I Centauri, metà uomini e metà cavalli

I Centauri, creature abbarbicate sulle pendici della Grecia Classica dalle sembianze umane nella parte superiore del corpo e di cavallo nella porzione inferiore

I Centauri, metà uomini e metà cavalli Nelle foreste abbarbicate sulle pendici della Grecia Classica vivevano, oltre agli umani, molteplici esseri fantastici e animali mitologici. Tra questi i centauri, creature dalle sembianze umane nella parte superiore del corpo e di cavallo nella porzione inferiore.

Parliamo di "sembianze umane" e non di "uomini", perché, benché non si abbiano notizie certe di centaure, supponiamo che tranne i primi (come vedremo), i tanti centauri della mitologia dovevano avere per forza anche la mamma.

Fatta questa premessa, come per ogni altra specie discendente o aspirante all’Olimpo, il mito narra diverse leggende sull'origine della specie. Secondo le più semplici, i centauri nacquero dall’amore tra Issione (il re dei Lapiti) e la dea Era, moglie nonché sorella maggiore di Zeus.

Nella forma più complessa si narra invece, come in una moderna soap opera in un gioco di inganni e rivelazioni, di intrecci tra parenti e affini tipico degli Dèi, che Issione avesse creduto di concupire con Era, ma, in realtà, avesse ingravidato Nefele, una donna creata appositamente da Zeus modellando una nuvola (in greco nefele significa appunto nuvola).

Da qui le versioni si sdoppiano: nella prima, il rapporto tra Nefele e Issione andò a buon fine e nacque, appunto, Centauro, il capostipite della sua specie.

Nella seconda, invece, Zeus non inviò la nuvola con le sembianze di sua moglie per compiacere Issione, ma per coglierlo, letteralmente, in fallo. L’inganno a quanto pare funzionò e Issione, scoperto nel tentativo di cornificare Zeus, fu legato a una delle ruote di fuoco del carro di Apollo e condannato a girare perennemente nel cielo.
[Ecco spiegato il diffuso accostamento tra peli e carri]

Un'ennesima versione della leggenda assegna direttamente a Zeus l’onore della generazione dei centauri: senza bisogno di intermediari, il più potente tra gli Dèi, noto fecondatore compulsivo, si sarebbe unito alla ninfa Nefele, guarda caso presente in forma di nuvola, donando al mondo il primo reggimento di cavalleria armata.

Infine, come approfondiremo più avanti, altre voci attribuiscono la paternità di alcuni tra i selvatici uomini cavallo a Saturno o a Crono, in alternativa e con amplessi rigorosamente separati.

Ma veniamo ai centauri veri e propri.

Molte leggende li raccontano brutali e rozzi, ma, d’altro canto, non si comprende come con degli zoccoli al posto dei piedi qualcuno potesse aspettarsi molto di diverso.

Pare che un giorno, invitati in Tessaglia alle nozze del re Piritoo con Ippodamia (colei che doma i cavalli, un nome una garanzia), durante il banchetto nuziale e in preda ai fumi dell’alcol, i centauri tentarono di stuprare la sposa e tutte le donne e fanciulli presenti. La battaglia che fu ingaggiata per impedire l'abuso sessuale di massa prese il nome di centauromachia. Alla fine della stessa, i centauri sconfitti si ritirarono sulle montagne da dove erano discesi.

Il più noto tra i centauri è Chirone. Regolarmente residente in una grotta della Tessaglia, al contrario dei suoi simili, era saggio e amico degli uomini. Secondo gli antichi testi, gli fu addirittura affidata l’educazione di molti semidei ed eroi greci tra i quali una classe intera formata da: Achille ("Presente", "Rimettiti i calzari, subito!"), Asclepio ("Assente, è malato"), Diomede ("Presente"), Eracle ("Assente", "’Sto ragazzo fatica troppo, dovrò parlare con suo padre"), Giasone ("Presente"), Teseo ("Presente", "Metti via quel filo e stendi il rotolo k-y; leggiamo insieme: il Minotauro vive, ancora, a Creta…").

