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Reboot e Remake: quando il cinema ripropone se stesso

È una situazione che si ripresenta molto spesso nel mondo del cinema horror e fantastico: rifare da capo o nuovamente film o saghe di successo

Reboot e Remake: quando il cinema ripropone se stesso La tendenza imperante a Hollywood, profondamente di stampo commerciale, è ormai quella di riprendere personaggi o, ancora peggio, pellicole che hanno avuto un notevole eco mediatico, riproponendole in chiave rivisitata nella speranza che una veste più moderna (visti i progressi della CGI) o un punto di vista differente dall’originale gli restituiscano nuova vita (portando anche guadagni consistenti).

Letteralmente, il termine reboot (riavvio) indica esaustivamente questi prodotti, che alla fine, proprio nell’ottica della nuova riprogrammazione, possono risultare anche molto distanti dall’originale.

Nel corso del tempo siamo stati abituati a questo genere di pratica, anche se, nei decenni scorsi, il reboot nasceva per sopperire a una scarsezza di mezzi della precedente versione, oppure per la ricerca di un punto di vista più fedele all’idea originale se per esempio si trattava di adattamento.

Basti pensare a film come La maschera di Cera, che conta di ben 3 versioni (1933 con Fray Way, 1953 con Vincent Price e 2005 con Paris Hilton), oppure al libro di Richard Matheson Io sono leggenda che ha visto ben tre trasposizioni molto differenti tra loro: L’ultimo Uomo sulla Terra con Vincent Price, 1975: Occhi Bianchi sul Pianeta Terra con Charlton Heston e Io Sono Leggenda con Will Smith.

Il genere horror è stato il primo a essere investito da questa ondata di rinnovamento, proprio su alcuni dei suoi titoli più conosciuti come Venerdì 13 e Nightmare, le cui nuove versioni non hanno certo riscontrato il successo dei predecessori, senza contare la mancanza di originalità e di carisma propri invece agli originali.

Ciò a cui assistiamo oggi è un qualcosa di più complesso. I critici vedono in queste manovre non solo la ricerca di un investimento sicuro da parte della Majors, che preferiscono giocare carte di riscontro certo rispetto a salti nel vuoto al botteghino, ma anche un impoverimento di idee originali da parte di generazioni di sceneggiatori nate all’interno di un certo contesto sociale più realistico.

Ecco allora il bisogno di andare a ripescare sotto una nuova ottica un certo tipo di cinema surreale, altamente ricontestualizzabile nell’oggi (come appunto la figura del supereroe o del mostro).

Sicuramente in quest’ottica, i personaggi nati negli anni ’80 (periodo cinematografico in cui la surrealità era divenuta una sfera palpabile da parte del pubblico) risultano oltremodo appetibili.

La locandina del film 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra, un remake

Alcune scene ne I Guardiani della Galassia han fatto temere che la Marvel strizzasse l’occhio a un reboot delle avventure del papero Howard, che già annovera al tempo un clamoroso flop con Howard e il Destino del Mondo.

Sembrano sempre più confermati i rumors, allarmanti, di un reboot del cult Grosso Guaio a Chinatown (1986) diretto dal grande John Carpenter, con Kurt Russell nei panni del mitico Jack Burton, ruolo a quanto pare ora destinato a Dwayne "The Rock" Johnson (anche produttore del film).

E se non si vanno a intaccare gli originali, si crea ad hoc tutto un universo di sequel, prequel e realtà parallele, che offre la possibilità di rivoltare gli avvenimenti conosciuti in qualsiasi modo possibile, mantenendo in sostanza solo nomi e ruoli dei protagonisti e generando storie non compatibili con quanto già visto, ma che possono risultare ugualmente dei successi come nel caso dei film di Star Trek diretti da J.J. Abrams (atteso a dicembre al varco con Star Wars - Episodio VII).

La riuscitissima operazione commerciale condotta dalla Marvel/Disney con i suoi Avengers, tutti riuniti dopo i singoli filoni cinematografici, a cui aspira anche DC Comics/Warner Bros con la DC Extended Universe guidata da Superman e Batman, ha definitivamente consolidato il reboot, tanto da far gola alle altre case di produzione, che sono andate subito a rispolverare dall’armadio i loro personaggi storici.

Ecco allora che la Universal, casa di produzione dei Classic Monster per eccellenza, nel 2014 ha fatto uscire Dracula Untold, storia molto soft (per accaparrarsi anche gli spettatori minorenni) diretta da Gary Shore con protagonista assoluto Vlad Tepes L’Impalatore.

Il film annuncia l’ondata denominata Monster Universe, che vedrà intrecciate tra loro le nuove avventure dei classici mostri targati Universal (Dracula, Frankenstein, diretta da l’Uomo Lupo, la Mummia, l’Uomo Invisibile e altri), quindi occhio ai take dopo i titoli di coda (alla Marvel NdR) perché saranno essenziali al confluire delle varie storie.

Anche se il secondo pezzo di questo puzzle, La Mummia diretto da Alex Kurtzman, ha già subito uno slittamento in sala al 2017.

Che lo si ami o lo si odi ormai il reboot è entrato prepotentemente nelle vite degli spettatori: alla fine non possiamo esonerarci dal subire questa tendenza, che comunque ha generato un tot di pellicole degne di nota.

Quindi non ci resta che sederci in sala e prepararci alla visione, provvisti di bibita e pop corn.


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Reboot e Remake: quando il cinema ripropone se stesso
Articolo scritto da da:
Pubblicato il 02/09/2015

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