100% Horror e Musica: l'intervista all'autore Pietro Gandolfi

Libri > Interviste > LaTelaNera.com ha messo sul piatto Pietro Gandolfi, autore del romanzo William Killed The Radio Star, e l'ha fatto girare per bene...

100% Horror e Musica: l'intervista all'autore Pietro Gandolfi [La Tela Nera]: Ciao Pietro, benvenuto sulle pagine di LaTelaNera.com. Presentati ai nostri lettori: chi sei, cosa fai, cos'hai scritto, in quale ambito crei?
[Pietro Gandolfi]: Ciao a tutti, grazie per lo spazio che mi concedete: è sempre un bene parlare del "lato oscuro", serve a tenere sveglio l’interesse per le nostre passioni!
Mi chiamo Pietro Gandolfi e prima di ogni altra cosa sono, appunto, un appassionato di horror sotto qualsiasi forma, sia si tratti di cinema, sia si parli di letteratura e fumetto. Scrivere è il mio modo per dare un piccolo contributo a questo fantastico universo fatto di paure e incubi. Se riuscissi a far vivere certe emozioni anche solo a pochi lettori, potrei già dire di avere raggiunto il mio obiettivo.
Scrivo da sempre, anche se ho concentrato molto la mia attività negli ultimi quindici anni. Lo faccio per passione, perché purtroppo farlo per lavoro è praticamente impossibile, dalle nostre parti. Ma non mi lamento, l’importante è crederci e da parte mia lo faccio ogni volta in cui mi metto davanti al pc.
Ho esordito ufficialmente nel 2012 sull’antologia Il Paese dell’Oscurità, a fianco di nomi prestigiosi, e nell’anno seguente ho pubblicato la mia antologia personale Dead of Night, seguita a breve dal romanzo La ragazza di Greenville. Qualche apparizione qua e là e poi arriva William Killed the Radio Star, per Dunwich Edizioni. Sempre con loro ho partecipato al primo Poker d’orrore, per il quale ho scritto un racconto lungo e ideato il personaggio che fa da cornice al progetto, il Costruttore. In ordine di tempo l’ultima collaborazione è stata per La mela avvelenata, sul secondo numero del loro Urban Italian Legend.
A contrario delle ultime tendenze, quelle che vogliono mischiare generi e stili, io sono fiero di affermare che scrivo horror al 100%. Lo stile è mio e devo dire di non avere trovato niente di simile nel panorama italiano – che sia una cosa buona o meno non sta a me stabilirlo! – ma alla fine lo scopo è quello di allacciarsi a una lunga tradizione.

[LTN]: Quali sono gli autori dai quali ti senti maggiormente influenzato a livello artistico?
[PG]: Sono figlio degli anni ’80 e primi ’90, ma in generale mi fa impazzire tutto quello che l’orrore ha prodotto dagli anni ’70 in poi. Se parlassimo di cinema – e perché non farlo? – direi che la mia passione nasce dal New Horror in poi. Nella letteratura ho adorato Richard Laymon, Clive Barker e tutto il movimento Splatterpunk: mi piace anche Stephen King, certo, ma preferisco gli autori un po’ più "agili", capaci di andare dritto al cuore del caos! Sono molto influenzato anche dal cinema, come dicevo, da George A. Romero, John Carpenter, Brian Yuzna, Stuart Gordon e compagnia bella. Apprezzo sia l’horror più visivo sia quello più "intimo".Quello che cerco di fare, spesso, è legare i due approcci.
Per completare direi di essere stato influenzato anche dal fumetto: il primo Dylan Dog, Hack/Slash, il materiale della Chaos e tanto altro, anche fuori dal genere.

[LTN]: Parlaci del tuo libro William Killed The Radio Star. Quando hai avuto le prime idee? Quando hai cominciato a lavorarci? Quanto tempo ha richiesto la sua scrittura?
[PG]: Scrivo di continuo, senza fermarmi mai, rallentando giusto nei periodi nei quali mi concentro sulla promozione, quindi William Killed The Radio Star non è che uno dei tanti lavori prodotti negli ultimi anni. Risale ormai a più di due anni fa e l’ispirazione iniziale è stata data da un fatto di cronaca tutto italiano che però non posso menzionare per non anticipare nulla sullo sviluppo della vicenda. A chiunque interessi, sono disposto a rivelarlo solo dopo la lettura del romanzo!
La stesura iniziale mi ha occupato alcuni mesi, lavoro – quello vero – permettendo: il mio approccio è estremamente pulp, nel senso che scrivo parecchio, come se dovessi mantenermi vendendo a parola o a pagina. Per me è importante, lo ritengo un metodo di lavoro umile: insomma, non sono uno di quelli che sta fermo in attesa dell’ispirazione, ci do dentro di brutto!

