Belle Gunness (pagina 2)

Belle Gunness: trasferimento in Indiana

In seguito alla morte del marito Belle, ormai benestante grazie agli 8.000 dollari intascati dalla polizza di assicurazione sulla vita del coniuge, si trasferì nei pressi di La Porte, nello stato dell’Indiana con le due figlie rimaste (Myrtle, nata nel 1897, e Lucy, nata nel 1899) e con Jennie Olsen, quest’ultima presa in affido da una famiglia di Chicago, impossibilitata a mantenerla. Nell'Indiana si stabilirono in una fattoria dotata di una casa molto ampia e di un notevole appezzamento di terra che Belle adibì ad allevamento di animali, tra cui numerosi maiali.

Agli inizi del 1902 l’assassina conobbe un agricoltore norvegese, Peter Gunnes, che sposò il primo di aprile di quell'anno. Una settimana dopo un suo figlio avuto da una precedente relazione morì "a causa di un virus".

Nel dicembre del 1902 Peter Gunness venne ucciso dalla moglie mentre stava lavorando nello scantinato, colpito alla testa da un pesante oggetto contundente.

Come al solito alla polizia venne data una versione completamente artefatta dell’accaduto. L’uomo, secondo Belle Gunnes, sarebbe stato colpito da un pesante macinacarne caduto dallo scaffale di un mobile: si era quindi trattato di un semplice caso di morte accidentale.
Nonostante la sua presunta innocenza, Belle Gunness venne messa sotto processo, ma tutto si risolse con una clamorosa assoluzione.

Belle Gunness: annunci matrimoniali

Rimasta vedova, incinta del marito scomparso e con tre figlie a carico, Belle Gunness fece pubblicare degli annunci sui giornali per cercare un uomo che la mantenesse: in molti risposero alle sue richieste.

Il primo fu John Moo, che le portò in dote 1.000 dollari. L'uomo scomparve nel nulla dopo una settimana.

Nella primavera del 1903 nacque finalmente Philip, il figlio concepito durante la breve unione tra Belle e Peter Bunness.

La processione degli uomini che rispondevano agli annunci matrimoniali di Belle non aveva fine.

Maggio del 1904. Olaf Lindbloe, trent’anni, anch’egli emigrato dalla Norvegia, si recò alla fattoria della Gunnes, affascinato dall’idea di conoscere una sua connazionale. La sera stessa venne avvelenato e fatto a pezzi. Le mani e i piedi vennero date in pasto ai porci, mentre i resti del corpo furono occultati nel pozzo.

Belle Gunness, madre e assassina, con le figlie
foto: Belle Gunness e le sue figlie/vittime.


Dopo qualche giorno Belle Gunness ricevette la visita di un amico di Lindbloe, venuto a chiedere informazioni sul compagno scomparso. La donna, che intanto si era appropriata dei soldi della vittima, dichiarò all’uomo che dopo aver lavorato per qualche tempo nella sua tenuta, il giovane se n’era andato senza dire nulla. Sull’accaduto non venne svolta nessuna indagine e così la vedova nera continuò indisturbata nel suo lavoro.

Giugno del 1904. John Bunter proveniente dalla Pensylvania, affascinato da Belle, iniziò a lavorare per lei. Dopo qualche giorno venne ucciso e decapitato. Le mani e i piedi, come era avvenuto per la precedente vittima, furono dati in pasto ai maiali, mentre il resto del corpo venne seppellito nel giardino.

Dicembre del 1904. Dopo aver messo l'ennesima inserzione su un giornale della Virginia, nella sezione Cuori solitari, Belle Gunness vide comparire alla sua porta Abraham Phillips, una guardia delle ferrovie in pensione, il quale si presentò con tanto di anello di diamanti e con i migliori propositi. Phillips, provvisto anche di una ragguardevole somma di denaro, venne accolto dalla donna e ucciso la sera stessa del suo arrivo.

Dopo essere stato avvelenato, Belle proseguì col consueto smembramento del corpo, eseguito con un’ascia. Mani, piedi e testa furono messi in un sacco e gettati nel pozzo.
Tempo dopo i familiari iniziarono a indagare sulla scomparsa del congiunto ma senza giungere a nessuna conclusione.

L’unico a scampare alla furia omicida della Gunness fu un certo George Anderson, un possidente terriero, il quale aveva dubitato sin dall’inizio delle intenzioni della donna. Quest’ultima infatti, che mirava al denaro contante, aveva posto allo spasimante come condizione necessaria per il matrimonio, la vendita del suo podere. Ma Anderson non accettò e se ne tornò nel suo paese.

Sempre utilizzando lo stratagemma dell’inserzione matrimoniale, furono uccisi e smembrati: Charles Nieburg di Philadelphia (1904), Christian Hinckley dal Wisconsin (febbraio 1905), George Barry (luglio 1905), Henry Gurholt (agosto 1905), Herman Konitzer (Gennaio 1906).

Sotto i colpi d’ascia della Gunner cadde anche un giovane di diciannove anni, un certo Emil, figlio di alcuni vicini di casa. Questi probabilmente disdegnando le attenzioni della Vedova Nera, essendo già fidanzato con un’altra ragazza, fu ucciso senza pietà. Una volta occultati i resti del ragazzo, come al solito la Gunness mentì ai genitori, asserendo di non sapere assolutamente niente sulla scomparsa del giovane.

Poi fu la volta di Ole Budsberg del Wisconsin (26 aprile 1907), il quale venne macellato e seppellito nel recinto dei maiali. Ai figli della vittima Belle, che intanto era stata rintracciata dagli impiegati della banca dove Budsberg aveva prelevato il suo conto, rispose che l’uomo era partito inspiegabilmente per l’Oregon.

Clicca per leggere la newsletter ABISSO

Capitoli: 1 2 3 4

Dossier scritto da:
Alessandro Nespoli

La copertina del libro Il sogno del buio (Storie dal NeroPremio)
ABISSO è la newsletter di La Tela Nera
La copertina del libro Per chi è la notte (Storie dal NeroPremio)
La storia del serial killer Andrei Chikatilo

La storia del serial killer Robert Berdella

La storia della serial killer Leonarda Cianciulli

La storia del serial killer Jeffrey Dahmer

La storia del serial killer Ted Bundy

La storia del serial killer Charles Manson

La storia del serial killer Albert Fish

La storia del serial killer Ed Gein

La storia del serial killer Aileen Wuornos

La storia del serial killer Richard Ramirez
La copertina del libro Figlio del tuono (Storie dal NeroPremio)

Disclaimer e Diritti | Recapiti e Contatti | Questo sito usa i cookie: consulta le nostre privacy policy e cookie policy