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V per Vendetta
Dal fumetto di Alan Moore arriva il nuovo film dei papà di Matrix

V per Vendetta L’imminente uscita della trasposizione cinematografica di V for vendetta è, a prescindere dalla qualità della pellicola, evento troppo importante per essere relegato a una fugace segnalazione destinata a scomparire nel giro di pochi giorni. L’opera in questione offre a chi vi scrive la possibilità di spaziare e approfondire numerosi temi e aspetti e sarebbe criminale rinunciare a tali spunti. Certo di incontrare il vostro interesse vi do il benvenuto nella distopia di V, fatta di dolore e purezza, rigore e inevitabile bellezza…

Remember, remember, the fifth of November…
Prevalga l’Inghilterra



IL FILM L’idea di dare vita cinematografica alle gesta dell’anarchico V risale ai primissimi anni novanta: gli allora relativamente sconosciuti fratelli Wachowski, lontani dai fasti e dalla fama di Matrix, avevano già realizzato alcuni “draft” di una sceneggiatura tratta dal fumetto di Alan Moore (e alcune di queste stesure circolano nella rete) che incontrarono al tempo parecchie critiche da parte degli occasionali lettori e furono successivamente accantonate.
Così come è accaduto con Peter Jackson per King Kong, il successo e il potere derivati dalla trilogia della matrice permettono ai fratellini d’oro di potersi dedicare ai loro sogni di gioventù e si torna a parlare di V for Vendetta. La Warner Bros annusa l’odore dei soldi e si occupa della produzione/distribuzione con gli stessi Wachowski e Joel “Re Mida” Silver a figurare nel mucchio selvaggio dei producer. Comprensibile che, dopo alcune considerazioni, la scelta del filmaker ricada su quel James McTeigue che, pur al suo esordio in cabina di regia, vanta in curriculum svariate esperienze come aiuto regista o direttore di seconda unità in titoli quali Matrix, Star Wars e Dark City.

Con un budget di circa cinquanta milioni di dollari e una co-produzione anglo-tedesca, si comincia a girare fra Berlino e Londra mettendo insieme un cast e una troupe di tutto rispetto: Natalie Portman nella parte di Evey, Hugo+Weaving (che sostituisce il transfuga James Purefoy) nel vestire gli scomodi panni di V e altri due calibri da 90 come Stephen Rea e John Hurt.

Luci, ombre e colori vengono affidati alla ventennale esperienza di Adrian Biddle che ha posto la sua firma come direttore della fotografia in film quali Aliens, Punto di non ritorno, La Mummia, Il mistero dell’acqua e Thelma e Louise mentre le scenografie sono affidate a un uomo di fiducia dei fratelli Wachowski, Owen Paterson.
Orgoglio italiano nel reparto musiche con Dario Marianelli (Pride and prejudice, The brothers Grimm) che viene preferito a colleghi ben più illustri. Nome relativamente “sconosciuto” anche al reparto costumi, sebbene Sammy Sheldon possa vantare in curriculum alcuni titoli di peso come Black Hawk Down e Il mercante di Venezia.

La storia è quella che ormai molti di noi conoscono e segue abbastanza fedelmente quanto proposto da Alan Moore nel fumetto: in una Gran Bretagna del futuro, reduce da un conflitto nucleare, si è instaurato un regime totalitario dall’appeal nazistoide. Minoranze, ribelli e devianze confinati in appositi campi di concentramento, pieni poteri ai corpi di polizia segreta che controllano ogni aspetto della vita del cittadino, totale censura su ogni tipo di media e presenza asfissiante della tecnologia nella vita quotidiana. In pratica l’incubo che George Orwell avrebbe scritto se avesse potuto assistere alo sfacelo tatcheriano. Su questo triste, grigio e asfissiante sfondo agisce l’anarchico V che cerca di sovvertire il regime attraverso atti tanto violenti quanto mirati e spettacolari. Una maschera nasconde le sue fattezze e nulla si sa sulle sue origini. Le cose si complicheranno quando il nostro V salverà la vita a Evey facendole scoprire che un altro tipo di esistenza è possibile. Ma, appunto, per accedere a quel nuovo mondo, bisogna prima di tutto morire e rinascere e poi far morire e far rinascere un’intera società…