La copertina del romanzo William Killed The Radio Star[LTN]: Di cosa parla il tuo libro? Si tratta di un'opera destinata a un lettore ben preciso?
[PG]: Alla fine il libro è stato apprezzato anche da chi il nostro genere non lo mastica e questa cosa è importante. Scrivo per tutti, per le persone comuni come me, senza perdermi in esercizi di stile fini a se stessi, mantenendo la scrittura leggera e dinamica. Certo, chi conosce un certo cinema e una certa letteratura apprezzerà di più l’atmosfera e le citazioni!
William Killed the Radio Star parla di DJ Jazz, il conduttore di una trasmissione notturna presso una piccola stazione radio di provincia. Siamo nel nord degli States e a complicare le cose arriverà una terribile tempesta di neve che costringerà Jazz e i suoi collaboratori a rimanere bloccati nell’edificio. La storia si dipana tutta in una notte e una buona parte del libro è ambientata durante la diretta radio: tutto prende il via dalla notizia della morte di William Heart, una rock star locale e dalle conseguenze che la sua scomparsa avrà sulle vite dei protagonisti. Jazz e William, in passato, hanno avuto dei diverbi e il DJ non si è mai risparmiato nel criticare apertamente la musica dell’altro e il suo discutibile approccio col successo. Ma William è davvero morto? In ogni caso lo speaker dovrà fare i conti con le conseguenze delle sue parole.
È un libro che parla proprio di questo, del potere della parola, dell’importanza che ha quanto diciamo, anche in forma privata, non per forza a una trasmissione radio! C’è tanta musica – altra mia passione, sono anche il leader dei Bringer of War, epic metal band – tanto sesso e tanto sangue. Diciamo che quando si arriva al dunque non sono quello che si tira indietro, anzi!

[LTN]: Qual è la sua caratteristica che lo rende migliore e unico rispetto a tanti altri sul mercato?
[PG]: Ovvio, non sta a me dirlo, ma penso sia il fatto di avere voluto scrivere un libro – e in fondo tutto quello che faccio – di un genere ormai assente dai nostri scaffali da troppo tempo. È giusto dare spazio ai nostri autori, sarei un pazzo ad affermare il contrario, ma autori come Brian Keene e Jack Ketchum noi li vediamo solo di rado. Mi ritengo figlio di un horror internazionale ed è ciò che cerco di produrre. A volte mi capita di raccontare storie legate alla nostra terra e alle nostre tradizioni – ce ne erano esempi in Dead of Night – ma alla fine torno sempre al mio amore primordiale!

[LTN]: Hai pubblicato William Killed The Radio Star con la casa editrice Dunwich Edizioni. Ti hanno "scoperto" loro, li hai contattati tu, già vi conoscevate? Che tipo di editing e lavorazione ha svolto il loro staff sulla tua opera?
[PG]: Ho iniziato a collaborare con Dunwich nel modo più tradizionale possibile: ho inviato loro il mio romanzo, è piaciuto e mi hanno contattato. La dimostrazione che se si lavora con passione non servono "amicizie". Mauro Saracino e i suoi collaboratori si sono dimostrati fin da subito molto professionali, l’editing l’abbiamo curato assieme, passo dopo passo, suggerendoci a vicenda idee e stimolandoci a migliorare. Anche se per il momento è una piccola realtà, l’attitudine è quella vincente: bisogna crederci e lavorare sodo. Sono un disastro a fare previsioni, ma se non è questo l’approccio che porta a grandi successi, non so quale sia!

[LTN]: Chi ha curato la copertina del tuo libro?
[PG]: Se ne è occupata la casa editrice. Danno molta importanza alla parte grafica e il loro catalogo lo dimostra anche solo a un’occhiata superficiale. Nello specifico il lavoro è stato curato da Saber Core: è perfetto, rende l’idea senza rivelare troppo.

[LTN]: Stai sfruttando le enormi potenzialità del web per diffondere il tuo nome e importi all'attenzione del pubblico? Hai un sito web personale, una pagina Facebook, altri account social come Google+, Twitter, Pinterest, Tumblr e compagnia (digitale) bella?
[PG]: La maggior parte del lavoro lo faccio con la mia pagina facebook come autore un mezzo veloce e pratico per parlare con la gente. Poi, sempre su facebook ho anche un gruppo, Dead of Night.
Purtroppo fra lavoro e scrittura non mi rimane tempo per curare altri account, ma diciamo che se qualcuno mi vuole cercare questi mezzi sono sufficienti. Sono sempre disponibile, soprattutto quando si tratta di riceve feedback utili al mio lavoro!

