Ted Bundy (pagina 3)

Ted Bundy: Gli omicidi successivi

Meno di un mese dopo l'aggressione di Joni Lentz, Lynda Ann Healy scomparve dalla sua stanza seminterrata a Seattle. Macchie di sangue furono trovate sul letto, mentre le lenzuola e il cuscino erano scomparsi. Inizialmente la polizia non credette che potesse trattarsi di un omicidio, così nella stanza non vennero prelevate impronte e una macchia sul letto, apparentemente di liquido seminale, non venne mai analizzata. La porta che portava direttamente all'esterno fu trovata aperta. Forse Lynda aprì spontaneamente la porta a Bundy.

Nei mesi seguenti, tra la primavera e l'estate del '74, almeno altre cinque ragazze scomparvero in circostanze misteriose in un triangolo compreso tra tre stati: Utah, Oregon e Washington. Tuttavia gli investigatori non furono subito inclini a pensare che, dietro a queste sparizioni, vi fosse un unico assassino.

Il 17 giugno del 1974 la giovane Brenda Baker fu ritrovata morta in un parco. La causa della sua morte non poté essere stabilita a causa dello stato delle sue spoglie.

Appena due mesi dopo, nel parco del lago Shammanish di Washington, vennero trovati i resti di altre due ragazze, scomparse entrambe il 14 di luglio: Janice Ott e Denise Naslund. Ciocche di capelli di vario colore, quattro ossa del femore, due teschi e un osso della mascella furono identificati solo grazie all'encomiabile lavoro della polizia e del medico legale. Janice Ott era stata vista viva per l'ultima volta da una coppia che faceva un picnic sulla riva del lago. Avevano visto la ragazza con un giovane uomo attraente e li avevano sentiti parlare. Lui si era presentato come Ted e portava un'ingessatura al braccio: le aveva chiesto un aiuto per caricare la sua piccola barca sul tetto del suo maggiolino Volkswagen in quanto si era rotto un braccio giocando a tennis.

Letta questa storia su un giornale locale, una ragazza di nome Janice Graham riferì alla polizia di essersi ritrovata in una scena simile con lo stesso individuo. Arrivata però alla sua auto si era resa conto che non c'era nessuna barca da caricare e non aveva accettato di seguire l'uomo fino alla casa dei suoi genitori sulla collina, dove Ted sosteneva che la barca si trovasse, e dove lei avrebbe potuto aiutarlo. Janice Graham aveva rifiutato perché aveva ritenuto che fosse troppo rischioso andare con lui. Più tardi aveva visto Ted con un'altra ragazza.

Grazie a Janice Graham e agli altri testimoni che avevano visto l'uomo nel parco, fu possibile tracciare un primo identikit. Gli investigatori dei tre stati in cui erano avvenute le sparizioni cominciarono a collaborare tra loro.


Ted Bundy: L'identikit, le segnalazioni e lo Utah

Leggendo dei casi e vedendo l'identikit su un giornale, un'amica di Meg le fece notare che avrebbe potuto trattarsi del suo Ted. La segnalazione di Meg si unì a tutte le altre, ma la polizia scartò immediatamente l'ipotesi che un giovane studente di legge che lavorava a tempo pieno per il partito repubblicano potesse essere implicato.

In quel periodo Ted Bundy si spostò a studiare legge all'università dello Utah e anche qui commise altri omicidi di giovani donne.

Il 18 ottobre del 1974 la diciassettenne Melissa Smith scomparve mentre tornava a casa da una festa a Midvale, Utah. Il suo cadavere fu trovato il 27 dello stesso mese al Summit Park, vicino a Salt Lake City. La ragazza era nuda ed era stata picchiata, stuprata, sodomizzata, e strangolata con le sue stesse calze. Sporcizia e rametti erano stati infilati nella sua vagina e sembrava che l'assassino l'avesse truccata prima di gettarla via.

Laurie Aimee fu vista per l'ultima volta il giorno di Halloween a Lehi, Utah. La scomparsa della diciassettenne non fu denunciata per quattro giorni e il suo corpo fu ritrovato il giorno del Ringraziamento da un escursionista nell'American Folk Canyon. Anche Laurie era nuda: era stata violentata, sodomizzata e picchiata. Era morta per strangolamento e forse i suoi capelli erano stati lavati prima che il suo corpo venisse abbandonato.

Ted Bundy, il killer delle studentesse al suo processo


Bundy: Il cerchio si stringe

Tuttavia, Bundy fece il suo primo passo falso.
L'8 novembre del 1974 si avvicinò alla diciottenne Carol De Ronch in un centro commerciale a Murray (Utah) e, presentandosi travestito da agente di polizia, la informò che la sua auto aveva subito un tentativo di furto. Carol De Ronch salì sull'auto di Bundy convinta che sarebbe stata portata a una stazione di polizia per fare una regolare denuncia. Ma Ted fermò brutalmente la macchina, tirò fuori una pistola e le ammanettò un polso. Carol lottò e riuscì a fuggire prima che Bundy potesse bloccarle anche l'altro polso. Nella fuga si imbatté in un motociclista di passaggio che la portò alla polizia.

Carol riuscì a dare una descrizione dell'uomo e della sua auto. Fu notata una somiglianza con un altro omicidio avvenuto nello stato di Washington, ma sulle manette non furono trovate impronte e una macchia di sangue sul collo di Carol non fu sufficiente per poter fare dei test.

Poche ore dopo la fuga di Carol De Ronch e a sole diciassette miglia di distanza, Debbie Kent scomparve dalla Viewmont High School di Bountiful, Utah. Era uscita in anticipo dalla lezione di teatro per andare a prendere a scuola il fratellino, ma la sua auto non lasciò mai il parcheggio.

Alcune persone riferirono di aver sentito delle urla. L'insegnante di recitazione Raelynn Shepard testimoniò che uno strano uomo l'aveva avvicinata cercando di farle credere che era successo qualcosa alla sua auto nel parcheggio della scuola: era lo stesso trucchetto che Bundy aveva usato con Carol De Ronch. Un altro testimone raccontò di aver visto un maggiolino Volkswagen allontanarsi velocemente dal parcheggio della scuola.
Sul terreno fu trovata una chiave che apriva le manette che Carol De Ronch aveva ai polsi.
Debbie Kent non fu più ritrovata, né morta né viva.

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