Le località scelte per le riprese sembrano quanto di più adatto e promettente per una pellicola di questo tipo e si spazia dagli Studio Babelsberg (dove, particolare significativo, Fritz Lang diresse la sua personale distopia con Metropolis) fino alla zona di Whitehall nella quale stupiti e allarmati passanti inglesi hanno potuto assistere alla marcia di centinaia di attori che impersonavano la milizia paranazista di questa Gran Bretagna fantasiosa….


NATALIE PORTMAN: IL LATO DOLCE DEL FANTASTICO
Natalie Portman - V for vendetta Natalie Portman è la contraddizione vivente alla tacita legge del “belle ma stupide”: laurea in psicologia conseguita ad Harvard, conosce cinque lingue, abile nel balletto classico ma anche in quello jazz e nel tip tap, sa suonare il piano. Cosa si può volere di più da questo giovane angelo che ha già segnato in maniera indelebile la storia del cinema fantastico con ruoli importanti in Mars Attacks, Star Wars e ora anche V for Vendetta?
La Portman nasce in Israele da un medico e un’artista ma si trasferisce giovanissima in USA dove, all’età di undici anni viene notata da un agente cinematografico. La sua carriera da allora è in continua ascesa nonostante lei dedichi molta attenzione al corso di laurea ad Harvard (non partecipa a premiere e festival proprio per poter studiare con maggiore tranquillità).
Famosa per il suo vegetarianismo di matrice vegana, per le dichiarazioni ponderate contro certo (ab)uso della violenza nel cinema e per il fatto di scegliere i ruoli anche in base alle loro connotazioni positive, questa splendida ventiquattrenne rappresenta il necessario e ideale contraltare al wild bunch delle bellezze fredde, rapaci e fetish che affollano di recente la scena sf/horror/fantasy.
Il suo curriculum cinematografico, considerata la giovane età, è quantomeno impressionante: fra i titoli più noti possiamo trovare Léon, Heat, Mars attacks!, la recente trilogia di Star Wars, Ritorno a Cold Mountain e Closer.


JOEL SILVER, PENSIERO E AZIONE
Joel Silver - V for vendetta Difficile trovare nella Hollywood contemporanea un produttore più importante di Silver per quanto concerne quel vasto intergenere comunemente noto come action movie. Fin dai primi passi nel mondo del cinema (produttore associato per The Warriors nel 1979) questo personaggione nativo del New Jersey mostra una geniale attitudine a reinventare i limiti del film d’azione (e, nello stesso tempo, la carriera di molti attori legati a questo tipo di pellicole). Impressionante il suo carnet: 48 ore, Commando, Arma letale, Trappola di cristallo, Predator e The Matrix sono solo alcuni dei film che senza Silver non avrebbero potuto raggiungere i grandi schermi. Una notevole capacità di rischiare affidando progetti economicamente importanti a registi relativamente sconosciuti, il caratterino ruspante e un fiuto inarrivabile per le pellicole di successo fanno di lui un produttore in grado di richiamare alla mente personaggi analoghi della Hollywood di un tempo, distanti dalla classe di executives/ragionieri cui siamo abituati oggigiorno.
Da ricordare, aldilà dei successi in campo cinematografico, il fatto che ha inventato anche lo sport dell’Ultimate Frisbee e che, beato lui, colleziona per hobby le case create dal noto architetto Frank Lloyd Wright.
Presidente della DarkCastle Entertainment e della Silver Pictures.


