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Yoo Young-Chul, la storia del serial killer

Nome Completo: Yoo Young-Chul

Nazionalità/Paese: Corea del Sud

Segno zodiacale: Ariete

Nato il: 18 aprile 1970

Morto il: in vita

Arco degli omicidi: settembre 2003 - luglio 2204

Vittime accertate: 21

Vittime presunte: 40

Modus Operandi: assale le sue vittime nelle loro abitazioni o attirandole in casa propria, uccidendole poi con un pesante martello e aiutandosi con armi da taglio.


Non ci siamo occupati spesso sulla pagine di LaTelaNera.com di assassini seriali attivi nei paesi orientali: lo facciamo raccontandovi la terribile biografia di oggi.

Yoo Young-Chul è uno dei più famosi e prolifici serial killer coreani: nel giro di pochi mesi, tra il settembre del 2003 e il luglio del 2004, uccise un numero ancora oggi imprecisato di persone (tra le 20 e le 40), molte delle quali giovani prostitute o benestanti anziani dei ceti elevati.

Una scia criminale, la sua, cominciata con piccoli furti e truffe, sfociata in brutali omicidi all'arma bianca e degenerata in seguito nella mutilazione dei cadaveri e nel cannibalismo: Yoo avrebbe infatti confessato di aver mangiato parti degli organi interni di alcune delle sue vittime al fine di "purificarsi".

Condannato a morte per i suoi malati crimini il 13 dicembre 2004, Yoo Young-Chul è ancora in carcere in attesa dell'esecuzione.


Yoo Young-Chul: infanzia e adolescenza

Yoo Young-Chul nasce il 18 aprile 1970 (sotto il segno zodiacale dell’Ariete) in un villaggio della Jeolla Settentrionale, a circa 200 km a sud della capitale Seul.

La sua infanzia non è particolarmente felice o semplice: è di famiglia modesta e operaia, i genitori litigano spesso, e la sua nascita non era attesa né voluta. Quando papà e mamma divorziano addirittura viene cresciuto dalla nonna, che gli confiderà che sua madre aveva preso in considerazione l'idea di ucciderlo tanto era infastidita dall'averlo dovuto dare alla luce.

A sei anni si trasferisce a vivere dal padre a Seul: troverà lì i suoi due fratelli maggiori e sua sorella minore e una matrigna, la donna con la quale l'uomo si è risistemato. Quest'ultima è parecchio dura e manesca di maniere quando si tratta di educare la figliastra.

Anche a Seul la situazione non è felice: Mapo, il quartiere dove vivono, è una zona povera senza elettricità e acqua corrente, e la miseria trasuda da ogni angolo e strada. Suo padre, un veterano della guerra del Vietnam, negli anni ha sperperato i suoi risparmi di guerra in investimenti speculativi fallimentari e ora campa gestendo un negozio di fumetti, facendo letteralmente la fame.

La situazione è insostenibile per uno dei sui fratelli maggiori, che scappa di casa. Yoo lo imita qualche mese dopo, a otto anni compiuti, fuggendo a vivere dalla madre insieme alla sorella. Purtroppo per i due la donna abita anch'essa a Mapo e non sta messa meglio del padre.

Nonstante i problemi famigliari e la mancanza cronica di denaro, Yoo a scuola - frequenta quella elementare di Gongdeok - si mette in evidenza per la sua educazione, impegno e tranquillità. E quando i compagni lo prendono in giro e umiliano per l'estrema povertà del pranzo che si porta da casa (spesso solo riso appiccicoso con crema di fagioli) non reagisce.

Ogni tanto torna a trovare il padre, per il quale prova un affetto sincero. L'uomo è stato lasciato dalla compagna e, anche a causa di problemi economici, è scivolato nel vortice dell'alcolismo: morirà di lì a poco in un incidente automobilistico.

Yoo comunque reagisce, e si impegna ancora di più negli studi.
Nel 1984 si iscrive alle scuole medie ed è fortemente attratto dalle materie artistiche. Gli piace incidere il legno, gli piace comporre poesie, gli piace dipingere (anche se è daltonico), gli piace cantare. È anche un valido atleta ma spesso sviene durante gli allenamenti, forse a causa della sua misera dieta.

Terminate le medie nel 1987 prova a iscriversi a un liceo d'arte ma non passa le selezioni ed è costretto a ripiegare su un liceo tecnico. Questo fallimento lo segna profondamente: non può dedicarsi alle sue materie preferite e la sua famiglia non ha il denaro per iscriverlo a una scuola d'arte privata. L'impegno, l'educazione e la sopportazione non hanno portato a nulla.

E mentre la sua vita sembra andare in pezzi, Yoo non può non vedere la ricchezza degli altri che lo circonda e le infinite possibilità e opportunità che questa concede. Il ragazzo ha passato gran parte della sua infanzia a fantasticare di diventare ricco, a sognare di far parte di una famiglia agiata, ma ora tutti questi desideri si trasformano in odio. Sì, la causa della sua rovina sono i ricchi.


Yoo Young-Chul: i primi passi nel mondo del crimine

Nel 1988 comincia la discesa all'inferno di Yoo Young-Chul. Dalla casa di un vicino benestante ruba una chitarra e un mangianastri della Sony, ma viene scoperto e denunciato alle autorità. Finisce in un centro di detenzione minorile e non si diplomerà mai.

Nel 1991 ruba una macchina fotografica e del contante da un ufficio ma viene arrestato e, essendo ormai maggiorenne, passa 10 mesi in prigione.

