Serial Killer: definizioni, dinamiche, patologie, modelli (pagina 5)

Serial Killer: Patologie

Cosa trasforma bambini speciali in futuri assassini seriali?
Queste le principali patologie psichiatriche e psicologiche solitamente riscontrate di questi individui:


Antisocial Personality Disorder (A.P.D.)
Come prima cosa, quando si parla di Serial killer, nella sua accezione più classica di assassino sessuale la diagnosi è quasi sempre di psicopatico o sociopatico, o in termini correnti affetto da A.P.D., Antisocial Personality Disorder o Disordine da Personalità Antisociale.
Il Diagnostic and Statistic Manual della "American Psychiatric Association" considera costitutivi di questa diagnosi i seguenti criteri:

A - Continuo disinteresse a proposito o violazione dei diritti degli altri, in corso dall'età di 15 anni la cui diagnosi comprenda almeno tre dei seguenti punti:

1. Mancata conformazione alle norme sociali
2. Falsità e tendenza all'inganno indicata da ripetute menzogne, uso di nomi falsi, imbroglio di altre persone per profitto personale
3. Impulsività o impossibilità di pianificare in anticipo
4. Irritabilità e aggressività
5. Totale disinteresse per la sicurezza o la salute altrui
6. Incapacità di sostenere continuativi rapporti di lavoro o sociali
7. Mancanza di rimorso, indifferenza, e completa razionalizzazione personale dopo aver derubato , ferito o danneggiato un'altra persona

B - L'individuo ha almeno 18 anni.

C - Il riscontro di simili precedenti comportamenti antecedenti a detta età non è imputabile ad attacchi schizofrenici o maniaco-depressivi.

La maggior parte della popolazione che soffre di questo disordine della personalità è maschile.


Psicopatia
Questa patologia si adatta quasi perfettamente alle caratteristiche più diffuse del criminale organizzato.
La psicopatia è diagnosticata nel 33 per cento dei criminali reclusi degli Stati Uniti. Per la definizione ci rifacciamo al libro dello psichiatra J. Reid Meloy che la definisce come una personalità che incorpora tratti di narcisismo aggressivo con un preponderante comportamento antisociale ripetuto. Questi individui hanno storie personali di continui tentativi di costruzione di un'immagine positiva di sé all'interno di un ambiente ostile e che li costringe a rifugiarsi in se stessi.

Hare, nella sua Hare' s Psychopathy Checklist include tra I tratti distintivi di questa personalità i seguenti:

1. Manie di grandiosità accompagnate da forti complessi di inferiorità e castrazione
2. Continuo bisogno di stimoli
3. Mentire patologico
4. Tendenza all'imbroglio e alla manipolazione
5. Scarso controllo del proprio comportamento
6. Mancanza di rimorso o sensi di colpa
7. Problemi del comportamento fin dalla giovane età
8. Completa mancanza di senso di empatia
9. Mancanza della capacità di avere e/o di concepire obiettivi a lungo termine
10. Impulsività
11. Irresponsabilità
12. Mancanza di accettazione della responsabilità delle proprie azioni
13. Molte relazioni affettive brevi
14. Delinquenza giovanile
15. Versatilità criminale

Lo psicopatico è di solito molto violento, e la condotta aggressiva mostra una tendenza ad aumentare fino a che il soggetto raggiunge uno stato di relativa pace all'età di cinquanta anni circa.
È genericamente considerato intrattabile e inguaribile. Una caratteristica dei serial killers psicopatici è che la violenza tende a essere predatoria e principalmente (se non unicamente) rivolta verso sconosciuti. La violenza è pianificata, priva di emozioni, cieca e determinata. Sessualmente i serial killer sono ipostimolati, da qui la tendenza, come in altri campi della loro vita, a ricercare continui stimoli. In una relazione cercano la soddisfazione egoistica, non la reciprocità dei sentimenti.

Per questo, lunghe relazioni amorose sono quasi sempre escluse a causa della tendenza a considerare l'altro soltanto come un mezzo, un oggetto, e non una persona. È stata anche evidenziata una netta propensione dello psicopatico per il sadismo.

