Serial Killer: definizioni, dinamiche, patologie, modelli (pagina 2)

Serial Killer: Definizioni e precisazioni

Come si riconosce un assassino seriale e in cosa si differenzia dall'omicida comune?
L'F.B.I. lo definisce come "qualcuno che ha ucciso in almeno tre occasioni, con quello che possiamo chiamare un periodo di pausa in mezzo a ognuna" (Ressler, 1970).

La definizione è molto ampia e presenta una lunga serie di distinzioni e di specificazioni.
Steven Egger (1990) aggiunge una nota molto importante: "Il movente non è materiale o monetario ma si crede che sia la soddisfazione dei desideri dell'assassino di avere il controllo totale sulle sue vittime".

Entriamo nello specifico.
La distinzione più autorevole dalla quale iniziare è senz'altro quella di Vincenzo Mastronardi e George B. Palermo, due psicologi e criminologi statunitensi, i quali scindono il fenomeno fra Serial, Mass e Spree Murder.

Il serial killer è colui che uccide in almeno tre occasioni con un periodo di "cooling -off", di "raffreddamento" nel mezzo. È sottolineata l'importanza del periodo intermedio, il fatto che ogni evento omicida sia vissuto come emozionalmente distinto e separato. I delitti hanno ciclicità temporale.

Lo spree killer (assassino compulsivo) commette omicidio di due o più persone in un lasso di tempo molto breve, in luoghi differenti però contigui, in modo che gli omicidi confluiscano in un unico evento, come se fosse stato colto da un raptus omicida.

Il mass murderer (assassino di massa) uccide quattro o più persone all'interno dello stesso luogo e dello stesso episodio.

A livello macroscopico si può affermare che, dal punto di vista dell'assassino, un serial killer pensa di farcela a non essere catturato e molto spesso prende tutte le precauzioni per farla franca, mentre un mass murderer non crede di uscire vivo dall'episodio. Infine uno spree killer vede così poco lontano dal suo naso da non averci probabilmente neanche pensato.

L'assassino di massa è il tipico "esaltato" che entra in una scuola e apre il fuoco su chiunque gli capiti davanti, è l'impiegato che fa strage nel suo posto di lavoro. Molto spesso c'è un "messaggio" che questo assassino deve inoltrare alla società e per farlo è disposto a sacrificarsi.
Frequentemente si considerano come qualcuno che non ha niente da perdere in ogni caso.

C'è stato recentemente un episodio perfettamente rappresentativo di questa categoria: in Svizzera, più unico che raro per il paese, un ex-impiegato del Comune ha fatto strage di parlamentari con il suo fucile di ordinanza, eredità del servizio militare.

Gli spree killers storici e più esemplari a noi tutti conosciuti sono Bonnie e Clyde, una coppia omicida, come anche lo sono stati Charles Starkweather e Caril Fugate, lanciati in una follia assassina in viaggio attraverso l'America.
Sono il tipo che meno si preoccupa del futuro, se pure ci pensano.


Serial Killer: le cinque tipologie

Sempre Mastronardi e Palermo (1995) dividono i serial killers, la categoria più diffusa e preoccupante, in altre cinque tipologie:

1. Visionario
2. Missionario
3. Edonista
4. Del controllo del potere
5. Lussurioso

Il tipo "visionario" comprende quei serial killers che eseguono i loro omicidi in conseguenza di ordini ricevuti da voci allucinate o in funzione di particolari visioni avute. Si tratta di vere e proprie allucinazioni di comando e la voce udita è generalmente di origine mistica, Satana, Dio, un padre morto e onnipotente, una figura religiosa.

Un "demone" impone loro di uccidere, di distruggere: la loro azione distruttiva corrisponde a una missione perentoria, eseguita con fedeltà e convinzione.
La maggior parte di questi assassini è affetta da schizofrenia di tipo paranoide oppure da disturbi allucinatori paranoidi. Nel primo caso l'omicidio è sempre condotto in modo bizzarro e disordinato, mentre nel secondo caso può essere molto ben pianificato.

