Yurei, i fantasmi giapponesi
I fantasmi della tradizione giapponese: cosa sono, come evocarli, come riconoscerli, come scacciarli
Chi ha visto il film premio Oscar 2009 Departures sa quanta cura i giapponesi mettono nella preparazione dei defunti.
Lo stesso spettatore però, forse, non sa che tale cura, oltre che per rispetto al defunto, è necessaria affinché la sua anima, il reikon, si possa recare nell'aldilà per prendere il posto tra gli antenati, e tornare poi a trovare i vivi solo ad agosto, in occasione della festa Obon.
Se ciò non avviene, oppure se la morte è stata violenta o, ancora, ci sono tra i parenti delle forti emozioni che trattengono lo spirito nel mondo dei vivi, allora il reikon si può trasformare in yūrei e le visite possono diventare più frequenti e, talvolta, fastidiose.
Gli yūrei (nome composto da yū "flebile", "evanescente", ma anche "oscuro", e rei "anima" o "spirito") sono quindi i fantasmi in versione nipponica e possono infestare tanto le persone quanto gli oggetti e i luoghi.
Compaiono in luoghi ben definiti: appunto dove furono uccisi, dov'è abbandonato il corpo, appresso al loro assassino, dove vivono le persone amate e perse.
Yūrei: come scacciarlo
Per scacciarli devono essere compiuti i dovuti rituali funebri, eventualmente mancati, oppure devono essere sciolti i legami che li trattengono tra i vivi.
Nei casi più ostinati, occorre procedere a dei veri e propri esorcismi, il più semplice dei quali consiste nel soddisfare le necessità dello spettro. Se, per esempio, il suo corpo è privo di sepoltura, l'esorcismo consisterà nell'andare a cercarlo e dargliela.
Nel caso di alcuni yūrei speciali, gli onryō (si veda sotto), l'esorcismo consiste nel compiere la vendetta che l'anima sofferente persegue. Se la vendetta non fosse realizzabile (metti il caso dell'assassino da uccidere che fosse già morto per conto suo), l'esorcista dovrà procedere con dei diversi riti.
Tra i più interessanti ne citiamo uno della tradizione shintoista: preso un ofuda, cioè un foglio con su scritto il nome di un kami (in breve un'onorificenza per gli spiriti sacri, ma la spiegazione del termine è molto più complessa), lo si preme sulla fronte del posseduto, oppure lo si sparge nel luogo infestato, finché lo yūrei non se ne va, se il metodo non funzionasse, beh... andrà cambiato l'esorcista.
Yūrei: come evocarlo e riconoscerlo
Per far manifestare un yūrei, invece delle nostrane sedute spiritiche, in Giappone usano un gioco (Hyakumonogatari Kaidankai): dopo aver raccontato a turno una storia kaidan (horror) e spento una luce a testa, se sono fortunati/sfortunati, dopo l'ultima luce spenta i partecipanti si ritroveranno in casa un bel yūrei.
Inizialmente gli yūrei non erano rappresentati in maniera diversa dai vivi, poi, con lo sviluppo della letteratura, della pittura e del teatro, iniziarono a essere descritti e raffigurati con delle precise caratteristiche immediatamente individuabili dal pubblico.
Quindi come si riconosce un yūrei?
Diciamo che, se capitate in Giappone e incontrate qualcuno con dei lunghissimi capelli neri, con addosso una veste bianca molto ampia, un tipo che fluttua senza che riusciate a vedere la parte inferiore del corpo, con gli avambracci tesi in avanti e le mani prive di forza piegate ai polsi verso terra, uno accompagnato da un paio di fiammelle viranti tra il blu e il viola, ecco, allora, o siete entrati inavvertitamente in un teatro oppure quello è proprio un yūrei.
Se lo yūrei portasse avvolto alla testa anche un fazzoletto bianco piegato con un angolo verso l'alto, a formare un triangolo sulla fronte, allora, non solo sarete di fronte a un fantasma giapponese, ma, sorridete, perché probabilmente sarete finiti dentro a un manga.
Yūrei: tutte le sue forme
Concludiamo elencando varie forme di yūrei, perché i giapponesi sono precisi e non potevano di certo lasciare i fantasmi senza catalogazione.
Jibakurei: spirito di un suicida o di qualcuno morto con dei rimpianti, infesta un particolare luogo.
Hyōirei: spettro che si insinua nel corpo di un vivente.
Ubume: spiriti di madri morte durante il parto, oppure senza sapere cosa sia accaduto ai figli; sono mansueti e agognano l'incontro con i propri figli.
Onryō: fantasma vendicativo che perseguita colui che l'ha maltrattato in vita.
Goryō: spiriti di nobili uccisi per congiure di palazzo o traditi dai propri servitori, tornano sempre per vendetta.
Funayūrei: spettri di marinai periti in mare; se salgono su una nave la fanno affondare.
Zashiki-warashi: fantasmi di bimbi, spesso molesti.
Gaki: nati e diffusi nell'ambito della cultura buddista, sono spettri di viziosi morti nel loro vizio, per ciò sono condannati a desiderare di sfamarsi e dissetarsi invano con particolari oggetti, spesso sono disgustosi e avviliti.
Jikininki: una variante del precedente condannata a cibarsi di cadaveri.
Ikiryō: particolare forma di spirito che si manifesta quando la persona è ancora in vita per un forte desiderio di vendetta verso un nemico, oppure se è in coma può apparire vicino ai familiari.
Fonti:
http://en.wikipedia.org/wiki/Yūrei
http://it.wikipedia.org/wiki/Yūrei
http://it.wikipedia.org/wiki/Kaidan
http://it.wikipedia.org/wiki/Departures
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