Jonathan Kellerman nel suo libro Savage Spawn propone un'ulteriore distinzione fra gli psicopatici, in particolare mette in evidenza due aspetti diversi: l'aspetto impulsivo, con mancanza di auto controllo, mancanza di risposta alla minaccia di punizioni a lungo termine e alti livelli di ricerca continua di sensazioni forti, e l'aspetto interpersonale, con esagerato egoismo e stima di sé, mentire patologico, cattiveria e mancanza di emozioni e di scambi affettivi.


La Personalità Psicotica
Da un certo punto di vista queste prime due patologie riscontrate giacciono agli estremi opposti del campo di ricerca. La psicosi è infatti una vera e propria malattia mentale che prevede seri disordini mentali nei pensieri e nelle emozioni.
Le psicosi a noi più conosciute sono le varie forme di una stessa malattia chiamata schizofrenia che ha come caratteristica, come sottolinea Kellerman, la disintegrazione, non la scissione della personalità.

Gli psicotici rappresentano l'uno-quattro per cento in ogni società sociologicamente studiata e soffrono di una distorsione dei pensieri e delle percezioni che li porta ad avere spesso allucinazioni e credenze e interpretazioni della realtà personali basate sulle stesse distorsioni.
È largamente diffusa e quasi universalmente approvata la convinzione che questo genere di sintomatologie abbiano origine biologica e non socio-psicologica.

Altre caratteristiche salienti sono l'estrema chiusura in se stessi (un esempio su tutti , l'autismo) dei soggetti affetti, impoverimento del linguaggio e del pensiero, e molto più spesso di quello che si pensi, alti livelli di ansia e/o di depressione.

L'altro primario disordine appartenente a questa categoria sono le sindromi maniaco-depressive. Anche queste di origine quasi certamente biologica, si presentano come un continuo oscillare di umore che passa da fasi di acuta depressione a fasi di iperattività cerebrale incontrollata.
In poche parole la psicosi è quello che comunemente intendiamo quando usiamo il termine "pazzia".


Personalità Borderline
Questa sindrome si presenta alla fine dell'adolescenza e viene diagnosticata in presenza di almeno cinque delle seguenti caratteristiche:

1. Enormi sforzi per evitare/mascherare/superare reali o immaginari abbandoni
2. Una ciclicità di episodi di estrema Idealizzazione/svalutazione del partner di una relazione
3. Disturbi dell'identità
4. Impulsività eccessiva
5. Aggressività a tratti potenzialmente pericolosa con episodi di auto-punizione
6. Croniche sensazioni di vuotezza
7. Difficoltà a controllare la rabbia
8. Forti sintomi di dissociazione

La personalità Borderline è fatta di estremi; il mondo è a tratti "tutto cattivo" o "tutto buono".

Jeffrey Dahmer, il "cannibale di Milwakee" a cui abbiamo già accennato, era sofferente di alcuni dei principali sintomi di questo disordine della personalità. Dahmer uccideva i suoi amanti "perché altrimenti al mattino se ne sarebbero andati magari senza neanche salutare".

Al contrario dello psicopatico, che nei rapporti umani è eccessivamente distaccato, il Borderline è spesso eccessivamente attaccato. Il suo incubo peggiore è rimanere solo, magari a causa del proprio "disagio".

Un altro fenomeno spesso considerato nella psicologia del serial killer è lo stato o disordine da dissociazione.
Egger (1990) lo definisce come una mancanza di integrazione di pensieri, sentimenti o esperienze nel flusso di coscienza. In parole povere il soggetto prova una vera a propria separazione mentale da se stesso. La dissociazione è stata anche definita come una situazione di auto-ipnosi (Bliss 1986).

Morton Prince (1975) include nel fenomeno dissociativo il sonno, l'ipnosi, le fughe mentali, la trance, il sonnambulismo, le personalità multiple.
Lo sdoppiamento è un fenomeno per molti tratti simile alla dissociazione.