Il tipo "missionario", come dice la parola stessa, deve compiere una missione, che generalmente consiste nella ferma convinzione di dover ripulire il mondo da persone considerate indesiderabili (prostitute, vagabondi o spacciatori di droga).
Questo serial killer, pur non soffrendo di una psicosi, è spesso condizionato da personali convinzioni sostenute da alcune false percezioni di tipo paranoide. Infatti, non prova nessun rimorso poiché agisce "per il benessere della società".

Un esempio emblematico è quello di Pedro Alfonso Lopez, venditore ambulante colombiano accusato di 310 omicidi. 100 bambine seviziate e strangolate in Colombia, altrettante in Perù, 110 in Ecuador, dove, colto sul fatto, fu arrestato. Lo strangolatore delle Ande si definiva un liberatore. "Le ho soppresse per liberarle dalle sofferenze che subivano nella vita terrena" ha riferito, calmo, durante una dettagliata confessione.

Il tipo "edonista" si distingue per il piacere che prova nell'uccidere. È l'atto omicida che di per sé gli fornisce una sensazione del tutto simile a quella forma di orgasmo emotivo provato dal cosiddetto forte giocatore quando scommette grandi somme e aspetta i risultati. Può essere considerato una variante del "risk taking", classico delle persone che hanno bisogno di rischio e di forti emozioni, che ritroviamo non solo nei malati del gioco delle carte o del casinò ma anche in chi pratica la roulette russa.

Nel tipo del "controllo del potere" lo scopo principale è quello di esercitare il totale controllo su un'altra persona, fino al potere definitivo di deciderne il destino. In questi casi lo stupro, la sodomia e la distruzione degli attributi sessuali hanno una motivazione erotica soltanto superficiale (il sesso è solo uno strumento, un veicolo) mentre in realtà rappresentano il desiderio più profondo di esercitare il proprio potere e il totale controllo psicofisico sulla vittima.

In questo caso, Jeffrey Dahmer, il tristemente famoso cannibale di Milwakee è un esempio tipico. Dahmer adescava giovani omosessuali, li portava prima a casa sua dove li teneva in uno stato di incoscienza per un periodo di tempo nel quale li torturava e seviziava per poi inevitabilmente ucciderli. Per ottenere un controllo totale sulle sue vittime era andato così in là da tentare assurdi esperimenti attraverso fori nel cranio per creare degli "zombi", schiavi sessuali ai suoi comandi.

Infine il tipo "lussurioso" o lust killer ha per obiettivo quello di ottenere una soddisfazione di natura sessuale dalle vittime.
Diverso dallo stupratore e dal tipo del controllo del potere, questo omicida è completamente assorbito dal suo egoismo e considera le persone solo come dei mezzi, come degli strumenti attraverso i quali raggiungere la soddisfazione. Non è l'atto sessuale in sé che risolve il problema del killer, anzi, spesso il medesimo passa assolutamente in secondo piano rispetto alle ritualità che il criminale esprime in presenza della vittima.

È guidato da fantasie dove sesso e morte sono insieme protagonisti assoluti. La sua compulsione è realizzare queste fantasie.
Come dice John Douglas, figura chiave dell'FBI nella lotta agli assassini seriali, le parole chiave sono: Manipolazione, Dominio, Controllo.

È questo il tipo di serial killer più difficile da assicurare alla giustizia, nonostante sia il tipo che è stato più studiato, attraverso interviste, attraverso l'esperienza di coloro che hanno indagato e che si sono messi, sempre come è solito definire Douglas, "nei panni dell'assassino".


Serial Killer: organizzati e disorganizzati

C'è anche un'altra, ultima, macro-classificazione che bisogna fare quando si parla di assassini seriali e specificamente di Lust murderer o assassino lussurioso: quella tra "organizzato" e "disorganizzato".

