Zodiac Killer, la storia del serial killer

Nome completo: [ignoto]

Soprannome: Zodiac Killer

Vittime accertate: 5

Vittime sospettate: 3+

Modus operandi: Sorprende coppie contro cui spara con una pistola calibro .22 o 9mm, mentre in un caso lega le vittime e le accoltella.


Riproponiamo ai nostri lettori la versione aggiornata del dossier sullo Zodiac Killer originariamente apparsa sulle pagine di LaTelaNera.com nel 2007, l'anno in cui - tra le varie cose - il suo caso è stato riaperto dalle autorità americane.

Zodiac: prime vittime certe

20 dicembre 1968: sotto gli alberi di Natale cominciano ad accumularsi i regali. Tra quelli destinati alla città di Vallejo, una città della California posta circa 30 miglia a nord id San Francisco, ce n'è però uno che gronda sangue. L'ha lasciato un uomo di cui non si conoscerà mai l'identità, un uomo che per tutti resterà soltanto un'ombra nera chiamata Zodiac.

Sono le 23:15, il diciassettenne David Faraday si è fermato con la sua station wagon in un'area di parcheggio assieme alla fidanzata, Betty Lou Jensen. Qualcuno si avvicina all'auto e spara loro con una semi automatica calibro .22, caricata con munizioni Winchester Western Super X con punta in rame.

Il ragazzo viene colpito da un solo proiettile alla testa e muore entro pochi minuti. La ragazza, invece, è raggiunta da 5 colpi alla schiena e trapassa all'istante.

Non c'è segno di furto, non ci sono testimoni. La polizia non sa da dove cominciare le indagini. L'unica cosa che sembra certa è che l'assassino abbia sparato prima dei colpi contro l'auto, per costringere le vittime a uscire, e poi le abbia freddate appena fuori dal veicolo.
Vengono sospettati dell'omicidio svariati indiziati, un detective del Dipartimento di Polizia di Vallejo avanza l'ipotesi che il giovane Faraday fosse venuto a conoscenza di certi traffici di droga e non avesse saputo tenere la bocca chiusa.
Le indagini, tuttavia, si arenano presto.

Zodiac Killer: una nuova aggressione

Sette mesi dopo, il 4 luglio 1969, viene aggredita una seconda coppia, ancora in un parcheggio.
Darlene Ferrin, di 22 anni, è raggiunta da 5 proiettili e muore. Mike Mageau, il diciannovenne che era con lei, pur ferito da 4 colpi riesce a salvarsi. L'arma usata dal killer questa volta è una 9mm.

Nonostante il caso somigli molto al precedente, gli investigatori rivolgono le loro attenzioni su James Philip, marito di Darlene e quindi primo e logico sospettato. L'uomo però esibisce un alibi inattaccabile: al momento del delitto era al lavoro al Ceasar's, il ristorante in cui faceva il cuoco. Le indagini in questo senso muoiono allora prima ancora di nascere, e si inizia a ipotizzare un collegamento con il duplice omicidio di dicembre.

Mike Mageau viene sentito più volte: il ragazzo racconta che si era fermato con Darlene per parlare, e che a un certo punto nel parcheggio era giunta una macchina, forse una Ford Mustang, o una Chevrolet Corvair. Da questa era uscito un uomo che li aveva abbagliati con una torcia. Loro avevano pensato si trattasse di un poliziotto: si erano preparati a mostrare i documenti, ma lo sconosciuto non aveva chiesto niente. Senza parlare, aveva aperto il fuoco e si era allontanato.

Mike, soltanto ferito, aveva cominciato a lamentarsi, e il killer era tornato indietro per sparare altri 2 colpi ciascuno, a lui e a Darlene. Era stato dopo la seconda serie di spari che il giovane era riuscito a vedere l'aggressore: si trattava di un bianco, alto circa un metro e settantacinque, sulla trentina, tarchiato e coi capelli scuri.

Quarantacinque minuti dopo l'aggressione, qualcuno telefona alla polizia e si attribuisce questo delitto e quello di dicembre.
Poi, qualche settimana dopo, il 31 luglio 1969, al Times Herald di Vallejo e all'Examiner e al Chronicle di San Francisco giungono delle lettere da parte dell'assassino, che inizia così la sua corrispondenza a distanza con le forze dell'ordine. Ciascuna delle tre missive contiene un terzo di un codice cifrato che, se risolto, dice il killer, rivelerà la sua identità.

Zodiac Killer: la prima lettera alla stampa

Il testo della missiva al Times Herald è il seguente:

«Caro Editore,
sono l'assassino dei 2 teenager dello scorso Natale a Lake Herman e della ragazza dello scorso 4 luglio.
Per provarlo dimostrerò alcuni fatti che solo io + la polizia conosciamo.

Natale
1 Marca dei proiettili Super X
2 10 colpi esplosi
3 Il ragazzo giaceva sulla schiena, piedi rivolti verso l'auto
4 La ragazza giaceva sul fianco destro, piedi rivolti a ovest

4 Luglio
1 La ragazza indossava pantaloni modellati
2 Il ragazzo è stato colpito anche al ginocchio
3 La marca dei proiettili era Western

Qui c'è un codice cifrato che è parte di un altro. Altre due parti sono state spedite al San Francisco Examiner + al San Francisco Chronicle. Voglio che stampiate il codice in prima pagina, venerdì 1 agosto 69, se non lo farete inizierò a uccidere venerdì notte e continuerò per tutto il weekend. Andrò in giro e prenderò tutte le persone che troverò, da sole o in coppia, e andrò avanti finché non ne avrò ucciso più di una dozzina.»


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Dossier scritto da:
Giuseppe Pastore

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