Gustavo Rol, il sensitivo di Torino

Gustavo Adolfo Rol è stato uno tra i più noti e controversi sensitivo italiani del XX secolo, nato a Torino nel 1903 e morto nel 1994

Gustavo Rol, il sensitivo di Torino Una foto e una voce narrante.
Poi un uomo di spalle in camicia bianca e uno con una giacca blu e braccia conserte.
Tutto intorno libri. Tanti libri.


Quattordicimilioni di italiani hanno assistito a questa scena nell’ottobre del 1978, tra un soffritto sul fuoco e una bottiglia di vino in attesa sul tavolo. La Televisione di Stato trasmise, all’interno del rotocalco d’approfondimento TG L’Una, quella che sarebbe passata alla storia come la "Sfida tra Silvan e Gustavo Rol".

Se sfida vera è stata, lo è stata in contumacia. Il celebre e allora imberbe prestidigitatore, aizzato da un irrequieto Enzo Stinchelli, con un sorriso beffardo mise in scena il trucco "della lettura del libro chiuso", per dimostrare come sia possibile farlo, pur non possedendo particolari poteri.
Senza offesa per l’assente Gustavo Adolfo Rol, ovviamente.

Personaggio schivo il torinese, difficilmente avrebbe preso parte a un evento del genere, mai infatti accettò la "sfida" di Silvan o dei suoi altri denigratori. Quello che è certo, è che quel passaggio televisivo rese noto al popolo italico quel cognome tanto breve quanto suggestivo.


Gustavo Rol: la vita

Nato a Torino nel 1903, bimbo curioso, poco interessato allo studio, passa ore nella biblioteca paterna. La pittura e l’arte in genere lo interessano sin da subito. L’agiatezza familiare gli permette dedicarsi a una vita da studioso.

In modo neutrale si laurea in giurisprudenza e inizia a lavorare, dopo un periodo negli alpini, in banca, una sorta "d’azienda di famiglia": fu suo padre, infatti, nel 1909 ad aprire la sede torinese della Banca Commerciale. Pur provando scarso interesse per la professione, il giovane Gustavo sfrutta i vantaggi offerti dal proprio lavoro, soprattutto quelli legati alla possibilità di girare l’Europa.

A Marsiglia, per caso, incontra un personaggio chiave, un misterioso polacco che riesce nell’impresa di far vibrare quella curiosità che lo porterà a intraprendere i suoi studi. Proprio in una vetrina di quella città scorge un mazzo di carte, uno qualunque, di quelli che ce ne sono tanti. Però quei 54 talloncini, furono la base per i suoi studi tra i principi che legano il cervello alla materia.

Risale a quel periodo, 1927, la sua prima intuizione, nel suo diario arriverà a ascrivere: «Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale e il calore. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla!».

In parte mantenne la promessa, almeno lo fece per i tre mesi successivi, quando si rinchiuse in un convento. Solo l’amor di mamma fu capace di farlo uscire dal suo auto esilio e di intraprendere in modo costante la propria attività di ricerca, pur esercendo, sino agli anni '60, ufficialmente l’attività di antiquario.

Terrorizzato com’era dalla propria scoperta, quasi sull’orlo della pazzia, trova in Elna Resch-Knudsen, non solo una compagna, ma anche una persona pronta a sostenerlo nel suo cammino.

Sono gli anni a ridosso del secondo conflitto mondiale, Gustavo inizia a destare "curiosità" più o meno pericolose, come quella del Führer, Adolf Hitler. Charles De Gaulle dichiarerà di sentirsi poco sicuro con Rol in giro, capace com’è di sondare nei meandri delle menti altrui e di scoprire così anche i più delicati segreti di stato.

Nell’immediato dopoguerra l’alloggio di via Silvio Pellico diventerà teatro delle gesta del torinese.

