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Ed Kemper (pagina 3)

Ed Kemper: la preparazione della carriera omicida
Benché le autorità consiglino che Ed non venga mai rimandato a casa dalla madre, ciò è proprio quello che fa il centro d’accoglienza di giovani della regione, tre mesi dopo. Clarnell in questo periodo, dopo il fallimento del suo terzo matrimonio, lavora come segretaria presso l’Università della California, aperta a Santa Cruz di recente, e si può in qualche modo dire che sarà proprio lei ad avviare la carriera di serial killer del figlio, fornendogli il pass d’accesso ai locali universitari in cui Ed troverà le sue vittime.

Al momento della dimissione da Atascadero, Ed ha 21 anni, pesa circa 150 chili, e non ha idea di cosa farà nella vita.

Per due anni è occupato nei lavori più strani e viaggia in lungo e in largo per la California raccogliendo giovani autostoppiste.

È un periodo fremente per Santa Cruz e dintorni, le belle ragazze pullulano, sembrano quasi attirate nella zona da una calamita. Ed Kemper, che durante l’adolescenza ha perso molte occasioni, inizia a pensare che possa essere giunto il momento del suo riscatto.

Fa domanda per essere assunto nella polizia stradale, stranamente aiutato per una volta dalla madre, che si adopera presso conoscenze affinché l’omicidio dei nonni non figuri nella sua fedina penale. I limiti di altezza e peso, però, lo tagliano fuori dalla selezione e deve ripiegare su un impiego nel Dipartimento Autostrade. Per consolarsi della mancata assunzione nella polizia, compra una moto simile a quella in dotazione ai poliziotti veri e inizia a frequentare i locali che questi ultimi preferiscono. In particolare, in uno di essi, il Jury Room, diviene di casa e si guadagna l’affettuoso nomignolo di “Big Ed”.

È interessante notare come il desiderio di lavorare con la polizia sarà poi uno dei dettagli che a John Douglas e al suo collega Robert Ressler capiterà più spesso di riscontrare nel corso dei loro studi. La motivazione fondamentale dei serial killer a carattere sessuale è il desiderio di dominio, manipolazione e controllo. E il poliziotto incarna il potere e l’autorevolezza. Al poliziotto è concesso di fare del male ai “cattivi”.

Per Ed, come per molti altri assassini seriali oggetto di violenze fisiche e psicologiche da bambini, un lavoro nella polizia costituirebbe un affrancamento dalla sua condizione di “vittima”, di perdente. È proprio questa molla inconscia che lo spinge a vivere a stretto contatto con le forze dell’ordine, vuole sentirsi partecipe della loro vita. Vuole essere “uno di loro”.

Intanto la California sta vivendo il fenomeno hippies. Vestiti sgargianti e capelli lunghi in ogni angolo, ragazze affamate di vita on the road e bisognose d’esser scarrozzate su e giù per lo Stato. Tutto ciò costituisce per Ed quasi un invito all’assassinio, invito che trova crescenti motivazioni nella situazione familiare ancora problematica.

Il lavoro presso il Dipartimento Autostrade gli ha permesso di andare a vivere in un piccolo appartamento con un amico, ma stando a quanto lui stesso riferirà in seguito, sua madre continua a perseguitarlo e a umiliarlo in continuazione. Clarnell gode di una grossa popolarità all’università, è considerata da tutti una persona sensibile e affettuosa, e tuttavia tratta il figlio come un mostro. «Non riuscirai mai a portar fuori una di queste mie ragazze» è il messaggio che gli comunica quasi quotidianamente. «Sono tutte troppo, per te.»

In Ed scatta qualcosa, deve dimostrarle ciò che è in grado di fare. Comincia allora, in questo periodo, a fare delle “prove”, sempre più elaborate, con l’intenzione di cominciare a uccidere quanto prima.

Un incidente con la moto gli dà nuove possibilità. Coi soldi dell’assicurazione, acquista una macchina simile a quelle usate dalla polizia e la equipaggia perfino di radioricevitore VHF e antenna. A bordo della sua nuova auto Ed prende l’abitudine di andare avanti e indietro sulle Statali della zona. Quasi quotidianamente da passaggi ad autostoppisti di entrambi i sessi, portandoli dove vogliono e contemporaneamente studiando a fondo la regione e le opportunità che gli può offrire.

Durante questi viaggi, prende appunti mentali sui luoghi più sicuri, quelli verso cui potrebbe compiere deviazioni e andare a uccidere una vittima. In altre occasioni, si piazza lungo la strada e osserva le abitudini delle volanti e i tempi che impiegano per i loro giri.

Non dà niente per scontato, pianifica meticolosamente ogni minimo dettaglio, consapevole ed eccitato dalla prospettiva che presto sarà pronto per mettere in pratica ciò che finora ha vissuto solo nelle proprie fantasie. Affina pure il modo di porsi nei confronti delle sue potenziali vittime.

Come racconterà a John Douglas, Ed Kemper diviene un maestro in quella che per lui è un’assoluta priorità: carpire la fiducia delle giovani autostoppiste.

Quando carica a bordo una ragazza, si comporta sempre in modo estremamente calcolato: le chiede dove sia diretta, poi controlla l’ora, come a volersi accertare d’avere abbastanza tempo per condurla a destinazione. Davanti a un atteggiamento simile e al suo aspetto pulito ed efficiente, le ragazze credevano di trovarsi di fronte a un uomo serio e impegnato, con delle precise priorità, e accantonavano ogni possibile dubbio o timore.

Nonostante la crescente sicurezza con cui riesce a perseguire il suo obiettivo di conquistare la fiducia della vittima, però, Ed non si sente ancora pronto. Equipaggia la sua auto con una serie di armi e attrezzi che gli serviranno per commettere materialmente gli omicidi, e intanto continua a perfezionare le sue fantasie.

È opinione ormai diffusa che per un omicida seriale il fattore più importante sia proprio la fantasia, intesa nella più larga accezione del termine. In Ed le fantasie sono state precoci e sono cresciute assieme a lui, acquisendo via via nuovi e più stimolanti elementi.
Il passaggio dalla fantasia alla realtà, come spesso accade, avviene in seguito a quello che è solitamente definito “elemento scatenante”.

Una violenta discussione con la madre fa precipitare la sua situazione emotiva: Ed esce di casa risoluto a uccidere e rendere finalmente soddisfacente un’esistenza finora inadeguata. «La prossima donna con cui avrò a che fare ci lascerà la pelle!» pensa, sbattendo la porta.

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Dossier scritto da:
Giuseppe Pastore

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