Peter Tobin, la storia del serial killer

Nome completo: Peter Britton Tobin

Soprannome: Bible John (non provato)

Nato: 27 agosto 1946

Vittime accertate: 3

Modus operandi: somministrazione di psicofarmaci, uso di armi da taglio (coltelli da cucina) o oggetti contundenti, strangolamento con abiti o oggetti personali, stupro, mutilazioni post-mortem, collezione di trofei.


Presentiamo oggi sulle pagine di LaTelaNera.com il dossier relativo alle terribili gesta di Peter Tobin, scritto da Cristiano Rimicci e revisionato da Paola Preziati e Michele Scaglione.

Tobin, un orco che si è sempre presentato alla sue vittime sotto le tranquille e simpatiche spoglie di un uomo affascinante e sicuro di sè, è stato ritenuto colpevole di 3 omicidi ma è sospettato di averne commessi molti di più. Più di un esperto lo ritiene essere Bible John, un assassino seriale in attività sul finire degli anni sessanta, a Glasgow: la cosa non è ancora stata provata ma gli indizi a favore di questa tesi sono numerosi.


Peter Tobin: il più prolifico serial killer del Regno Unito?

Data la complessità delle indagini ancora in corso, indagini che prendono in considerazione altri tredici suoi probabili omicidi, delineare un criterio preciso con cui Peter Tobin abbia scelto e poi ucciso le proprie vittime, risulta alquanto complesso.

Gli inquirenti, infatti, credono che il pluriomicida scozzese abbia perpetrato i propri crimini per un lasso di tempo maggiore rispetto a quello che si deduce dalle tre uccisioni per cui è stato condannato, quelle di Anjelika Kluk, Dinah McNichol e Vicky Hamilton.
Si ipotizzano, purtroppo, circa trent’anni di attività non solo in Scozia ma in tutto il Regno Unito.

Al vaglio degli inquirenti ci sono ancora migliaia di denunce tra aggressioni, stupri, tentate violenze e casi irrisolti di persone scomparse che, per qualche indizio, sembrano essere più o meno collegabili al serial killer.

Lo stesso Peter Tobin, che si è sempre dimostrato riluttante a collaborare con le autorità, durante un colloquio con lo psicologo del carcere dov’è ora rinchiuso, ha affermato di aver stuprato e ucciso quarantotto donne. Ha concluso quest’affermazione sfidando le autorità a provarlo. Altre fonti affermano che questa rivelazione sia stata fatta non allo psicologo, ma ha un altro detenuto.


Peter Tobin: dall'infanzia ai tre matrimoni

Il serial killer Peter Tobin all'uscita da un processoNato nel '46 in una cittadina a sud di Glasgow, Johnston, Peter Britter Tobin è il secondo di otto figli.
Sin da piccolo viene obbligato dai suoi ad andare alla messa ogni giorno.
A soli sette anni, i genitori decidono di mandarlo in una "approved school", una sorta di riformatorio, a causa della sua personalità già violenta e difficile da gestire.

Questo indottrinamento forzato e in particolare alcuni passi della Bibbia hanno influenzato la personalità del futuro omicida: per esempio gli inquirenti sono certi che Tobin considerasse, e consideri tutt'ora, il ciclo mestruale come un’ impurità da mondare.

A questo proposito, il suo comportamento è sovrapponibile - almeno secondo il criminologo David Wilson - a quello di un serial killer ancora dall'identità sconosciuta, ma soprannominato Bible John. Questi ha ucciso tre donne a Glasgow alla fine degli anni sessanta, approcciandole nel locale The Barrowlands, una nota balera dell'East-End. Le tre vittime di Bible John vennero seviziate e strangolate. Tutte, al momento del loro assassinio, avevano il ciclo mestruale.

The Barrowlands era frequentato da Tobin in quegli stessi anni, quando, più che ventenne, conosce la prima delle sue mogli, la diciassettenne Margareth Mountney, che dopo una breve corteggiamento fatto di inviti, galanterie e regali, sposa.

Va ricordato che un tassista, l'ultima persona ad aver visto in vita una delle vittime attribuite al serial killer Bible John - Helen Puttock -, affermò che l’uomo in compagnia della donna diceva di chiamarsi John e che, durante il tragitto, citava correttamente alcuni passi della Bibbia. Questa versione venne confermata dalla sorella vittima, presente essa stessa sul taxi per un breve tratto di strada.
Confrontando l'identikit del presunto omicida di allora e le foto di Tobin di quel periodo non si può, sempre secondo il dottor Wilson, non notare una marcata somiglianza.