IL FUMETTO
V for vendetta Uno dei titoli più rappresentativi della cosiddetta “invasione britannica”, comparve originariamente in bianco e nero, a puntate, sulla rivista Warrior (primi anni ottanta) che però chiuse prima del completamento della miniserie. La DC si occupò di stampare tutto il materiale precedentemente pubblicato e quello inedito per poi riproporre varie volte il tutto sotto forma di volume unico. Con l’entrata della DC si passa dal b/n ai colori di Siobhan Dodds e Steve Whitaker.
Avendo già precedentemente riassunto la trama del fumetto e non avendo in questa sede lo spazio necessario per discutere a fondo dell’importanza di questo titolo, basterà ricordare lo straordinario rapporto fra Alan Moore e David Lloyd a base di vari tentativi e draft di sceneggiatura fino alla geniale ideazione grafica del personaggio di V, rappresentato da Lloyd con un costume e maschera che ricordano il celebre personaggio Guy Fawkes, immagine che sblocca in Moore una serie di concetti e trovate che danno il via alla stesura definitiva dello script.
Da ricordare, fra gli altri “dettagli”, gli innumerevoli riferimenti alla lettera V e al numero 5 sparsi per l’intera trama (la quinta sinfonia di Beethoven, il pentametro come struttura ricorrente, i titoli dei vari episodi…) e, dal punto di vista tecnico, la totale assenza di didascalie, effetti sonori e rappresentazione dei pensieri dei personaggi, fatto realmente epocale.

In Italia V for Vendetta viene pubblicato per la prima volta sulla rivista Corto Maltese in maniera indegna, su carta di qualità pessima e diluito in un arco temporale eccessivo. Molto meglio rivolgersi alla Magic Press e alle sue varie edizioni in volume fra le quali impossibile non menzionare quella definita “edizione assoluta” che riproduce il fumetto nel suo formato originale apparso sulla rivista Warrior e quindi in pagine di grande dimensione (21 per 28,5 cm) e in bianco e nero, con l’aggiunta di alcune tavole inedite.


ALAN MOORE
Alan Moore - V for vendetta Vincitore di tutti i principale premi del mondo fumettistico, Alan Moore ha cominciato a scrivere sceneggiature nel 1980, collaborando alle riviste inglesi 2000 A.D. e Doctor Who Weekly. A questi hanno fatto seguito Marvelman (in seguito ripubblicato col nome di Miracleman) e l’edizione originale di V For Vendetta. Moore è poi entrato nella scena fumettistica americana nel 1983, producendo per la DC Comics la sua celebre serie di Swamp Thing e l’acclamato Watchmen, con Dave Gibbons. Nel 1988, Moore ha fondato la sua sigla editoriale, Mad Love Publishing, per cui ha scritto l’incompiuto Big Numbers, con Bill Sienkiewicz. Negli anni ’90 ha poi rivisitato le due facce del mondo vittoriano, creando From Hell con Eddie Campbell e Lost Girls con Melinda Gebbie. Negli stessi anni ha scritto il toccante romanzo grafico Un Piccolo Omicidio, con Oscar Zarate, il romanzo Voices of Fire, le performance teatrali The Birth Caul e Snakes and Ladders, e ha ricreato il mito di Superman con Supreme per i tipi della Awesome. Nel 2000 ha creato tutte le acclamate serie dell’America’s Best Comics: La Lega degli Straordinari Gentlemen, Tom Strong, Promethea, Top 10 e Tomorrow Stories.
Nel 2001 è uscito in tutte le sale del mondo il film Jack lo Squartatore (con Johnny Depp), liberamente tratto dal capolavoro di Moore From Hell.
Attualmente Alan Moore risiede in Inghilterra.


DAVID LLOYD
David Lloyd disegna fumetti dal 1977, quando ha cominciato ad adattare film e serie televisive. Per la Marvel UK, Lloyd ha creato la sua prima serie regolare, Night Raven, ma ha anche illustrato una serie con i personaggi di Dr. Who. Lloyd ha poi creato V for Vendetta con Alan Moore, all’epoca della sua prima pubblicazione sulla rivista antologica Warrior. In seguito, Lloyd ha prodotto racconti brevi per la Eclipse, ESPers con James Hudnall, Slaine con Pat Mills e storie di Crisis per la Fleetway. Più di recente ha disegnato per la Dark Horse The Territory, scritto da Jamie Delano. Ha collaborato stabilmente con la DC Comics, creando storie per diverse testate antologiche VERTIGO, e disegnando Hellblazer (su testi di Garth Ennis) e Greyshirt (con Rick Veitch) per l’America’s Best Comics.


