Franklin Alix, la storia del serial killer

Nome completo: Franklin DeWayne Alix

Nazionalità/Paese: Stati Uniti d’America

Razza: Afroamericano

Sesso: Maschio

Data di nascita: 6 agosto 1975

Segno Zodiacale: Leone

Arrestato il: 6 gennaio 1998

Condannato definitivamente il: 2 Settembre 1998

Data di morte: 30 marzo 2010

Arco degli omicidi: agosto 1997 - gennaio 1998

Vittime accertate: 3

Vittime presunte: 4

Modus operandi: Uccide le vittime con uno o più colpi d’arma da fuoco dopo averle derubate.

Ultimo aggiornamento del dossier: 8 ottobre 2023


Franklin DeWayne Alix è un serial killer americano di colore non molto noto, responsabile di una sanguinolenta scia di crimini iniziata nell’agosto del 1997.

A differenza di ben più famosi assassini come Ted Bundy o Jeffrey Dahmer, il caso di Alix non sembra aver avuto una presa altrettanto forte sull’opinione pubblica americana, vista la scarsa componente sensazionalistica delle sue azioni: l’uomo era solito derubare le sue vittime minacciandole con una pistola, per poi sparar loro un colpo fatale in caso le cose si mettessero male. Gli omicidi, infatti, ricoprono solo una piccola parte della sua fedina penale, perlopiù sporcata da rapine a mano armata svoltesi in appartamenti e parcheggi, rapimenti e violenze sessuali.

Franklin ha più volte chiuso nel bagagliaio della sua auto le vittime di sesso femminile, costringendole con la forza a praticare atti sessuali e rilasciandole ore dopo.

In questa storia, in sintesi, non vi sono enigmi, corpi smembrati o rituali di cannibalismo, ma ciò non deve in alcun modo minimizzare la cruda e banale brutalità del suo operato.

La spirale di violenza in cui il killer ha indugiato, fortunatamente, ha avuto vita breve: dopo sei mesi dal suo prepotente inizio, l’uomo è stato arrestato il 6 gennaio del 1998 e condannato a morte il 30 marzo 2010, dopo un lungo processo in cui ha più volte smentito la sua colpevolezza.


Franklin DeWayne Alix: infanzia e Adolescenza

Franklin nacque nella contea di Harris, in Texas, il 6 agosto 1975. Attorno al suo passato, vista la scarsa copertura mediatica del caso, aleggia una fitta coltre di mistero: le informazioni sono veramente poche, tutte emerse a galla durante il processo.

Grazie alla rivelazione di alcuni testimoni è stato constatato che l’uomo, durante la sua gioventù, era un membro molto attivo della sua chiesa. Franklin, infatti, prestava spesso la sua voce al coro parrocchiale durante la messa, e ogni domenica insegnava catechismo ai bambini. Aveva dunque tutte le carte in regola per essere definito "un buon cristiano".

Inoltre, coloro che lo conoscevano lo hanno descritto come il tipico teenager allegro e amante del divertimento, un normalissimo ragazzo come tanti altri. Non esibiva nessuna delle caratteristiche del serial killer in erba, almeno all’apparenza.

L’uomo, però, ha tentato più volte di giustificare le sue esecrabili azioni facendo luce sugli aspetti più oscuri della sua giovinezza, parlando di un’infanzia difficile dovuta all’educazione severa impartitagli dai genitori. Secondo lui, per di più, la vera matrice di tutta quella violenza era di carattere puramente economico: non essendo cresciuto nel lusso, aveva pensato di racimolare abbastanza denaro per ripagare alcuni debiti tramite le rapine.

Più volte ha ribadito di non aver mai avuto cattive intenzioni, era solo un ragazzino povero dal passato difficile che, volendo fare la cosa giusta, è rimasto intrappolato in una ragnatela di giri sbagliati e gente altrettanto sbagliata.

Il serial killer afroamericano Franklin DeWayne Alix


Franklin DeWayne Alix: il primo Omicidio

Il primo omicidio commesso da questo assassino seriale si colloca dopo una serie di reati minori: già nel settembre 1992 era stato incarcerato per aver tentato di rubare un autobus dalla ditta Alamo-Rent-a-Car, poi nuovamente l’8 aprile del 1993 per il furto di un’auto e, infine, l’11 luglio del 1996 per possesso illegale di un’arma.

Per Franklin, insomma, il mondo del crimine non era un territorio inesplorato.

