ha mai subito un singolo morso.

È buona norma, comunque, prestare attenzione e prendere alcune semplici precauzioni, tipo scrollare sempre scarpe e guanti prima di indossarli, sigillare cartoni o buste di indumenti che non si intende usare per un po', non indossare abiti che sono stati lasciati in terra per qualche tempo, almeno non prima di averli sbattuti o appallottolati e premuti (per quanto sarebbe meglio non indossarli a prescindere prima di un buon lavaggio, ragno o non ragno…), controllare il letto prima di entrarci e se possibile non addossarlo alla parete.

Evita di usare insetticidi e prodotti simili. Il fatto che non servano è del tutto secondario rispetto al piccolo effetto secondario di causare, in senso letterale, un crollo nervoso al povero ragno. Molti prodotti chimici adatti all'eliminazione di altri aracnidi, infatti, tendono a danneggiare il sistema nervoso dei Loxosceles, rendendoli aggressivi. Insomma, se prima non aveva intenzione di morderti, gliela farai venire.

Se sei già stato morso, la prima cosa da fare (a parte cercare di prendere il ragno per consentire l'identificazione) è chiamare soccorsi e trattare la parte colpita con ghiaccio per ridurre l'eventuale gonfiore e il dolore e lavarla con acqua fredda e sapone. Il più delle volte questo è sufficiente, ma in casi più seri è opportuno fasciare la ferita, sollevare la parte colpita al di sopra del livello del cuore e assumere antiinfiammatori per alleviare il dolore.

Non tenere la ferita al caldo, non usare cortisonici o steroidi e non tentare di rimuovere il veleno, a meno che tu ci tenga davvero a peggiorare la situazione.

Le dimensioni del brown recluse spider


Brown Recluse Spider: body count

A oggi non c'è nessuna prova effettiva di morte causata dal morso di questo ragno.
Si stima che circa l'80% delle presunte ferite da morso di Brown Recluse Spider siano frutto di diagnosi errate, e debbano essere piuttosto attribuite ad altre patologie.

Nessuna vittima accertata di un morso di questo ragno risulta essere morta in seguito all'avvelenamento derivante.
Un curriculum mortale decisamente insufficiente per poter inserire questo "simpatico" ragnetto nella nostra classifica degli animali più velenosi al mondo.

Una foto di un esemplare di ragno bruno eremita


Fonti:
http://spiders.ucr.edu/brs.html
http://www.brownreclusespider.org/
http://en.wikipedia.org/wiki/Brown_recluse_spider


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Ragno Eremita (Loxosceles reclusa)
Articolo scritto da: Carmelo Massimo Tidona
Pubblicato il 21/03/2012

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