GUY FAWKES
Guy Fawkes - V for vendetta Questo catto-insurrezionalista che operò a cavallo fra il 1500 e il 1600 è più di una mera fonte di ispirazione grafica nel concepimento del personaggio di V. Durante la prima stesura del soggetto Alan Moore incontrò notevoli difficoltà sia nella realizzazione della trama che nel delineare la figura del personaggio principale. Quando David Lloyd propose allo sceneggiatore l’idea di vestire V come un redivivo Guy Fawkes, Moore rimase folgorato sulla via per Damasco e riuscì a superare ogni intoppo recuperando, oltre al costume, anche il modus operandi del celebre attentatore.
Guido Fawkes era un fervente cattolico che, contrariato dalle scelte religiose del re Giacomo I d’Inghilterra, entrò a far parte di una congiura volta ad assassinare il re e l’intero parlamento tramite una esplosione durante una riunione plenaria della Camera dei Lord. Esperto in polveri da sparo (carriera di soldato intrapresa dopo aver dilapidato il patrimonio della famiglia), Guy Fawkes era stato prescelto come l’esecutore fisico dell’attentato, colui che avrebbe dato materialmente fuoco ai 36 barili di polvere da sparo nascosti in una cantina sotto le aule del parlamento. Una serie di ripensamenti da parte di alcuni congiurati (non volevano uccidere i membri cattolici del governo) portò infine a una lettera anonima di avviso a Lord Monteagle (cattolico che, insospettitosi, avvisò il Re) e al conseguente arresto (5 novembre 1605) di alcuni dei congiurati. Pochi mesi dopo (passati fra torture e detenzione) i malcapitati vennero processati e il 31 gennaio 1606 furono impiccati, decapitati e squartati. Da allora ogni 5 novembre nel Regno Unito viene festeggiato il fallimento dell' attentato nella cosiddetta notte di Guy Fawkes nella quale i bambini bruciano su un falò un pupazzetto che simboleggia l'attentatore.


PER UN’IDEA DELL’ANARCHIA
Anarchia - V for vendetta Non è certo mia intenzione tentare di dare una descrizione anche solo sommaria di che cos’è l’anarchia. Mi sembra però rilevante tentare di affiancare alla lettura del fumetto e alla visione del film alcuni strumenti utili a una riflessione più estesa, vera e propria soglia di partenza per quello che potrebbe essere un viaggio culturale e formativo molto importante.
L’anarchia è prima di tutto una rivoluzione personale così profonda e impegnativa che, paradossalmente, una volta terminato il primo passo tutto il resto del viaggio è in completa discesa.
Forse è più facile dire due parole su quel che l’anarchia non è, lasciando poi definizioni e approfondimenti a personaggi ben più capaci del sottoscritto. L’anarchia NON è “la terra del fa’ come ti pare”, non è la cuccagna dell’arraffa-arraffa degli espropri consumistici, non è il caos e l’assenza di regole, men che mai non è la libertà violenta del disporre degli altri come si vuole e si crede. L’anarchia richiede disciplina e volontà, tenacia e dedizione, amore e disponibilità.
Fossi costretto a menzionare una sola opera in grado di farvi capire l’austera bellezza dell’anarchia, non avrei dubbi nel consigliarvi la lettura di Quelli di Anarres/I reietti dell’altro pianeta, romanzo-capolavoro della nota scrittrice di fantascienza e fantasy Ursula K. Le Guin.
Fortunatamente posso approntare una piccola lista, nella speranza che qualcuno di voi si sia incuriosito a sufficienza:

CLASSICI
Stirner M., "L'Unico e la sua proprietà", Adelphi
Bakunin M., "Stato e Anarchia", Feltrinelli
Kropotkin P., "La morale anarchica", StampaAlternativa
Malatesta E. (a cura di Berti G.N.), "Il buonsenso della rivoluzione", Elèuthera

INTRODUZIONE-DIVULGAZIONE
Berti G.N., "Un'idea esagerata di libertà. Introduzione al pensiero anarchico", Elèuthera
Pani F. e Vaccaro S., "Il pensiero anarchico", Atlanti della Filosofia Demetra.