Lifton in The Nazi doctors fa riferimento allo sdoppiamento come "La divisione del sé in due parti autonomamente funzionanti, in modo che, a tratti, una delle due funziona come l'intero sé". In particolare nel libro fa riferimento ai dottori nazisti che lavoravano ad Auschwitz e come essi potessero, attraverso lo sdoppiamento, non solo uccidere e contribuire ad uccidere ma costruirsi una intera struttura di sé alternativa che non doveva rispondere di niente al sé cosciente.


Personalità Narcisistica
Sempre il Diagnostic and Statistic Manual della American Psychiatric Association lo definisce come un persistente complesso di superiorità (nelle fantasie o nel comportamento) con bisogno di ammirazione degli altri.
È diagnosticato in presenza di almeno cinque dei seguenti sintomi:

1. Ha una grandiosa concezione di sé
2. È impegnato in fantasie continue di successo, potere, bellezza o amore ideale
3. Crede di essere speciale e reputa di essere associato solamente con altre persone di alto status
4. Ha bisogno di ammirazione eccessiva
5. Crede di aver diritto a fare qualsiasi cosa
6. Privo di senso di empatia
7. È invidioso degli altri o crede che gli altri siano invidiosi di lui
8. È arrogante

Molti di questi tratti possono essere riscontrati nella personalità dell'assassino seriale. Il narcisismo aggressivo è comune per tutti gli psicopatici, e porta spesso a un feroce e impietoso sadismo.


Mania Ossessivo-Compulsiva.
Il comportamento Ossessivo-compulsivo si manifesta in due componenti: la prima formata da "ossessioni", ovvero da idee, pensieri, impulsi o immagini persistenti e ricorrenti, ritenute almeno inizialmente dal soggetto intrusive e senza senso. La persona riconosce che queste ossessioni sono il prodotto della propria mente.

La seconda componente è rappresentata dalle compulsioni, che sono definite comportamenti ripetitivi e intenzionali, spesso bizzarri, che vengono messi in atto in risposta a un'ossessione. Il comportamento è attuato allo scopo di prevenire il disagio del soggetto o qualche terribile avvenimento che il soggetto teme.

I comportamenti sono assolutamente non connessi in maniera reale e diretta al fenomeno che vogliono evitare oppure sono spesso eccessivi, irrazionali, mal eseguiti rispetto al fine cui si predispongono : in questi due loro aspetti appaiono irrazionali, e spesso sono i soggetti stessi che riconoscono l'assurdità o l'irragionevolezza di alcuni comportamenti. Simili comportamenti in scala ridotta possono essere elementi di vita ricorrenti in alcune persone che si contraddistinguono per l'eccessivo perfezionismo: l'ossessiva attenzione ai dettagli, l'ordine, l'organizzazione delle cose, l'irragionevole insistenza che gli altri seguano il proprio modo di fare le cose, indecisione, inflessibilità.

Inoltre una limitata espressione degli affetti, gretto attaccamento al denaro, e riluttanza ad assegnare qualsiasi lavoro ad altri.
Questo genere di persone è vittima di grande stress e ansia, stati d'animo che non trovano giuste vie per poter esprimersi esteriormente.
Ancora propongo il triste esempio di Jeffrey Dahmer e la sua paura ossessiva di un solo, terribile evento, quello di essere lasciato solo.

C'è da fare un ultima annotazione per quanto riguarda questo disturbo; il classico schema disagio e ansia, seguito dall'atto (che scarica la tensione) seguito ancora da una periodo di senso di colpa e/o di rivisitazione mentale dell'accaduto tramite fantasia è molto simile alle tre fasi di azione del serial Killer.
Nel caso dell'assassino queste fasi sono il bisogno, lo stimolo incessante, l'atto e, come dice la definizione stessa, il periodo di "raffreddamento".

Un ultimo spazio va lasciato al "Post Traumatic Stress Disorder" ovvero disordine da trauma subito. Questo è definito come un avvenimento che una persona ha vissuto e che è al di fuori del raggio usuale dell'umana esperienza e che potrebbe ipoteticamente traumatizzare chiunque di noi. La persona soffre di una grande riduzione dell'abilità a provare emozioni, specialmente quelle associate con l'intimità, e presenta anche una diminuita se non assente risposta agli stimoli del mondo esterno detta anche insensibilità psichica o anestesia emozionale.

