Recensione Raccolta Horror
Malarazza

Libri > Recensioni > Malarazza, di Samuel Marolla, edito da Mondadori nel 2009 al prezzo di 4,90 euro. Leggi la trama.

Clicca per leggere la scheda editoriale di Malarazza di Samuel Marolla Samuel Marolla ha dato modo a una casa editrice quale la Mondadori di portare in tutte le edicole (all'interno della collana Epix) autentici racconti dell'orrore, un piccolo evento per il nostro mondo editoriale.
Qualcuno potrebbe obiettare che di antologie "horror" in giro se ne trovano già.
Vero.
Le differenze sono che in Malarazza trovate racconti pregevoli. Ottimi racconti di autentico orrore.
Niente fenomeni di moda. Niente categorie e sotto categorie a imbrigliare la capacità narrativa.
Per una volta sembra non si sia cercato di accontentare nessuno in particolare. E così facendo se ne sono accontentati tanti.
Non tutti, forse, ma a leggere le recensioni sparse per il web, direi proprio tanti.

C'è qualcosa di speciale che accomuna questi racconti: l'ottimo stile di Samuel. Uno stile capace di nutrire trame semplici e farle diventare mostri tentacolari e famelici. Uno stile che si assapora negli aggettivi debordanti ma controllati, che non infastidiscono ma, anzi, caricano nel migliore dei modi la scena di orrore e attesa per qualcosa di ancora peggiore, che abbiamo capito ci attende nella prossima stanza, dietro una semplice porta a vetri. Ecco, semplice.
Il filo conduttore, unico e impercettibile credo (temo) per molti lettori italiani che divorano tutt'altra narrativa, è proprio la semplicità. La paura, il terrore, non hanno bisogno di intelaiature pesanti e archetipi troppo complessi, anzi, è nel momento più banale della nostra giornata che il cambiamento ci mette davvero angoscia. Nell'atto quotidiano di cui conosciamo ogni fase ed esito, se le cose non vanno come dovrebbero si rizzano i peli sulle braccia e qualcosa dentro di noi avverte lo scricchiolio nel tessuto della realtà. Quella vecchia signora così gentile, coi denti ingialliti e le unghie sporche, cosa nasconde? Quella strada in agosto (in agosto! non servono per forza nebbia e oscurità autunnale per farci rabbrividire) dove conduce veramente? E la volete recuperare la chiave caduta nella scatola piena di carne putrefatta?
Pochi elementi bastano, nelle mani di chi scrive bene e sa quello che fa, per mettere le basi dell'orrore.

E prima di passare a dirvi quali sono i miei racconti preferiti, una nota che più personale non si può.
Vivo a Trieste e Milano la conosco davvero pochissimo. Qualche giorno fa ci sono stato per lavoro, e avendo un po' di tempo mi sono messo a camminare per raggiungere il luogo dell'appuntamento, situato poco più a nord nella zona di Cascina Gobba. Camminando tra le case e le villette, non tutte bene in arnese, mi è stato impossibile non subire il fascino di certi angoli, ammantati delle immagini che l'autore di Malarazza aveva donato alla città. Case soffocate dai rampicanti, viuzze più strette e sporche, una dannata pista ciclabile... è stato emozionante sentire le parole di quelle storie riemergere come bolle dalla bocca di un uomo che affoga.

Il racconto che metto al primo posto della mia personalissima classifica è La pista ciclabile. Mi ha riportato alla mente Orrore a Crouch End di Stephen King, con quella lenta camminata sul ghiaccio della normalità, che si crepa sotto i nostri piedi, dalla prima all'ultima parola, dove anneghiamo nel gelo della paura. E vado troppo spesso in bici per non sapere che questa storia mi tornerà in mente quando rientrerò nei tardi pomeriggi quando la luce inizia a svanire dai muri delle case.

Secondo, davvero per un'incollatura, Tè nero. L'insieme di elementi paurosi che minano le basi della realtà, l'influenza nefasta dell'entità che vive e permea la casa, la serra, le regole dell'inferno, il finale soffocante e terribile.

Al terzo posto Il giorno che era il giorno: una discesa ai confini della realtà, che ricorda la sorte di alcuni degli eroi di H.P. Lovecraft, condannati a vivere e venir sedotti dalla fonte dell'orrore.
Fin dall'inizio intuiamo e temiamo il finale, eppure non riusciamo a staccare gli occhi dal povero protagonista, indicando col dito quando ci accorgiamo che i tentacoli del "mostro" lo stanno avvolgendo, sperando che ci senta e se ne accorga. Sapendo che non sarà così.

Malarazza: come hanno detto altri prima di me, cercate questo libro.
Se apprezzate davvero l'orrore, non ve ne pentirete.


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Recensione del libro Malarazza
Recensione scritta da: Matteo Poropat
Pubblicata il 01/01/2010

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