L’8 agosto 1997, però, segnò per lui un nuovo, inquietante inizio in quanto fu il giorno in cui mieté la sua prima vittima, il quarantunenne Gregorio Ramirez. Alix, infatti, tentò di rapinarlo nel parcheggio del suo appartamento, puntandogli contro una pistola, e sparò un colpo che gli costò la vita.

Nonostante in seguito non vennero trovate corrispondenze di DNA che collegassero Franklin al colpo, la vedova Ramirez lo identificò come principale responsabile.

Ciò non fermò in alcun modo la sua spietata avanzata, poiché già pochi giorni dopo, il 15 agosto, l’uomo aggredì a pugni in faccia il proprietario di un negozio da cui aveva fatto benzina senza pagare. Quello, insomma, era solo l’esordio della sua carriera da serial killer.


Gli omicidi seguenti del serial killer

In seguito all’omicidio di Gregorio Ramirez, Franklin DeWayne Alix si macchiò le mani col sangue di altri tre innocenti, senza contare tutte le altre persone che subirono la sua ferocia uscendone, però, ancora vive.

Il killer, di fatto, ha rapinato, sequestrato e aggredito molte persone. Il secondo omicidio avvenne con modalità molto simili al primo, poiché Franklin uccise a colpi di pistola Selewami Tewolde, di cui non si sa praticamente nulla, nel parcheggio di un complesso di appartamenti, probabilmente dopo aver provato a rapinarlo.

In seguito, l’uomo si rese colpevole di altre rapine a mano armata e aggressioni fisiche, fino ad arrivare al 3 gennaio 1998, data del suo delitto più efferato.

Quel giorno, Alix costrinse la diciannovenne afroamericana Karyl Bridgeford a entrare nel bagagliaio della sua auto, e la minacciò affinché gli desse del denaro. La ragazza, però, non aveva soldi con sé e la sua carta di credito era praticamente vuota, neanche riusciva a ricordare il PIN. Per cui, spinta dal suo istinto di sopravvivenza, si offrì di guidarlo fino al suo appartamento, dove avrebbe potuto prendere ciò che voleva.

Una volta arrivati, Alix puntò addosso a Karyl la sua pistola affinché seguisse ogni suo ordine, dicendole che non avrebbe esitato a far del male alla sua famiglia se qualcosa fosse andato storto, poi cominciò a mettere a soqquadro la casa in cerca di oggetti di valore da rubare. L’uomo si impossessò di due televisori, un videoregistratore e un gioco Nintendo.

Dopo, non contento, si avventò sulla ragazza per abusare sessualmente di lei. Franklin, però, non aveva messo in conto la presenza del fratello ventitreenne di Karyl, Eric Bridgeford, che fece il suo ritorno a casa insieme a un amico proprio mentre stava finendo di perquisire l’appartamento ormai distrutto. I due ragazzi, vedendo il corpulento estraneo armato, provarono a darsi alla fuga, ma Alix si lanciò prontamente all’inseguimento, colpendo Eric alla schiena con un proiettile e uccidendolo sul colpo.

In una sola giornata aveva sconvolto per sempre la vita di tre persone. Il giorno dopo, Franklin DeWayne Alix compì l’ultimo omicidio prima del suo imminente arresto: in seguito a un tentativo di rapina, tolse la vita al trentaquattrenne Christopher Thomas, che stava ascoltando indisturbato la musica nella sua auto.


Franklin DeWayne Alix: cattura e Incarcerazione dell'assassino

Il 6 gennaio del 1998, dopo sei lunghi mesi all’insegna di violenza e depravazione, Franklin DeWayne Alix venne finalmente arrestato dalla polizia di Houston per l’omicidio di Eric Bridgeford. L’uomo, durante l’interrogatorio, rilasciò una confessione riguardo la sua responsabilità dietro alla morte del giovane, e condusse gli agenti al ritrovamento dell’arma del delitto.

Un esperto confermò la corrispondenza tra la pistola e il proiettile rinvenuto dal corpo del ventitreenne, e a quel punto non vi furono più dubbi: Alix fu accusato di omicidio capitale e venne rinchiuso nel carcere della contea di Harris in attesa del processo.

La sua permanenza in prigione fu tutt’altro che tranquilla, più volte l’uomo si dimostrò violento verso gli altri detenuti e in ben due occasioni, il 6 aprile e il 27 maggio del 1998, prese parte a vere e proprie risse.


