OOPArt: Il Monolito di Pokotia

Il Monolito di Pokotia, emblema della cultura Pukara, è stato recentemente oggetto di nuovi ed affascinati studi

OOPArt: Il Monolito di Pokotia Il Monolito di Pokotia è un OOPArt molto particolare. Così come per la Fuente Magna (Vaso Fuente), giustificare la sua esistenza nel Sudamerica significherebbe riscrivere significativamente la storia di quel continente.

Ma andiamo con ordine.

Che cos'è il Monolito di Pokotia?
Si tratta una statua di pietra alta 1,7 metri, di forma umanoide e ricoperta di iscrizioni, che fu ritrovata nel 1960 a pochi chilometri dalla città di pietra di Tiwanaku.

Il manufatto è stato conservato per anni in Bolivia, senza essere studiato approfonditamente. Nel 2002 invece venne preso in carico da un gruppo di ricercatori che comprendeva anche Bernardo Biados e Freddy Arce, i due studiosi che già avevano lavorato sul Vaso Fuente.
Fu proprio questo nuovo gruppo do ricerca che si accorse dell'esistenza di ulteriori incisioni sul monolito, sicuramente meno visibili di quelle che ne adornano la parte frontale e superiore.

Alcune di queste iscrizioni sono state ritenute di estrema importanza da alcuni epigrafisti, che sostengono questa tesi: la scrittura lì riscontrata sarebbe proto-sumero pittografico.

Questo non può non farci pensare alla Fuente Magna, ritrovato anch’esso nella zona del lago Titicaca. Anche questa misteriosa scodella cerimoniale, reca delle incisioni cuneiformi, assimilabili al Sumero.

Ora il problema da porsi è: come hanno fatto i Sumeri a raggiungere le sponde del lago più alto del globo e dall’altra parte dello stesso?

Dall’analisi del Monolito si può affermare che sia antecedente alla civiltà Tiwanaku classica.
Secondo Yuri Leveratto, (dal cui lavoro è tratto buona parte del mio articolo) sarebbe addirittura antecedente alla civiltà Pukara stessa.

Il monolite di Pokotia in tutta la sua bellezzaCi sono parecchie discordanze sulla data effettiva della nascita della civiltà Tiwanacu, secondo alcuni si può partire dal 1600 a.C., altri la datano a partire dal 2000 a.C., fino ad arrivare alla teoria del padre dell’archeologia Boliviana, Posnasky: secondo il quale si può parlare di addirittura del 10000 a.C.

Quale che sia la data esatta, se il Monolite di Pokotia è antecedente, è plausibile pensare che possa essere contemporaneo alla civiltà Sumerica. L’unificazione delle città stato Sumere, a opera del re di Umma Lugalzaggisi, è avvenuta infatti, intorno al 2350 a.C.

Clyde Ahmed Winters azzarda addirittura una traduzione delle iscrizioni ritrovate sul Monolite, secondo le quali la statua rappresenterebbe un Oracolo il cui nome è Putaki.

Traduzioni alternative invece farebbero riferimento all'esplosione di una stella. Questa ipotesi la renderebbe contemporanea alla nascita dei famosi Manco Capac e Mama Ocllo, generati secondo la leggenda dal lago Titicaca.

Secondo lo studioso Bernardo Biados i Sumeri circumnavigarono l’Africa già nel terzo millennio prima di Cristo.
Se diamo per certa la sua ipotesi, avrebbero potuto anche giungere occasionalmente in Brasile, e da quel punto avrebbero potuto esplorare il continente risalendo gli affluenti del Rio delle Amazzoni, in particolare il Madeira e il Beni. Le imbarcazioni Sumere erano infatti perfette per risalire il corso dei fiumi.

Se quanto detto fin’ora fosse realmente accaduto, sarebbero tranquillamente potuti arrivare all’altopiano delle Ande.
Così è possibile che sia siano mischiati alle genti Pukara che a loro volta provenivano dall’Amazzonia e ai popoli Colla.

Se poi alcuni avessero fatto ritorno in patria, si spiegherebbero anche, per esempio le foglie di tabacco triturate, usate in Egitto per contribuire a preservare il tessuto corporeo di alcune mummie.

Non solo, alcuni test fatti sulle stesse, dimostrano che i resti mummificati contenevano notevoli quantità di nicotina, la componente narcotica del tabacco, e cocaina un alcaloide psicotropo presente nelle foglie della pianta di coca, di origine esclusivamente sudamericana.

A conti fatti, a mio avviso, è davvero possibile che i Sumeri siano giunti in sud America.

Magari non nei modi che pensiamo noi, magari non nei tempi che pensiamo noi, di fatto questi oggetti: il Monolito di Pokotia, il Vaso Fuente da un lato, il tabacco e la cocaina dall’altro non lasciano molte altre possibilità di interpretazione.

Le relazioni tra gli antichi popoli vissuti sul nostro pianeta saranno ancora per molti anni al centro di numerosi studi e ricerche.
E l'approfondimento di reperti e manufatti quali il Monolito di Pokotia non potrà che aiutare a fare chiarezza sull'argomento.
La via per la conoscenza passa anche da OOPart come questo.

Chi vuole vedere con i propri occhi Monolito di Pokotia può farlo visitando il museo dei metalli preziosi a La Paz in Bolivia, dove è conservato da qualche anno.

Un primo piano delle incisioni sul Monolito di Pokotia


Fonti:
http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=99
http://www.antikitera.net/download/Sigari_faraonici.pdf
http://www.margheritacampaniolo.it/tiwanaku.htm


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OOPArt: Il Monolito di Pokotia
Articolo scritto da: Polissena Cerolini
Pubblicato il 24/08/2011

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