Herbert Baumeister (pagina 3)

Herbert Baumeister: gli omicidi
Per raccontare degli omicidi dell'assassino seriale chiamato Herbert Baumeister la cosa migliore è forse quella di fare un salto laterale e spostare l’attenzione su un ex sceriffo che è diventato un abile investigatore privato, Virgil Vandagriff.

Virgil si occupa, durante i primi ‘90, di due casi di sparizioni di giovani ragazzi che fanno scattare in lui alcuni campanelli d’allarme: troppe similarità, troppe coincidenze difficili da spiegare e una testimonianza che sembra gettare una strana ombra sulla faccenda. Durante l’investigazione riguardante queste sparizioni Virgil incappa in un super testimone, tale John (nome di fantasia, ovviamente), che conosceva una delle persone scomparse e asserisce di essere sicuro di aver scampato di poco la morte per mano del probabile assassino.

John aveva accettato un invito a casa da parte di Brian Smart (nome con cui si era presentato Herb), che lo aveva portato in una grande villa in una contea periferica, deserta: dentro la villa una piscina e, particolare che lo aveva colpito, strani mucchi di manichini che, asseriva Brian, gli tenevano compagnia quando si sentiva solo. Brian era quindi scomparso, tornando poco dopo visibilmente alterato, come sotto effetto di cocaina, e lo aveva quindi convinto a tentare giochi erotici di strangolamenti. John si era quindi finto morto e Brian aveva presto perso interesse, finendo quindi per addormentarsi senza ammettere che l’amico scomparso di John potesse essere una delle vittime di questi giochi. John si era quindi fatto riaccompagnare a casa con la convinzione che Brian fosse colpevole.
John non riusciva assolutamente a ricordare con precisione né l’ubicazione della casa né altri particolari e diventava difficile convincere la polizia ad effettuare altre indagini, anche perché alcune sparizioni di omosessuali in piena Bible Belt (così ci si riferisce all'area sud est degli USA, spesso pregna di un protestantesimo evangelico e conservatore) interessavano ben poche persone.

La vicenda si trascina per più di un anno: vengono tentati approfondimenti sia da parte dell’investigatore privato che da parte di un ufficiale di polizia particolarmente sensibile al caso che stava già investigando su molteplici sparizioni nell’ambito del circuito dei bar e posti di ritrovo gay, ma senza particolari risultati. La svolta si avrà per la solita combinazione di caso e trascuratezza da parte del serial killer.

Le cose per Baumeister nel frattempo, avevano cominciato a prendere una brutta piega.
Tutti i fantasmi che era riuscito a tenere nascosti sotto la superficie fino a inizio anni novanta cominciano ad affiorare: beve sempre più spesso, tratta peggio la moglie, diventa sempre più trascurato sul lavoro trattando i suoi dipendenti come schiavi e assentandosi per ore, spesso tornando con nel fiato l’odore dell’alcool.
Nel 1994 viene arrestato per guida in stato d’ebbrezza e rilasciato dopo tre giorni di carcere e poco dopo uno dei figli, giocando nel giardino di casa, trova i resti di un teschio umano.
Herb mette una pezza alla faccenda asserendo che si tratta di materiale ce usava suo padre quando faceva l’anestesista ma non passa giorno che non si formi qualche nuova crepa nella sua facciata di rispettabilità.

Gli affari vanno sempre peggio, i due negozi sono sempre più trascurati e l’ente di beneficenza ritira il suo appoggio. Infine, la moglie è sempre più tentata di chiedere il divorzio.

L’anno dopo, nel 1995, il castello di carte crolla definitivamente: Herb chiude i negozi ed è sempre più vicino al crollo, cede alla tentazione e torna a frequentare un bar gay, viene notato da John che riesce a prendere il numero di targa e a fornirlo alla polizia. L’ufficiale confronta Herb ma ottiene un netto rifiuto alla richiesta di perquisire la sua casa, stessa cosa avviene con la moglie.

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Dossier scritto da:
Elvezio Sciallis

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