[LTN]: Come è stata organizzata la promozione del tuo libro? Ti sei affidato completamente alla casa editrice? Hai contribuito anche tu? Che canali avete battuto per avere visibilità? Avete organizzato presentazioni?
[PG]: Anche in questo caso abbiamo collaborato. Sia loro sia io ci siamo rivolti, e ancora lo stiamo facendo, a siti che trattino il genere. Ho ricevuto delle fantastiche recensioni e non me lo sarei aspettato. Vivo a Piacenza, un posto tagliato fuori da qualsiasi movimento o interesse per l’horror, quindi capire quanto il mio lavoro sia apprezzato, bè, è stato davvero piacevole.
Le presentazioni, almeno per il momento, le ho tenute principalmente nella mia zona. Ho partecipato al Pandino Fantasy Books, una bella fiera dedicata al fantastico. Sono stato esposto nella vetrina di una libreria della mia città – sì, proprio io, personalmente – dove accoglievo i lettori uno a uno per parlare del libro. Sono stato anche ospite di una trasmissione radio, Protagonisti, su RTL 102.5, perché ho scoperto che il conduttore, Roberto Uggeri, è un mio lettore: in contemporanea il programma è stato trasmesso anche sul loro canale televisivo.
Poi ci sono state presentazioni più tradizionali fra le quali il prestigioso Dal Mississippi al Po, un festival musicale/letterario. Fra le tante, una bella occasione è stata quella di presenziare al Salone del Libro di Torino, ospite della casa editrice. Infatti, la versione cartacea di William è uscita proprio in tale occasione.
Insomma, ci stiamo dando da fare e non ci fermiamo di certo qui: bisogna esserci, farsi vedere, urlare a tutti quanto la nostra voglia di fare sia tanta. L’orrore è qualcosa di radicato in me, che mi riporta alla mia infanzia e a quasi tutti i periodi della mia vita, il minimo che possa fare è sbattermi per trasmettere lo stesso entusiasmo in chi mi legge. Come dico spesso, Horror Rules!

[LTN]: Su cosa stai lavorando al momento?
[PG]: Mi sono concentrato su alcuni racconti e al momento sto scrivendo "un qualcosa" che ancora ignoro se si trasformerà in un romanzo o in un romanzo breve: parte come una crime story solo per dirigersi poi in tutt’altra direzione. E se avete letto le mie parole, capirete non trattarsi di un romanzo rosa! Comunque ho già pronti almeno quattro o cinque romanzi, altrettanti romanzi brevi e una camionata di racconti. Ci sono anche tanti romanzi che ho scritto nel corso degli anni, ma che dovrei riscrivere da capo a causa dello stile ancora acerbo che avevo all’epoca. In genere mi piace prendere questi storie e trasformarle in qualcosa di diverso, tipo una sceneggiatura.
Ho anche qualche timido contatto per esordire nel mondo del fumetto, speriamo di potere ampliare le mie collaborazioni. Ho anche una sceneggiatura cinematografica nel cassetto, scritta con un amico filmaker, Giuliano Albertelli, e quando i tempi saranno maturi vedremo di trarne un film.

[LTN]: Prima di lasciarci consiglieresti ai nostri lettori un libro uscito nell'ultimo anno che ti è particolarmente piaciuto?
[PG]: Sulle uscite attuali mi cogli un po’ impreparato. Ho l’abitudine di comprare libri e lasciarli sullo scaffale una vita, quindi leggo in un modo cronologicamente anarchico. Comunque mi è capitato di leggere i lavori di due amici che mi hanno colpito favorevolmente: Ombre di ghiaccio di Mauro Saracino – e non lo dico perché è il mio “boss” – e Madre nera di Nicola Lombardi. In parte ho poi apprezzato l’arrivo in Italia di un lavoro tanto atteso come Occhiali da sole dopo il tramonto di Nancy A. Collins – la prima parte è davvero ben fatta – e La notte degli Zombie di Jonathan Maberry, anche se poi si perde un po’ per strada. Consiglio poi di recuperare Hack/Slash, il fumetto cult di Tim Seeley finalmente approdato dalle nostre parti.
Grazie mille per l’attenzione e mi raccomando, non lasciate che i vostri incubi muoiano, nutriteli con regolarità! Horror Rules!


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100% Horror e Musica: l'intervista all'autore Pietro Gandolfi
Intervista realizzata da:
Pubblicata il 16/07/2014

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