LETTERATURA-TEATRO
Orwell G., "Omaggio alla Catalogna", Mondadori
Stajano C., "Il sovversivo. Vita e morte dell'anarchico Serrantini", Einaudi
Artaud A., "Il teatro e il suo doppio", Einaudi

CINEMA
Vigo J., "Zero in condotta" (1933), Francia
Kazan E., "Viva Zapata!" (1952), USA, con Marlon Brando e Anthony Quinn
Taviani P. e V., "San Michele aveva un gallo" (1976), Italia, con Giulio Brogi
Loach K., "Tierra y Libertad" (1996), Inghilterra.


DISTOPIA
V for vendetta Sembra essere un buon periodo per le pellicole di matrice distopica e dopo l’uscita di Aeon Flux tocca ora a V for vendetta proporre al pubblico l’ormai consueta visione di un regime grigio e totalitario che opprime la libertà del singolo attraverso infiniti soprusi sia fisici che mentali.
Utopia e distopia sono spesso collegate ma, comprensibilmente, la seconda, molto più ricca di spunti drammatici rispetto alla prima, ha garantito nel corso dei decenni un flusso ininterrotto di romanzi e film all’interno del genere fantascientifico.
I tratti che caratterizzano la distopia sembrano essere univoci, comuni a gran parte delle opere e generalmente immutabili:

1 - Rimozione della “natura” dalla società, generalmente organizzata in un rigido sistema di classi poco permeabili fra loro;
2 – Xenofobia e razzismo, ostracismo e confino per ogni elemento deviante dalla norma imposta dall’alto;
3 – Piena connessione fra Governo e media, spesso usati come strumento di propaganda e indottrinamento con evidenti richiami a regimi di tipo fascistoide;
4 – Poteri quasi illimitati concessi alle forze di polizia con conseguente sviluppo di un ramificato ed esteso sistema di spionaggio/sorveglianza;
5 – Applicazione rigida e intransigente delle leggi con pene detentive molto dure per ogni tipo di infrazione e uso sistematico della tortura sia come deterrente che come mezzo per carpire informazioni e piegare la volontà dell’individuo;
6 – Scienza e Religione totalmente asservite (quando non identificate o confuse) allo Stato;
7 – Conformismo come valore positivo assoluto, individualismo come valore negativo assoluto;
8 – Affermazione della forza governativa attraverso un forte culto della personalità del leader, continua riscrittura della storia e della memoria civile per creare il maggior consenso/assenso possibile nei confronti delle scelte dello Stato;

5 romanzi di riferimento:
1984 di George Orwell
Arancia meccanica di Anthony Burgess
Il gregge alza la testa di John Brunner
Il mondo nuovo di Aldous Huxley
Noi di Evgenij Zamjatin

5 film di riferimento (escludiamo quelli tratti dai romanzi già citati):
La fuga di Logan di Michael Anderson
Fahrenheit 451 di Francois Truffaut
Brazil di Terry Gilliam
Gattaca di Andrew Niccol
Equilibrium di Kurt Wimmer


LINKOLOGIA
Fumetto V for Vendetta in edizione definitiva

Sito ufficiale del film V for Vendetta

V for Vendetta su Imdb.com

Una pagina Alan Moore

Un sito su Guy Fawkes

Sito ufficiale di Natalie Portman





Anteprima pubblicata il 20/03/2006
Da: Elvezio Sciallis