Se da un lato le origini borghesi ne avevano favorito l’amicizia negli ambienti dell’Italia facoltosa, dall’altro i suoi studi erano diventati un passepartout nei confronti dell’elite culturale e politica dell’epoca. Fellini, Zeffirelli, Strehler, Saragat ed Einaudi, sono solo alcuni dei nomi illustri che bazzicavano casa Rol. Ed è proprio tra le quattro mura domestiche che lo studioso piemontese darà dimostrazioni delle proprie capacità.

L’aumento di popolarità porta con se una scia di scetticismo. Se l’episodio televisivo narrato all’inizio è l’emblema della spettacolarizzazione della lotta, sicuramente il "nemico" più tenace è stato il teledivulgatore Piero Angela, che di lì a poco fonderà con lo scienziato Tullio Regge, il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, www.cicap.org).

Da quel momento in poi Rol continuerà a vivere in modo abbastanza discreto, sempre in bilico tra lo status di paragnosta e quello di cialtrone. Morto nel 1994, le sue ceneri sono conservate presso il cimitero di San Secondo di Pinerolo.


Gustavo Adolfo Rol: gli esperimenti

Se la sfida lanciata da Silvan fu quella più spettacolare, negli anni non sono mancanti inviti da parte di personaggi celebri a riprodurre i propri esperimenti innanzi a esperti di prestidigitazione o scienziati.
Rol molte volte ha rifiutato.

Per gli scettici era un chiaro segnale di colpevolezza. Per i sostenitori, il torinese preferiva semplicemente esibirsi innanzi a chi non era prevenuto, tant’è che alcuni scienziati e illusionisti erano ammessi alla corte di Gustavo.

Il sensitivo non chiedeva denaro in cambio delle proprie manifestazioni, anzi ricco com’era di famiglia, era più portato al donare che al pretendere. In realtà un contatto con l’Università di Torino c’è stato per portare avanti degli studi che dimostrassero che c’è altro al di là della materia, ma pare che la cosa sia morta nel nulla su disposizione di alcuni "baroni".

Ma in cosa consistevano questi esperimenti?
Abbiamo già raccontato dell’episodio marsigliese in cui Rol vede in vetrina un mazzo di carte. Proprio queste saranno uno, se non il maggiore, strumento utilizzato nel corso delle sperimentazioni.

Dalle cinque alle dodici persone per volta venivano invitate nell’appartamento di via Pellico, dopo una cena e una chiacchiera iniziava la parte sperimentale. I mazzi di carte erano intonsi o addirittura portati dallo scettico di turno. Lettura del segno con carta capovolta, firme che comparivano. Questi erano solo alcuni esempi.

Tra le abilità di Rol c’era anche quella della lettura del libro chiuso, oppure quella di sapere cosa cera in cassetto, anche se a chilometri di stanza.

Questa capacità è valsa un riconoscimento da parte del Sindaco di San Secondo di Pinerolo, a nome del Comitato di Liberazione Nazionale, e la vita salva per alcuni partigiani.

Si narra che durante una retata nazista, Rol sia intervenuto garantendo l’innocenza delle persone arrestate. Alla richiesta dell’ufficiale tedesco di sapere da dove nascesse questa sua convinzione, pare che Rol abbia risposto: «Sono certo alla stessa maniera con cui sono sicuro di conoscere cosa contengono i cassetti della scrivania nella sua casa ad Amburgo». Il tedesco, una volta sentito l’esatto elenco degli oggetti conservati a miglia di distanza, stupefatto liberò gli ostaggi.

Atro strumento sperimentale erano i fogli bianchi: chiusi in una scatola con della semplice grafite sopra, all’apertura venivano ritrovati con su scritta la frase che l’ospite di turno aveva scelto.

Sin da piccolo Rol aveva mostrato l’amore per la pittura, passione che poi diventerà anche strumento per i propri studi. Pittore di buon livello, racchiudeva nelle proprie opere la sintesi della propria visione del mondo materiale e il risultato degli studi sui colori e sulla capacità di questi hanno di agire sulla materia.