I traumi infantili che molti serial killer hanno subito sono certamente da classificare come eventi dolorosi e non c'è dubbio che le trance dissociative di alcuni individui come Ed Kemper o Dahmer possono essere interpretate come risposta a uno shock provocato da un trauma.

Tutti questi possibili tratti e il fatto che molte delle caratteristiche dell'una o dell'altra possano essere riscontrati in un serial killer hanno portato alla teoria dell'"overlapping". Molte di queste patologie hanno infatti molte caratteristiche in comune l'una con l'altra e il profilo del serial killer classico si situa diagonalmente a tutte queste sintomatologie.

In pratica nessuna di queste patologie è sufficiente per rappresentare l'assassino seriale, o per lo meno la maggioranza di essi, dunque il serial killer deve essere una patologia a parte, una sintomatologia precisa e nuova (Apsche, 1993). È particolarmente diffuso negli ambienti di ricerca psicologica la tendenza a classificare questa nuova "malattia" o sindrome perché per una certa tipologia di serial killer le caratteristiche sembrano oramai essere le stesse e gli schemi di comportamento altrettanto prevedibili di quelli di una persona che soffre di schizofrenia o di disturbi da personalità borderline, per esempio.

In particolare si è notato che gli assassini seriali presentano una inarrestabile sete di violenza che è stata definita da Keppel (1997) come una caratteristica chiamata Clinical Anger o Rabbia Patologica che insieme alle altre caratteristiche già viste può essere il motore letale di un organismo già orientato alla crudeltà verso gli altri.

Manifesta le seguenti interessantissime caratteristiche:

1. È anormale
2. È costante invece di transitoria o situazionale
3. Il bambino e poi l'adulto la percepiscono come aldilà del proprio controllo
4. Aumenta progressivamente ed esponenzialmente con la crescita dell'individuo
5. Può essere alleviata soltanto attraverso l'estrinsecazione verso l'esterno che comunque rilascia un sollievo soltanto momentaneo
6. Spesso la violenza arresta la sua escalation soltanto di fronte allo stabilirsi di un pattern di manifestazioni esterne (cioè una volta intrapresa la carriera di omicida)
7. Incita la violenza di tipo predatorio su surrogati rappresentanti la vera causa di questa rabbia o eccita l'individuo verso atti violenti sessuali e omicidi in generale
8. Diviene impressa psicologicamente a un livello così profondo che uno schema di Firma si stabilisce e resta immutato attraverso la storia delle performance criminali

Il tipico aspetto di questa serie di caratteristiche è che questa rabbia è inizialmente la manifestazione della frustrazione. Ogni bambino può sperimentare fin dalle fasi di sviluppo più primordiali la frustrazione.
Ogni infante che sente di avere bisogno di cibo o di attenzioni inizialmente piange e se le sue esigenze non incontrano il risultato sperato la rabbia aumenta e il pianto e la frustrazione si fanno più forti. Fino al momento in cui l'infante inizia a esperire uno stato di fiducia nel fatto che le persone che stanno intorno a lui si prendano cura dei suoi bisogni.

È questa fiducia l'inizio di una tendenza a basare gli scambi con l'esterno su presupposti positivi. Il bambino sa che le persone intorno a lui gli vogliono bene e faranno solo cose che possono migliorare la sua vita.
In questo modo anche lui si sente in dovere di ricambiare questo amore seguendo le indicazioni e gli insegnamenti degli adulti che lo circondano.
Per queste persone è come se, a un certo stadio dello sviluppo, questo genere di legame con il mondo esterno non si formasse; ciò genera la formazione di fantasie sostitutive dell'esperienza e il lento strutturarsi della convinzione che ogni azione, interna e molto più tardi purtroppo anche esterna, intrapresa nel senso della soddisfazione personale, sarà lecita.

Il vuoto che viene lasciato al posto della formazione embrionale di una relazione di fiducia viene colmato artificialmente con lo stratagemma delle fantasie.

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Articolo scritto da:
David Papini

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