Francisco Escalero, la storia del serial killer

Nome Completo: Francisco Garcia Escalero

Soprannome: El Mendigo Asesino, Matamendigos

Status: Rinchiuso sotto stretta osservazione psichiatrica

Nato il: 1954

Morto il: in vita

Vittime Accertate: 11

Modus Operandi/Caratteristiche: Stupro, necrofilia e cannibalismo.

Armi di preferenza: Coltello, fuoco, pietre


Francisco Garcia Escalero: infanzia e primi crimini
Francisco Garcia Escalero è un serial killer difficile da ridurre ai minimi termini utili a qualche tipo di classificazione e statistica vista l'estrema varietà del suo modus operandi e la complessità del quadro clinico.

Figlio di genitori molto poveri, trascorre un’infanzia sotto l’insegna della solitudine, privo di una reale educazione, con la sporadica compagnia di un fratello maggiore.

Sono frequenti le visite che questo bambino taciturno e malinconico compie, nottetempo, al cimitero vicinissimo la sua casa nella periferia di Madrid.
Malinconia che, nei momenti di depressione più forte lo spinge a cercare il suicidio, fallendo sempre.
I fallimenti, invece di allarmare i genitori e spingerli a far curare il ragazzo, vengono puniti dal padre con violenti pestaggi.

Escalero scappa di casa nel 1968 e comincia a far uso di anfetamine e altre pasticche, un principio di alcolismo (e ha solo 14 anni) aggrava ancora di più un quadro che è ormai serio: masturbazione compulsiva, piccoli furti nelle case e attività voyeuristiche lo portano al primo periodo in una clinica psichiatrica.

Dal 1973 al 1975 lo troviamo in un riformatorio (aveva rubato una motocicletta) e quando ne esce è ormai pronto per una vera e propria escalation delle sua attività criminali: dal furto allo stupro.

Escalero sequestra, insieme ad alcuni amici, una ragazza, la porta dentro il cimitero e obbliga il suo ragazzo ad assistere alla violenza sessuale: ha 21 anni e viene spedito in galera, dalla quale ne uscirà nel 1984.

Solo, senza nessun tipo di formazione professionale o culturale, Francisco sogna per un breve periodo di poter lavorare come camionista, ma non riesce a ottenere la patente, causa i gravi deficit di attenzione e comprensione già mostrati a scuola e ora evidenti mentre cerca di studiare per l’esame di guida.
Persino i lavori più umili sono difficili da ottenere, anche a causa dei molti tatuaggi con i quali si è coperto il corpo in carcere, alcuni dei quali recanti frasi anomale.
Nel frattempo muore suo padre.

Comincia quindi a vivere vagabondando, chiedendo l’elemosina, compiendo piccoli furti e consumando ogni giorno parecchi litri di alcol miscelato con pastiglie di ogni tipo.

Capitoli: 1 2

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Dossier scritto da:
Elvezio Sciallis

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