Franklin DeWayne Alix: processo e condanna

Il processo contro Franklin DeWayne Alix ebbe ufficialmente inizio nell’Agosto del 1998. L’uomo era accusato di omicidio capitale ai danni di Eric Bridgeford, e fin da subito l’accusa chiese la condanna a morte.

Durante il processo vennero a galla tutti gli altri crimini da lui commessi, dalle rapine a mano armata agli stupri ai danni delle giovani donne coinvolte, e le relative prove. Emersero, inoltre, gli omicidi di Selemawi Tewolde, Gregorio Ramirez e Christopher Thomas.

L’uomo, per di più, aveva alle sue spalle altre tre condanne: sei mesi per il furto di un autobus nel settembre 1992, tre anni per il furto di un’auto nell’aprile del 1993 e settanta giorni per possesso illegale di un’arma nel luglio del 1996.

L’accusa, dunque, fece leva sulla lunga sequela di delitti a suo nome.

La difesa, d’altro canto, chiamò a testimoniare tutti coloro che in passato avevano avuto a che fare con lui, che lo descrissero come "un bravo ragazzo cristiano".

Franklin stesso dipinse un ritratto molto empatico di sé, raccontando di un passato difficile segnato dalla povertà e dall’educazione rigida dei suoi genitori. Stando alle parole dell’uomo, egli era colpevole solo delle rapine, a cui aveva preso parte esclusivamente per ripagare un debito di droga a un certo Kevin Smith.

Alix, inoltre, negò la sua responsabilità dietro alle violenze sessuali e agli omicidi: il rapporto con Karyl Bridgeford era stato assolutamente consensuale, gli oggetti rubati dall’appartamento erano regali e aveva sparato a Eric soltanto per autodifesa.

L’avvocato difensore chiese per lui l’ergastolo, ma la giuria non sembrò volerglielo concedere: vista la crudeltà dei suoi crimini e i suoi frequenti ed esplosivi scatti d’ira in tribunale, Franklin DeWayne Alix fu formalmente condannato a morte il 2 settembre del 1998.

Nel 2006 i suoi avvocati contestarono il cattivo lavoro della polizia di Houston, visto che apparentemente non vi erano sufficienti prove del DNA che collegassero Alix all’omicidio di Gregorio Ramirez. Tuttavia, la corte d’appello si dimostrò inamovibile: Franklin sarebbe stato comunque giustiziato, le prove a suo sfavore erano troppe. Più volte, infatti, fu definito dall’accusa il “poster boy della pena di morte”.


La morte del serial killer

Franklin DeWayne Alix venne giustiziato il 30 marzo 2010 con un’iniezione letale presso l’unità di Huntsville. Fino alla fine negò la sua colpevolezza, affermando di non sentirsi in colpa per i suoi presunti sbagli, e arrivò persino a rifiutare un ultimo pasto.

Le sue ultime parole le rivolse alle famiglie delle vittime: "Non sono il mostro che mi hanno fatto passare. Ho fatto molti errori che hanno portato via vostro figlio. Ho sbagliato, ho fatto scelte sbagliate. Me lo porterò nella tomba, sarò in pace. È quello che è. Ho la pace nel cuore".

L’iniezione gli venne somministrata alla fine del suo discorso, e venne dichiarato morto alle 6:20 del pomeriggio, sette minuti dopo. Alix era il quinto assassino giustiziato in Texas quell’anno, e il primo da Harris County.


Franklin DeWayne Alix: la lista delle Vittime

Vittime Accertate:
Selemawi Tewolde, uccis* il 5 ottobre 1997
Eric Bridgeford, maschio afroamericano di 23 anni, ucciso il 3 gennaio 1998
Christopher Thomas, maschio di 34, ucciso il 4 gennaio 1998

Vittime Presunte:
Gregorio Ramirez, maschio ispanico di 41 anni, ucciso l’8 agosto 1997


L'impatto sociale

Franklin DeWayne Alix non ha lasciato un’impronta abbastanza nitida sull’opinione pubblica e la cultura pop. La sua storia, per quanto rivoltante, non ha ispirato la realizzazione di documentari o serie tv, e ancora oggi non si può ricavare molto dalla magra manciata di articoli scritti a riguardo.

Il mondo ha deciso di dimenticarlo, così come le famiglie delle vittime che, a malincuore, lo hanno perdonato per andare avanti e scrollarsi di dosso rabbia e rancore.

Come affermò Janey, madre di Eric e Karyl Bridgeford, "Our lives are forever changed but we need to go on" (le nostre vite sono cambiate per sempre, ma dobbiamo voltare pagina).


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