Sicuramente più d’effetto erano le sue capacità di dipingere a distanza: pennelli e colori, senza essere toccati da nessuno, tracciavano segni su una parete o un foglio.
Personaggi che si animavano, trasformavano, entravano e uscivano dal dipinto su cui erano riprodotti.

Altre capacità erano quelle di viaggiare nel tempo e nello spazio, la bilocazione e parlare con i defunti.
In quest’ultimo caso Rol ci teneva a specificare che non comunicava con il morto, ma con l’aura spirituale di questi: così come al momento della morte il defunto lascia delle spoglie materiale, così lascia un’aurea spirituale ed era a questa che lui si rivolgeva.


Gustavo Adolfo Rol: spirito intelligente

Questo principio è alla base della teoria dello "spirito intelligente", secondo la quale ogni creatura ha uno spirito con cui è possibile interagire. Ovviamente quello dell’uomo è il più intelligente, per questo motivo questa interazione è più semplice. Questa ultima sfumatura fa si ché Rol non possa essere catalogato come un semplice spiritualista.

Per estrazione famigliare e provenienza geografica, Rol era un credente fervente. La teoria dello spirito intelligente e gli altri studi portati avanti aprivano una seria questione religiosa. Dove finisce la scienza e inizia il divino? Basti pensare alla reincarnazione, argomento che faceva rizzare i peli sulla schiena dei cattolici.

Perché per Rol ogni sua capacità aveva un fondamento scientifico che nulla aveva a che fare con la magia o il sovrannaturale. Anzi la sua missione era quella di dare un significato scientifico a ciò che egli stesso era in grado di fare. Allo stesso tempo questa visione si scontrava con il proprio credo religioso.

Il lungo cammino lo porterà a una soluzione intermedia in cui la scienza diventa lo strumento per interpretare il divino e avvicinarsi a esso. Consapevole o meno di recuperare una lunga tradizione, Rol in pieno spirito moderno supera cosi la contrapposizione tra "i due libri" di galileiana memoria, a favore di una loro integrazione per creare un pensiero armonico.

E in questo senso la teoria dello spirito intelligente è esplicativa: se è vero che questo rimane sulla Terra, l’anima, lo spirito puro, sale a Dio. La stessa presenza di uno spirito in ogni cosa è la prova che Dio esiste, anzi che ognuno è parte Dio e di conseguenza ogni componente del reale ha ragione se non in Dio stesso: un pensiero che di primo acchito potremmo definire autentico panteismo.

È compito della scienza, però, spiegare questi fenomeni, portando alla luce il loro meccanismo di funzionamento specie attraverso l’ausilio della fisica delle particelle. Strumenti questi, alla portata di tutti, poiché presenti in tutti nella stessa maniera in quanto possibili facoltà cognitive, ma non da tutti utilizzabili, perché necessitano di una purezza di spirito e un grande controllo di sé. Capacità che possono essere raggiunte con lo yoga e i suoi otto siddhi (termine sanscrito che indica una sorta di capacità di perfezione mistica).


Gustavo Adolfo Rol: conclusioni

Probabilmente l’eterna dicotomia tra seguaci e detrattori ha fatto si che un giudizio definitivo su Gustavo Adolfo Rol potesse essere dato. Da un lato, chi credeva a prescindere, dall’altro chi vedeva del marcio in ogni cosa. Probabilmente un approccio più sereno tra le due parti avrebbe potuto portare a risposte più o meno definitive.

Chi era veramente Gustavo Adolfo Rol, probabilmente non lo sapremo mai e francamente poco ci interessa. Attenti come siamo le sfumature del mistero, poco ci importa della visione globale della verità.


Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Gustavo_Adolfo_Rol
http://www.gustavorol.org/home.html
http://www.cesnur.org/testi/Rol.htm
http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/rol/708/default.aspx
Gustavo Rol, History Channel


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Gustavo Rol, il sensitivo di Torino
Articolo scritto da: Giuseppe Felice Cassatella
Pubblicato il 06/03/2013

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