Serial killer cannibali: assassini seriali tra cannibalismo e antropofagia

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Serial killer cannibali: assassini seriali tra cannibalismo e antropofagia Per essere corretti, si dovrebbe usare il termine cannibalismo per indicare l’atto rituale o magico di cibarsi dei propri simili, mentre con antropofagia l’atto di mangiare carne umana messo in pratica per necessità (in caso, per esempio, di carestia o naufragio) o disturbo mentale.

Il termine cannibalismo deriva infatti dalla parola "canìbales", nome dato da Cristoforo Colombo ai Caribi, gruppo di indiani d’America che credeva mangiassero carne umana.

I due termini nell’uso comune sono ormai diventati sinonimi.


Cannibali moderni: tra leggende e realtà

Spesso evocati da film horror di ogni nazionalità, i mangiatori di carne umana sono al centro di una famosa leggenda metropolitana sui cannibali metropolitani, divenuta purtroppo storia vera in nazioni meno ricche della nostra.

Le notizie di atti di cannibalismo tra vagabondi che avvengono sempre più spesso in Russia, ci fa comprendere quanto i cannibali moderni siano molto meno affascinati del "letterario" Hannibal Lecter e di come un tabù così forte possa essere infranto più facilmente di come speriamo.

Ci sono diversi studi sul fenomeno, ma raramente riescono a spiegarlo in modo soddisfacente.

Secondo alcuni studiosi americani, alla base del cannibalismo ci possono essere disfunzioni dell’ipotalamo, la regione del cervello che regola l’attività sessuale, dell'umore, e di funzioni come mangiare e bere.

Per altri il cannibalismo è una sorta di "morso d’amore senza limiti", l’unico bacio/atto d’amore che permette di essere davvero un tutt’uno con l’altro.

Freud, in Totem e Tabù, ipotizzò una fissazione del bambino alla fase orale dello sviluppo libidico, che nell’adulto viene esasperata.

Il serial killer cannibale – e/o "vampiro" – che traeva piacere da bambino nell’assumere latte dal seno materno e nutrendosi perciò di sua madre, cerca di ritrovare la stessa sensazione, cibandosi da adulto dell’oggetto desiderato.

Spesso il trauma può essere provocato da un improvviso cambiamento nell’alimentazione del poppante.

La madre del serial killer cannibale Jeffrey Dahmer ha dichiarato, per esempio, di aver interrotto bruscamente l’allattamento perché il figlio, poppando, le faceva troppo male ai capezzoli. La maggior parte degli individui, per fortuna, si adatta a bere dal biberon.

Si ipotizza che perfino Jack lo Squartatore abbia cotto e mangiato il cuore dell’ultima delle sue vittime. Ormai è troppo tardi per scoprire se è vero.


Serial killer cannibali: i più famosi

Tra i serial killer che hanno assaggiato la carne umana, oltre al sopracitato Dahmer, non possiamo dimenticare tra i tanti:

- Enriqueta Marti, una delle poche donne cannibali e detta la Strega di Barcellona (arrestata nel 1912).

- i tedeschi George Karl Grossmann, Karl Denke e il più noto Fritz Haarmann, tutti attivi negli anni Venti.

- lo statunitense Albert Fish, arrestato nel 1934, che vanta il triste primato del maggior numero di perversioni che possono essere racchiuse in un solo individuo.

- il russo Andrej Romanovič Čikatilo, detto il Macellaio di Rostov, che ha ispirato più di un film.

- il russo Cinghiz Bubeiev, un esempio tra i sempre più numerosi suoi connazionali antropofagi.

- il kazako Nikolai Dzhumagaliev, detto Zanna di Metallo, glaciale assassini responsabile della morte accertata di 10 donne.

- lo scrittore messicano José Luis Calva Zepeda, responsabile della morte di otto donne e morto suicida in carcere.

- il giapponese Issei Sagawa, detto Il mostro di Parigi, che sui suoi atti di mutilazione, necrofilia e cannibalismo ha costruiti in patria una carriera nell'intrattenimento.

- il tedesco Joachim Kroll, che con i cadaveri delle sue giovanissime vittime compiva anche atti di necrofilia.

Alcune storiche illustrazioni sul tema:
Una stampa a tema Cannibalismo e antropofagia

Una stampa con cannibali e antropofagi

Serial killer cannibali e antropofagi


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Serial killer cannibali: assassini seriali tra cannibalismo e antropofagia
Articolo scritto da:
Pubblicato il 17/06/2010

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