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Slither
James Gunn dirige una pellicola horror tra paura e risate

Slither Slither: Non toccare (quella lumaca) che ti sporchi!
L’insieme dei fan dell’horror, si sa, ha una composizione eterogenea. C’è quello cui piacciono le trame con una forte presenza del soprannaturale, l’altro che ama i serial killer particolarmente sadici e morbosi, chi impazzisce appena vede un film con fantasmi orientali e, lì, in fondo, c’è un gruppetto che fa un casino assurdo. Lanciano i pop corn, urlano, rovinano le scene di tensione con assurde risate…
Colorati e caciaroni, nascondono dietro le loro buffonate una profonda conoscenza di certo cinema di serie B e vanno fuori di testa per l’horror degli anni ottanta, quello con un sacco di gore e mostri, con lattice a cascata, secchiate di sangue, humor nero e mostri a go-go.
E se il 2006 passerà alla storia come un anno particolarmente ricco di orrore, è sacrosanto che anche questo tipo di film sia rappresentato in sala. E, a dirla tutta, l’imminente Slither di James Gunn riesce a fare molto di più che un semplice lavoro di rappresentazione in quanto rilancia con le sue sole forze un intero filone apprestandosi a vivere una lunghissima carriera di pellicola di culto, un classico fin prima della sua uscita in sala. Questo per merito della scrittura di Gunn, in grado di recuperare con convinzione e credibilità tutti gli elementi di cui sopra, che vengono poi ottimamente confezionati da una troupe e un cast di rara professionalità e competenza.


La trama: Beware, it’s the Slug!
James Gunn - Slither Wheelsy è la classica Sleepytown, Anywhere USA dove la vita procede a ritmo ridotto e senza scossoni e gli eventi più importanti sono le partite della squadra locale o la fiera annuale con tanto di gara della miglior torta di mele. Questo finchè un meteorite non impatta nelle vicinanze della cittadina. Grant, un uomo ricco, influente e misogino, viene a contatto con la creatura ospitata dal pezzo di roccia alieno che infetta e invade il malcapitato. I giorni seguenti sono un calvario per Grant il cui corpo muta orribilmente e la cui mente viene altrettanto corrotta dalla potenza aliena di questa razza di lumaconi/sanguisughe pronta a conquistare il pianeta. Ben presto la piaga aliena infetterà gran parte della città fra orribili mutazioni e atroci violenze.
Solo un manipolo di eroi o improvvisati tali (la moglie dello stesso Grant, Starla, il poliziotto buono Bill e pochi altri…) potrà bloccare i malvagi piani di dominio degli infami lumaconi interstellari!



Il film: Come si crea un orrido lumacone
Michael Rooker - Slither Reduce dai fasti del remake di Dawn of the dead, James Gunn inizialmente lavora a un progetto fantasy che, come spesso accade a Hollywood, incontra alcune difficoltà per poi arenarsi definitivamente. A questo punto lo sceneggiatore comincia a sviluppare Slither come uno script da rivendere a qualche casa di produzione ma gradualmente, a ogni nuova scena gore, a ogni battuta che aggiunge, si innamora a tal punto del progetto da volerlo assolutamente dirigere.
Trova fiducia in due produttori del calibro di Eric Newman (che già aveva prodotto Dawn of the dead) e Paul Brooks (Il mio grosso grasso matrimonio greco) che affidano il ruolo di execs a un team di quattro persone di grande esperienza.
James Gunn, cresciuto a forti dosi di horror anni ottanta (sia per quel che riguarda le visioni che per quanto concerne le letture), ancora prima di completare lo script ha ben chiari in testa gli ingredienti base dell’orrida ricetta: un cast fuori dal comune, ritmo alto, tono continuamente sospeso fra l’orrore e l’umorismo grottesco e una fortissima dose di effetti speciali vecchio stile.

Il filmaker ha a disposizione circa 15 milioni di dollari, e decide di filmare in Canada; parte già molto bene azzeccando l’insieme degli attori non-protagonisti e tirando fuori due scelte geniali per quanto riguarda il protagonista e l’antagonista. Nathan Fillion (molti serial tv all’attivo, noto ai più nelle vesti di Capt. Malcom Reynolds in Firefly) sembra nato per incarnare l’improvvisato eroe della piccola città assediata dai mostri, mentre un Michael Rooker (nella foto in alto, Henry pioggia di sangue, ‘nuff said!) calvo e con degli odiosissimi occhialoni crea l’indimenticabile figura di Grant Grant.
La bella di turno è Elizabeth Banks (nella foto), perfetta nella parte della moglie snob di provincia del ricco Grant.

Elizabeth Banks - Slither A illuminare e fotografare i vari lumaconi ci pensa Gregory Middleton (che si è fatto le ossa nelle seconde unità di film quali The butterfly effect e Underworld: Evolution), mentre alla postazione Avid troviamo John Axelrad (Echi mortali, The boogeyman).
Rimaneva solo da vedere chi si sarebbe preso la grande responsabilità di creare gli effetti speciali che, a leggere la sceneggiatura, avrebbero richiesto montagne di lattice, sangue di scena, gelatine e animatronics di vario genere.
Il lavoro viene naturalmente suddiviso fra varie compagnie e società, ma a giocare la parte del leone è la MastersFX coadiuvata da altri grandi professionisti del campo quali Kleiser-Walczak Digital Effects e Rocket Science VFX.
Il risultato finale di questa incredibile sinergia è superiore a ogni più rosea aspettativa. Il film però, uscito nelle sale statunitensi il 2 aprile, ottiene discreti incassi senza fare sfracelli al box office: il pubblico a stelle e strisce sembra ormai disaffezionato a questo tipo di pellicole, e si spera che la distribuzione mondiale possa assicurare maggiori soddisfazioni economiche. Per contro, larga parte della critica specializzata si mostra entusiasta e gli appassionati salutano Slither parlando già di film di culto: Slither è per la commedia-horror quel che Shaun of the dead (L'alba dei morti dementi) è per lo zombie movie!