Ovviamente, anche sulla nascita di Chirone esistono diverse versioni. Una di queste lo vede nato dall'amore di Crono e Filira, una figlia di Oceano. Per un’altra, Filira si accoppiò con Saturno, entrambi sotto sembianze equine. Dal padre Chirone ricevette l’immortalità, ma dato l’aspetto mostruoso di metà uomo e metà cavallo, il centauro fu abbandonato dalla madre, dopo il parto in una clinica veterinaria. Destinato al pascolo brado, Chirone fu trovato e adottato da Apollo, il quale gli insegnò di tutto: dal divinare sciagure e fortune al guarire uomini e donne, dal tirare con l’arco al cacciare con la fionda.

Molti testi tramandano il ferimento di Chirone da parte di Eracle, personaggio fondamentale in quasi tutte le vicende dei centauri. Ecco come andò l’incontro tra il maestro e l’ex allievo.

Nel tentativo di portare a termine le dodici fatiche assegnateli dal destino, Eracle, a caccia del cinghiale di Erimanto, giunse nei pressi della caverna del centauro Folo. Questi non aveva il temperamento selvaggio della sua stirpe, ma si distingueva per saggezza e bontà, quindi accolse l’eroe servendogli cibi cotti e offrendogli del vino donato da Dioniso. Ben presto, attirati dall’odore inebriante del liquido dionisiaco, i centauri della montagna, a migliaia, imbizzarriti e armati, assalirono la grotta di Folo. I due (forse temendo di fare la fine di Ippodamia) furono costretti a uscire ed Eracle, a colpi di torcia e di frecce, fece una strage. Non contento, l’eroe inseguì i centauri sopravvissuti fino alla grotta di Chirone.

Folo, esterrefatto davanti allo sterminio dei suoi simili, raccolse una freccia di Eracle per osservare come avesse potuto fare tanto danno. Beffardo, il mito narra che la freccia, sfuggitagli di mano, gli cadde sul piede (piede? E gli zoccoli? Va be'...) avvelenandolo all’istante.
[E poi si chiedono perché sia meglio non aprire agli estranei]

Nel frattempo, durante il combattimento davanti alla sua grotta, Chirone fu colpito per sbaglio da una freccia di Eracle, ma, essendo immortale, si fece una risata. La sua ferita però era comunque infetta perché le frecce erano state intinte nel sangue venefico dell’Idra di Lerna.

Per notizia, l’Idra era un altro animale fantastico di quei tempi che, prima di perire sotto i colpi del solito Eracle, possedeva nove teste dotate del potere di ricrescere in numero di due per ogni singola decapitazione (un po' come certi partiti politici italiani).

Comunque, il povero Chirone nonostante fosse un medico d'eccellenza non riuscì mai a trovare un rimedio che lo guarisse e, per centinaia d'anni, visse in preda a dolori e indicibili sofferenze che lo portarono alla disperazione.

Alla fine il saggio centauro fece un curioso scambio di destino con Prometeo, il quale, divenuto mortale per i suoi attriti con Zeus, riebbe da Chirone l’immortalità lasciando a lui la libertà di morire. Impietosito Zeus volle Chirone accanto a sé in cielo e diede origine alla costellazione del Centauro.

Ma continuiamo la storia dei centauri con il detto "chi la fa l’aspetti", infatti è proprio per colpa di un centauro che Eracle trovò la morte. L’intero ciclo dell'eroe, fatto di lotte, fatiche, drammi, violenze e partite a domino, giunse a una fine in seguito all’episodio che coinvolse il centauro Nesso.

Dopo il trambusto conseguente alla morte di Folo e al ferimento di Chirone, alcuni centauri fuggirono dalle montagne sulle rive del fiume Eveno. Lì, Nesso, che evidentemente aveva l’occhio per gli affari, aprì un'attività di traghettatore e iniziò a trasportare le persone da una sponda all’altra del fiume.

Volle il destino che un giorno giungesse al molo Eracle con la sua sposa Deianira. Dato che il fiume era in piena, l’eroe chiese a Nesso un aiuto per trasportare Deianira. Facendo lo sborone, Eracle volle attraversare il fiume a nuoto mentre Nesso traghettava sua moglie. Non sappiamo se perché memore del passato, oppure perché in preda alla propria natura di stallone, Nesso cercò di violentare Deianira. Eracle però si voltò e, colto dall’orrore, colpì il centauro diritto al cuore. Morendo, Nesso dette alla giovane donna un po’ del suo sangue (o sperma misto a sangue, in alcune versioni più splatter), dicendole che era una pozione d’amore che le avrebbe garantito la fedeltà del marito...

