Marcel Petiot (pagina 3)

Marcel Petiot: il serial killer si trasferisce a Parigi

La condotta di Marcel Petiot come sindaco fu tale che alla fine del 1932 fu costretto ad abbandonare la carica e a trasferirsi a Parigi, dove ricominciò da capo la sua normale trafila di presentazione al pubblico: apertura di un nuovo studio medico, accaparramento della clientela con qualsiasi mezzo, conservazione della stessa nel medesimo modo.

Sulla sua persona si concentrarono sospetti di traffico di stupefacenti e di procurare aborti illegali, ma in linea di massima fu l’evasione fiscale l’unica vera attività criminale che gli fu imputata prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Tuttavia, la sua salute mentale, mai buona, precipitò nel 1936, tanto che la moglie ne richiese il ricovero in un istituto di salute mentale, dove rimase alcuni mesi, fino a un successivo inspiegabile rilascio "per guarigione".

Petiot si barcamenò tra pazienti e nuove denunce fino al 1940, quando l’inizio della guerra, la veloce sconfitta francese e l’occupazione tedesca della Francia gli diedero insperate possibilità di guadagno.

Una foto di Macrel Petiot al suo processo


La guerra (mondiale) favorisce i pazzi (come Petiot)

Come abbiamo visto, la preoccupazione principale della Gestapo era contrastare la Resistenza, mentre i reati comuni erano di competenza delle autorità di polizia francesi che erano comunque sotto il controllo degli occupanti tedeschi. La repressione della criminalità comune, quando si era nel bel mezzo di una guerra interna e di una esterna, non risultava in definitiva così importante.

Ci si poteva arricchire con il mercato nero di qualsiasi merce scarseggiasse nei rifornimenti ufficiali, come pure con gli stupefacenti.

In modo simile a quanto già accaduto nella sua esperienza in provincia, Petiot fu accusato di farne commercio illecito nascondendosi dietro la sua attività di medico. Niente di nuovo, si potrebbe dire, se non fosse che proprio in questo periodo emersero i primi indizi su morti sospette tra i suoi pazienti, a causa di un’eccessiva somministrazione di morfina.

Nuovamente, i testimoni dei fatti non poterono parlare in giudizio perché giunsero in maniera prematura al termine della loro vita o scomparvero nel nulla.

Negli anni dell’occupazione tedesca, Marcel Petiot fu effettivamente un sostenitore della Resistenza, vi sono prove che spiò nel corso della propria attività di medico più sedi della Gestapo per segnalare i collaborazionisti e gli infiltrati, ma fu attivo principalmente, come già scritto, nell’ambito della falsificazione di documenti e degli espatri clandestini.

Seguendo la normale logica, si dovrebbe pensare che, in una nazione occupata, fossero coloro costretti alla clandestinità e alla fuga a ricercare i soggetti capaci di fornire quanto necessario per l’espatrio. La logica di Petiot era invece più complessa, adatta più a un imprenditore rampante che a un falsario.

Creò infatti una rete di procacciatori di affari, gli stessi personaggi poco raccomandabili che sarebbero stati arrestati in seguito dalla Gestapo insieme a lui, i quali contattavano direttamente i possibili clienti, ricercandoli con molta insistenza nelle categorie più interessate, come i perseguitati ebrei, i Maquis scoperti, i disertori e i criminali comuni che non disdegnavano affatto cambiare aria.

La sola condizione posta dagli assistenti di Petiot era che i richiedenti fossero in grado di pagare 25.000 franchi per il servizio, cifra davvero considerevole all’epoca.

Questa elevata barriera d’entrata scremava molto la clientela che si rivolgeva al dottore per i suoi servigi meno legali, facendo arrivare solamente persone che disponevano di liquidità o comunque beni preziosi sufficienti per potersi permettere il passaggio fino in Sud America.

Tanto più che, essendo in procinto di lasciarsi alle spalle il passato in vista di una nuova vita altrove, coloro che varcavano la porta dello studio medico sito al 21 di Rue le Sueur in Parigi, portavano con sé anche tutte le restanti ricchezze mobili in loro possesso.

Prede facili e danarose, una perfetta combinazione per un uomo dalla mente deviata come Petiot.

Il serial killer Macrel Petiot al suo processo

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Dossier scritto da:

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