Recensione Romanzo dark
Josh Ewan. Storia della rockstar che parlava con gli spiriti

Libri > Recensioni > Josh Ewan. Storia della rockstar che parlava con gli spiriti, di Vito Ricco, edito da Les Flâneurs Edizioni nel 2018 al prezzo di 15,00 euro. Leggi la trama.

Clicca per leggere la scheda editoriale di Josh Ewan. Storia della rockstar che parlava con gli spiriti di Vito Ricco L’autore, Vito Ricco, è di Barletta, classe 1982, vincitore del premo B-ink nel 2015 per la sceneggiatura del fumetto horror/splatter The Juice e autore del racconto Black market music, pubblicato nel 2017 da Independent Legions Publishing nella raccolta Splatter presenta: Best italian horror flash fiction, insieme a importanti autori nazionali e internazionali, del calibro di Alessandro Manzetti (alias Caleb Battiago), Paolo di Orazio, Nicola Lombardi, Luigi Musolino, Poppy Z. Brite, Charlee Jacob ed Edward Lee.

Josh Ewan, storia della rockstar che parlava con gli spiriti è il suo primo romanzo, pubblicato nel 2018 da Les Flaneurs Edizioni, casa editrice di Bari.

Con quest’opera Vito Ricco abbandona lo splatter per dare alle stampe un romanzo dark (sarebbe forse eccessivo, e in un certo senso fuorviante, definirlo horror), una ghost story, che è anche un romanzo di formazione, o per meglio dire di distruzione, visto che il percorso di cambiamento compiuto dal protagonista nel corso della narrazione rappresenta una lenta e inarrestabile discesa nel maëlstrom.

Piacerà di certo a chi ama il fantastico a tinte cupe, e a chi apprezza il rock e la musica in generale, ma non solo: Josh Ewan è una lettura accessibile a tutti, che non indugia mai troppo nel morboso, senza scene di sesso esplicito o di violenza estrema, e in cui c’è ampio spazio per i sentimenti e le emozioni: il lato in luce della vita, che per contrasto rende più verosimile e credibile quello oscuro, dei fantasmi e dell’orrore (non c’è buio senza luce, dopo tutto). Potrebbe storcere il naso, invece, di fronte a queste pagine, chi non gradisce il fantastico e il perturbante o chi, da un romanzo di genere, si aspetta per forza efferatezze e frattaglie assortite.

Sorge spontaneo, per contenuto e atmosfera narrativa, l’accostamento agli aspetti meno giallistici del recente romanzo Later di Stephen King (Sperling & Kupfer, 2021) – autore che, tra l’altro, viene citato espressamente da Ricco – , in cui si racconta di un ragazzo in grado di "vedere la gente morta", più o meno come accade al bambino protagonista del celebre film di M. Night Shyamalan Il Sesto Senso, con Bruce Willis.

Il romanzo, lungo 241 pagine, ha una struttura classica, divisa in un prologo, tre parti (con altrettanti titoli in inglese, che avrei preferito in italiano, ma che non stonano troppo, data l’ambientazione) e un breve epilogo.

La narrazione è per lo più in prima persona, col protagonista che racconta la sua vita al produttore/lettore, a partire dai primi anni Sessanta fino alla fine degli anni Novanta. Solo in alcune parti si utilizza la terza persona, quando si torna al presente della New York degli anni Duemila, ma il punto di vista resta sempre quello di Josh Ewan, fatto salvo l’epilogo.

Tutti i personaggi sono caratterizzati in modo indiretto, dinamici, tratteggiati con poche pennellate significative e poi lasciati emergere dalle pagine attraverso le loro azioni e parole. In particolare, è impossibile non affezionarsi al protagonista: un personaggio a tutto tondo, che resta impresso al lettore.

I dialoghi sono realistici, convincenti, le descrizioni dei luoghi e dei personaggi ridotte all’osso. Anche l’ambientazione negli USA risulta convincente, così come le dinamiche della vita da rockstar del protagonista, rese senza scadere in troppi cliché (almeno agli occhi di un profano del settore).

Ci sono numerosi colpi di scena, mai scontati o prevedibili, che danno alla narrazione un ritmo piuttosto serrato, privo di tempi morti o spiegazioni ridondanti, ma non escludono una certa introspezione, necessaria per immedesimarsi nel protagonista e coglierne l’evoluzione (o involuzione). Il tutto è calibrato con una padronanza davvero notevole, soprattutto per un autore alla sua prima opera di ampio respiro. Lo stile è diretto, spesso colloquiale, il lessico sostanzioso e vario.

La veste editoriale dell’oggetto libro è curata, al pari dell’impaginazione. La legatura è in brossura, con una copertina, dotata di risvolti, in cui campeggia un’illustrazione in bianco e nero un po’ naïf, abbastanza evocativa. Vi risalta una chitarra, simbolo ricorrente anche all’interno del volume, nella spaziatura tra i paragrafi e negli intervalli fra le diverse parti del romanzo.

È un piacere notare la pressoché totale assenza di refusi nel testo e, in ultima pagina, la descrizione dell’organico della casa editrice e la dichiarazione d’intenti "contro l’editoria a pagamento". Oltre al cartaceo, è disponibile anche il formato e-book.

In conclusione, quando il dark, l’horror e più in generale il fantastico si fanno metafora, diventano uno specchio deformante della realtà, che, invece di distorcerla, la mette a nudo, rivelandola in tutta la sua crudezza. Così Josh Ewan è una bella storia di rock e di fantasmi, capace di intrattenere ed emozionare, ma è anche altro, più in profondità.

Parlandoci di spiriti, Vito Ricco ci racconta qualcosa di non meno terrificante, ma di cui abbiamo certo un’esperienza ben più diretta, concreta e dolorosa. E che, proprio per questo, ci coinvolge maggiormente.

In definitiva, Josh Ewan è un romanzo che parla di una dipendenza. Chiunque ne soffra o ne abbia sofferto sa bene fino a che punto sia difficile, se non impossibile, liberarsene, per quanto possa rivelarsi dannosa e distruttiva.

Allo stesso modo, il protagonista di questa memorabile ghost story dipende dagli spiriti come da una droga, perché loro gli garantiscono il successo, gli permettono di vivere il suo sogno di essere una rockstar, ma in cambio si portano via parti sempre più importanti della sua vita e, in fondo, della sua anima, così fragile e facilmente corruttibile, così vera… così terribilmente umana.

Recensione del libro Josh Ewan. Storia della rockstar che parlava con gli spiriti
Recensione scritta da: Enrico Graglia
Pubblicata il 07/05/2022

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