Deianira abboccò come un luccio e un giorno, gelosa del marito e ignorando che le frecce avvelenate di Eracle avevano infettato anche il sangue di Nesso, spruzzò la pozione su una tunica che il marito doveva indossare in un torneo lontano da casa. Fu così che, con la veste in dosso e il veleno a mangiargli la carne, Eracle morì in una lunga e atroce agonia.
[Quella data divenne poi, nei secoli, il giorno del ringraziamento per i centauri]

Un mito minore racconta un ulteriore legame tra Eracle, Deianira e i centauri. Niente di nuovo però, si tratta ancora di donne, nozze, stupri e rapimenti e, dopo aver ucciso l’ennesimo centauro (stavolta di nome Euritone), Eracle fa la medesima fine.

E arriviamo al presente: a oggi i centauri sono stati avvistati in almeno due luoghi.
Nella foresta proibita che circonda la scuola di magia frequentata da Harry Potter, vive un gruppo di centauri, tra cui Fiorenzo, il quale salva il giovane Harry da Lord Valdemort e, grazie al suo potere di chiaroveggente, insegna la materia di Divinazione nella scuola per maghi.

Fiorenzo a parte, difficile individuare i centauri nella foresta di Hogwarts, molto più semplice ammirarli in cielo, là dove si sono rifugiate tutte le divinità olimpiche nello splendore notturno. Anzitutto, dall'emisfero sud e dai territori più a meridione dell'emisfero boreale possiamo vedere la costellazione del Centauro (quella di Zeus, da non confondersi con quella del Sagittario che è raffigurata con un centauro solo per caso) già nota fin dall'antichità, quando poteva essere ancora avvistata anche nel bacino del Mediterraneo.

Dai testi di astronomia, apprendiamo poi che un Chirone fu scoperto nel 1977. Riclassificato diverse volte, il neo corpo celeste fu ritenuto troppo piccolo per essere un pianeta e fu declassato ad asteroide. Ma la fascia degli asteroidi veri e propri è tra Marte e Giove, intervenne qualcuno, e non tra Saturno e Urano dove si trovava Chirone, quindi cos'era quel sasso? Sul momento gli scienziati si accordarono per la definizione di planetoide, ma nel 1989, colpo di scena: Chirone mandava sporadici chiarori di intensità variabile! Libri e codici galattici alla mano, fu quindi promosso nientepopodimeno che a cometa.

Dopo Chirone, altri centauri come lui sono arrivati alla ribalta dei telescopi e quindi è stata creata una classe tutta per loro, i centauri appunto, abbandonando anche le comete.

Esistono per ora altri cinque centauri oltre a Chirone, alcuni denominati solo con lettere e date in attesa di nomi veri e propri. Per i più attenti ci sono già 2060Chirone1977ub, 5145Folo1992ad e 7066Nesso1993ha2, guai a chi chiede «attenti a cosa?»
La presenza di questi corpi celesti nei temi natali è diventata oggetto di studio anche dell’astrologia, per cui non vi stupite se un giorno, facendovi l'oroscopo, qualche astrologo vi dirà che avete un Centauro in congiunzione con Venere, niente di più facile.

L'ultimo non-luogo dove risiedono i centauri è rappresentato dalla simbologia dove, da sempre, rappresentano la primordiale natura animale e, chissà perché, le passioni più primitive degli istinti maschili. Chirone, invece, anche in questo campo impersona il guaritore ferito che attraverso il dolore e la sofferenza arriva alla salvezza, via intrapresa da molti psicoanalisti e dai loro clienti da Freud in qua.

Dove, infine, i centauri sono ben visibili – e udibili – è sulle strade di tutto il mondo, quando sfrecciano metà uomo e meta cavalli, nella forma del motore montato su due ruote. Questo però è un altro capitolo che approfondiremo quando verrà il tempo dei miti viventi (vedi alla voce: Valentino Rossi).

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I Centauri, metà uomini e metà cavalli
Articolo scritto da: Luca Pagnini
Pubblicato il 25/07/2011

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