Aristocrazia e nobiltà

Serial Killer > Wiki > I crimini degli aristocratici, anche i più sanguinari, venivano spesso tollerati e insabbiati

Aristocrazia e nobiltà Gli Aristocratici, ovvero gli appartenenti alla nobiltà, per i loro crimini hanno sempre goduto di una diffusa tolleranza, se non di una esplicita immunità. Venivano puniti solo in due casi: quando osavano offendere il re stesso o commettevano crimini così odiosi da non poter essere perdonati.

Gilles de Rais (nel dipinto a lato), Maresciallo di Francia e fedelissimo di Giovanna d’Arco, finita la Guerra dei Cento Anni si ritirò nel suo castello e stuprò centinaia di bambini, spesso dopo averli torturati e uccisi. Il re non poté far finta di nulla e nel 1440 Gilles de Rais fu prima impiccato e poi bruciato sul rogo. Su di lui, che aveva un’inquietante barba dai riflessi cobalto, si creò l’immagine di Barbablù, il celebre marito assassino delle favole.

Nel XVI secolo la contessa Dina Lodron di Castel Romano tradiva il marito con i bei ragazzi del vicino paese Pieve di Bono. Dopo una focosa notte d’amore, li gettava in un pozzo sul cui fondo vi erano acuminate lance pronte a trafiggerli. Il marito, piuttosto che far scoppiare uno scandalo, sopportò adulteri e omicidi.

A cavallo tra il Cinque e il Seicento in Ungheria la Contessa Elizabeth Bathory credeva di mantenersi giovane e bella bagnandosi con il sangue di giovani fanciulle. Scomparirono almeno quaranta contadine per la sua vanità (ma si dice che la conta possa arrivare anche a 650), ma fu arrestata solo quando si accanì contro una ragazza nobile. La "contessa sanguinaria", poiché era cugina del re, fu risparmiata, anche se la sua condanna fu atroce: la murarono viva in una cella in cui lasciarono solo una piccola apertura per l'aria e il cibo.

In Francia la Marchesa Marie de Brinvielliers avvelenò prima il padre, poi una cinquantina di pazienti dell’ospedale pubblico parigino. Uccise anche il suo amante e presunto complice Godin de Saint-Croix, nelle cui carte ritrovate dalla polizia, una sorta di confessione, vi era rivelato quale fosse il passatempo preferito della nobildonna. L’arresto della Marchesa aprì il caso noto come "l’affare dei veleni", che sconvolse la corte di Luigi XIV, la cui favorita era coinvolta. La Brinvielliers fu decapitata del 1676 mentre altre nobili, accusate di aver partecipato alle messe sataniche della La Voisin e di aver usato i "filtri magici" da lei preparati, si salvarono.

Fu perfino ipotizzato che Jack lo Squartatore fosse il nipote della regina Vittoria, il Duca di Clarence. Di sicuro è divenuto più famoso l’assassino che il Duca.

Oggi che il sangue blu non conta più come una volta e aspirazione di tutti è ottenere i famosi 15 minuti di notorietà profetizzati di Andy Wharol, i serial killer si “nobilitano” con la fama dei loro delitti e comportandosi durante i processi come rock star di successo.


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Aristocrazia e nobiltà
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Pubblicato il 08/05/2009

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