I metacollegamenti: Vermoni, lumache aliene e invasioni
James Gunn - Slither Impossibile citare tutti i riferimenti, le ispirazioni, gli inner jokes che stanno alla base di Slither. Basandosi sulle interviste rilasciate da Gunn, sui nomi che compaiono nel film e su certe evidenti analogie di situazioni, forme e contenuti l’elenco diventa impressionante… I nomi di David Cronenberg, Stuart Gordon, Brian Yuzna, Frank Henenlotter (dentro il film c’è un bar che si chiama come questo regista), John Carpenter, Sam Raimi, George A. Romero (con tutti i suoi zombi) e Peter Jackson vengono ovviamente alla memoria così come brevi flash di una lunga serie di pellicole ci scorrono sotto gli occhi…

La fusione delle carni fra gli invasati ricorda molto da vicino lo splendido finale di Society, mentre alcune delle trasformazioni ci riportano allo splendido La cosa (e un personaggio in Slither si chiama proprio R.J. MacReady, come Kurt Russell nel film di Carpenter).

James Gunn - Slither Le lumacone aliene richiamano inevitabilmente creature come mostri di The deadly spawn o quelli di Squirm (I carnivori venuti dalla savana) e Shivers (Il demone sotto la pelle), mentre la piccola cittadina assediata da orribili esseri vermiformi e il tono grottesco e divertito si ricollegano chiaramente a Tremors (e il college locale è nominato appunto Bassett come uno dei protagonisti del film).
Fare un elenco di tutti i richiami e rimandi diventa fin troppo sterile ma bisogna citare ancora in questa sede almeno i parassiti neurali de Il terrore della sesta luna e, di sfuggita, un negozio che si chiama Max Renn in omaggio a Videodrome.


James Gunn: Una vita per il genere
James Gunn - Slither James Gunn incarna la classica figura dell’appassionato entusiasta che, a furia di provare e riprovare, grazie a una grande tenacia e buone capacità di scrittura riesce a sfondare nell’Olimpo del cinema horror. Cresciuto nella Troma, Gunn (Tromeo and Juliet) impara da “zio Kaufman” tutti i trucchi del mestiere, dall’impugnare una telecamera al processo di scrittura e produzione di un film: come ha affermato in una recente intervista, mentre molti suoi amici pagavano circa 80 mila dollari all’anno per frequentare corsi di cinematografia, lui veniva pagato (seppur poco) per scrivere e girare.

Arricchito da queste esperienze, Gunn riesce a fare il grande salto qualitativo nel 2002 con Scooby Doo. Messo un piede dentro la grande macchina hollywoodiana, per questo scrittore che non si vergogna di essere un devoto fan del genere la strada è tutta in discesa come confermano il remake di Dawn of the dead e il sequel Scooby Doo 2: Monsters Unleashed.

Ora lo sceneggiatore, in occasione di Slither, sente di dover tornare dietro la macchina da presa (non girava da circa nove anni) per poter dare la giusta forma e consistenza a quella incredibile galleria del grottesco che è la sua ultima sceneggiatura. Chi meglio di un giovane cineasta cresciuto all’ombra di Tromaville potrà mai alzare nuovamente il vessillo del gore?


Mostri a go-go: Latte e i suoi derivati
James Gunn - Slither Una donna infettata dagli alieni che diventa una incubatrice vivente grande quanto una stanza.
Persone che si trasformano in ibridi uomo/verme/seppia.
Madri che vomitano secchiate di liquidi organici sulle proprie figlie.
Una folla di infetti che forma un solo organismo tramite la fusione dei corpi, estroflettendo nuovi arti e tentacoli.
Gunn, da vero fan del genere, sa bene quando usare il computer e quando ricorrere al vecchio e caro lattice, e Slither è un grande revival degli effetti “artigianali”.

Qui a La Tela Nera siamo convinti che non esista una reale differenza fra computer graphic e silicone/lattice: consideriamo entrambi i campi come frutto dell’ingegno umano e riteniamo che l’uno non debba certo escludere l’altro; il film in questione percorre proprio questa via, dando vita ad alcune delle visioni più mostruose e aberranti degli ultimi anni.
Fra le notizie interessanti riguardo la realizzazione di questi effetti speciali ce ne sono alcune di particolarmente spassose: a un certo punto della lavorazione la MastersFX ha interamente consumato le riserve statunitensi di uno speciale silicone per la pelle, obbligando la produzione a rivolgersi addirittura in Germania per ottenerne una fornitura.
James Gunn - Slither Per creare la donna-incubatrice (circa 3 per 3 per 15 metri) gli effettisti hanno dovuto abbandonare il loro normale laboratorio e trasferirsi in un hangar aeronautico!
Per le riprese sono stati usati, del solo gel di metil cellulosa, circa 300 galloni, e sono stati realizzati più di 500 parassiti usando una sostanza (il thermal gel) che normalmente viene impiegata nell’industria dei… “giocattoli sessuali”.


Slither striscerà sui nostri schermi il prossimo 30 giugno; nel frattempo sul suo sito ufficiale potete godervi la solita montagna di fotografie, filmati e informazioni sul sito ufficiale che offre, fra le diverse features, anche un divertentissimo (e ben congegnato) gioco nel quale, armati di un solo fucile, dovrete respingere le orde dei lumaconi alieni.
Sulla piattaforma iFilm sono invece disponibili numerosissime clip della pellicola.






Anteprima pubblicata il 21/06/2006
Da: Elvezio Sciallis