Il giovane Tobin, nonostante il suo passato burrascoso, è un uomo affascinante e intelligente (così come un altro serial killer trattato sulle pagine di LaTelaNera.com, Ted Bundy) e non fa fatica ad approcciare donne e a venire ricambiato. La prima moglie è la dimostrazione di ciò, vista la brevità del loro fidanzamento conclusosi velocemente con le nozze.

Dal momento del matrimonio, però, il comportamento di Tobin muta radicalmente. L'uomo diventa aggressivo e violento. L'unione di Peter e Margareth viene segnata da numerosi stupri e violenze domestiche a cui la donna sottostava per paura di venir uccisa. È agli atti una aggressione compiuta da Tobin nei suoi confronti, in cui la donna venne accoltellata tanto gravemente che i vicini di casa si accorsero che il suo sangue colava dal loro soffitto.

Nonostante le violenze, Margareth non lo lascia, e i due si trasferiscono da Glasgows a Brighton nel 1969.

Il killer Peter Tobin in gioventùC'è da notare che questo trasferimento coincide quasi perfettamente con la fine degli omicidi attribuibili a Bible John nell'area di Glasgow.

Quando Tobin viene arrestato per furto con scasso, Margareth finalmente divorzia da lui.

Dal suo rilascio, avvenuto nell'ottobre del 1962, Tobin resta a Brighton per i successivi vent'anni.
A sole tre settimane dalla sua liberazione, sposa la sua seconda moglie Sylvia Jefferies da cui ha due figli, un maschietto e una bimba morta poco dopo il parto per problemi respiratori. Anche con Sylvia l'idillio dura poco e la donna viene sottoposta a sua volta a innumerevoli violenze, comprese pratiche di strangolamento durante i rapporti sessuali, che la convincono a divorziare da Tobin nel 1966.

Per la maggior parte degli anni ottanta, Tobin sembra essere rimasto lontano da ogni tipo di delitto, anche se adesso la polizia sospetta che facesse parte di una banda di motociclisti chiamata "Rising Sun".

Nel 1989 Tobin sposa la sedicenne Cathy Wilson. Da lei ha un figlio, Daniel. Anche in questo caso, il comportamento dell'uomo, inizialmente gentile e affascinante, muta con il matrimonio, rivelando ancora una volta la sua natura violenta.

Tobin arriva a minacciare di uccidere il figlio se la moglie avesse cercato di lasciarlo. La costringeva ad assistere mentre aveva rapporti violenti con prostitute addescate per strada. Queste donne avevano tutte un aspetto adolescenziale, piccole e magre come ragazzine. Ancora una volta l'uomo era in grado di eccitarsi solo tramite strangolamento della propria partner.

Cathy riucì a fuggire di casa nel marzo del 1990, lasciando a Peter Tobin il figlio Daniel.

Tutte e tre le mogli, intervistate, ricordano una vita violenta, scandita da salmi biblici intonati dal marito a ogni violenza compiuta su di loro.


Peter Tobin: il primo crimine violento riconosciuto

Nel 1994 Peter Tobin viene riconosciuto colpevole dello stupro, dell'aggressione e del tentato omicidio di due quattordicenni, avvenuto nel suo appartamento di Havant il 4 agosto del 1993.

Il serial killer Peter Tobin da giovaneLe due ragazze, che conoscevano l'uomo per aver fatto da babysitter a Daniel, erano andate a trovare una sua vicina di casa e non trovandola, avevano suonato alla porta di Tobin, che le aveva fatte entrare. Davanti agli occhi del figlio, le aveva minacciate con un coltello e le aveva costrette ad assumere uno psicofarmaco, la anatriptalina, che causa debolezza e capogiri. Le aveva anche obbligate anche a bere sidro forte e wodka.

Ne violenta una e accolta l'altra. Poi apre il gas e scappa con il figlio, convinto che le due sarebbero morte.

La fortuna invece vuole che una delle ragazzine riusca a riprendere conoscenza cinque ore dopo, e a telefonare alla polizia. Peter Tobin evita la cattura immediata nascondendosi in una comunità religiosa a Coventry, ma viene arrestato quando si sposta a Brighton.

Viene condannato a una pena di 14 anni per stupro più 5 per aggressione, da scontare contemporaneamente.
Trascorre 10 in carcere. Nel 2004, cinquantottenne, viene rilasciato e si trasferisce a Paisley, in Scozia.

Siccome era un aggressore sessuale segnalato, doveva andare regolarmente a firmare al posto di polizia. Circa un anno dopo sparisce, cambiando nome.

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Dossier scritto da:
Cristiano Rimicci

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