Nell'FBI Law Enforcement Bulletin, il giornale ufficiale dell'FBI del agosto 1985 si legge:
"Il cosiddetto assassino seriale organizzato è di solito uno psicopatico incurabile, più intelligente della media. Pianifica con meticolosità i suoi delitti, seleziona le vittime meno rischiose, lascia pochissime tracce dietro di sé. Molto spesso porta con sé un kit con tutto l'occorrente: una corda e del nastro adesivo ben tagliato, delle manette, dei guanti, dei vestiti di ricambio, un coltello... il serial killer organizzato è di solito molto socievole, capace di integarsi alla perfezione senza destare sospetti".

Inoltre, di solito appartiene alla media o buona borghesia, ha un buon impiego, inferiore però a quello a cui potrebbe aspirare, è competente sessualmente, è figlio di genitori con occupazione stabile, vive con un partner o ha una famiglia propria, possiede un'auto (spesso in buone condizioni), cambia spesso lavoro, non ama la società in cui vive ma non se ne isola manifestamente.

Quando uccide lo fa con abbondante premeditazione, è meticoloso e attento, sottomette la sua preda, spesso la lega, nasconde il cadavere e/o talvolta lo trasporta in posti diversi dalla scena del crimine. Nella sua biografia, con molta frequenza si ritrova un fattore stressante che fa precipitare la situazione emotiva del soggetto, per esempio l'improvvisa perdita del lavoro, essere lasciato dalla moglie o dalla fidanzata...

Una caratteristica molto importante è che le vittime non sono mai persone che l'omicida conosce, in questo caso avviene ciò che è stato definito "stranger murder", ovvero la persona non viene scelta per chi è ma per quello che rappresenta per l'omicida.

Il serial killer disorganizzato è dalla parte opposta dello schieramento: spesso uno psicotico, non molto intelligente, inesperto, appartiene a una classe sociale inferiore. Famiglia non ricca, ma non necessariamente povera. Quasi sempre sono disoccupati o impiegati in lavori precari, figli di genitori anch'essi privi di una occupazione stabile.

Gli assassini disorganizzati soffrono di gravi problemi di natura sessuale, rifiutano manifestamente la società, in certi casi conoscono la vittima.
Usualmente vivono da soli o con qualche parente (madre, zia) e non si interessano quasi per niente alla televisione o ai giornali. Sono particolarmente rigidi negli schemi di apprendimento: ecco perché spesso svolgono lavori manuali di scarsa abilità.

Hanno uno stile di vita ben definito, frequentemente con routine collaudate e quasi ossessive. Sono restii ai cambiamenti di qualsiasi tipo.

Questo criminale non organizza il crimine, che è dovuto all'impulso incontrollabile del momento: per esempio, vede qualcuno per strada e improvvisamente decide di attaccarlo. Usualmente si accanisce in modo frenetico sul cadavere, soprattutto sugli organi genitali, raggiungendo spesso, ma non necessariamente, l'orgasmo con rapporti post-mortem.

Capitoli: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Condividi la lettura con i tuoi amici!

Articolo scritto da:
David Papini

Da Il mondo dei Serial Killer:

Serial killer per induzione (by Proxy): quando l'assassino è un burattinaio
Serial killer atipici: forme particolari e non comuni di omicidio seriale
Razze, Razzismo e false certezze

Da Serial Killer Dossier:

Robert Black
Anthony Hardy
Steve Wright

La storia del serial killer Andrei Chikatilo

La storia del serial killer Robert Berdella

La storia della serial killer Leonarda Cianciulli

La storia del serial killer Jeffrey Dahmer

La storia del serial killer Ted Bundy

La storia del serial killer Charles Manson

La storia del serial killer Albert Fish

La storia del serial killer Ed Gein

La storia del serial killer Aileen Wuornos

La storia del serial killer Richard Ramirez
Master Gestione Rifiuti a Bologna
Master Responsabile Ambientale Aziendale a Milano

Disclaimer e Diritti | Recapiti e Contatti | Questo sito usa i cookie: consulta le nostre privacy policy e cookie policy | P.I. 03460680139