Il giorno di Natale di quell'anno, poco dopo essere uscito di prigione, incontra una massaggiatrice, Ms. Hwang, e i due si innamorano e sposano il 23 giugno 1993. Ma il matrimonio e la felicità portata da questa relazione non gli fanno cambiare rotta: furti e truffe sono sempre all'ordine del giorno, anche perché la coppia letteralmente non arriva alla fine del mese.

Quello stesso anno ruba un'auto lasciata aperta con le chiavi inserite nel quadro del cruscotto, ma viene arrestato e condannato a 8 mesi di reclusione.

In questo periodo si suicida uno dei suoi fratelli, affetto da anni da depressione e diventato alcolista, e Yoo viene curato più volte al National Mental Hospital per alcuni attacchi epilettici (coerenti con le perdite di sensi avute ai tempi delle medie).

Il 26 ottobre 1994 nasce quello che sarà il suo unico figlio, e la necessità di denaro diventa sempre più pressante.

L'anno successivo, il 1995, viene arrestato per vendita illegale di materiale pornografico e condanato a una multa di 3 milioni di won (la moneta ufficiale della Corea del Sud).

Nel 1998 finisce al gabbio per aver creato dei documenti falsi, aver rubato l'identità ed essersi fatto passare per un ufficiale del governo. Uscirà di galera due anni dopo, giusto in tempo per compiere il crimine che cambierà per sempre la sua vita.


Yoo Young-Chul: stupro, divorzio e ancora galera

Nel marzo del 2000 viene arrestato per aver violentato una ragazzina di 15 anni. Sua moglie, che lo aveva sempre compreso e perdonato per i suoi problemi con la legge (era grazie ai suoi crimini che la famiglia sopravviveva), non sopporta oltre e chiede il divorzio. Lo otterrà e a Yoo sarà anche proibito in futuro di andare a trovare il figlio.

Nei tre anni e sei mesi che passa in prigione Yoo Young-Chul ha molto tempo per pensare alla propria situazione e a cosa non ha funzionato nella sua esistenza. Passa anche del tempo a studiare la storia di Jeong Du-young, un serial killer coreano che tra il giugno 1999 e l'aprile del 2000 uccise 9 persone facoltose nel corso di alcune sue rapine in alcune ville della provincia di Gyeongnam.

Il periodo passato al Centro di Detenzione di Jeonju non gli fanno bene, anziché rieducarlo lo incattiviscono e acuiscono il suo odio verso i ricchi e il suo desiderio di rivalsa verso la società. Quando esce di prigione l'11 settembre del 2003 è una persona completamente diversa, con una missione in testa da compiere.
Una missione di morte.

Il serial killer sud coreano Yoo Young-Chul


Yoo Young-Chul: primo omicidio

Una volta in libertà affitta un appartamento nell'area di Seul dove è cresciuto e si mantiene andando a estorcere denaro dalle prostitute e dai papponi nei quartieri a luci rosse della città, spacciandosi per un poliziotto.

Si costruisce da solo l'arma con cui compierà la maggior parte dei suoi crimini: un martello pesante 4 chili. Per imparare a padroneggiare al meglio il suo "attrezzo di morte" fa pratica su alcuni cani randagi, ammazzandoli a martellate sulla testa.

Il 24 settembre 2003 si considera pronto per cominciare a mettere in pratica il suo piano: uccidere 100 persone ricche, perché i ricchi sono la causa principale di tutto quello che non funziona nella società coreana.

E per trovare le sue prime vittime va a cercarle nei quartieri di religione cristiana della città, nelle vicinanze di una chiesa. Prende la metropolitana e scende alla stazione di Apgujeong-dong, il distretto più benestante di Seul, sostandosi poi nel quartiere di Sinsa. Cerca una chiesa e poi cerca nelle vicinanze una villa con giardino circondata da un muro di cinta, segno inequivocabile di ricchezza e benessere.

Quando ne trova una di suo gradimento passa oltre dieci minuti a osservarla e studiare la situazione. Nell’abitazione, una “normalissima” villetta a due piani con un giardino ricco di erbe e bonsai circondato da un muro alto meno di due metri, sembra abitare soltanto una coppia di anziani coniugi e non c’è sistema di allarme.

Yoo si infila i guanti e scavalca il muro posteriore portandosi dietro la borsa col suo martello e un coltello con una lama da 15 centimetri. Penetra in casa dalla porta anteriore, non chiusa, e sale al piano superiore per accertarsi che oltre ai due vecchi già visti non ci siano altre persone in casa.

Poi scende, fa irruzione nella camera da letto della coppia - un professore universitario di 72 anni e sua moglie di 68 - e accoltella l’uomo alla gola. La donna grida in preda all’orrore e si piega sul marito per aiutarlo: in quel momento Yoo li colpisce entrambi sulla testa più volte col martello, uccidendoli.

Soddisfatto, si accerta che le sue vittime siano morte poi usa un asciugamano per cercare di rimuovere dai suoi pantaloni alcune macchie di sangue dei due. Prima di andarsene ripulisce le sue tracce lasciate per la casa e sparge a casaccio sul pavimento dei vestiti trovati in un armadio. Non ruba nulla, né soldi né gioielli, e non prende alcun trofeo dai cadaveri.

Abbandona il luogo dei suoi crimini dalla porta principale e fa ritorno alla stazione di Apgujeong-dong, dove risciacqua e pulisce nei bagni i suoi attrezzi di morte.

Il primo passo della sua vendetta è compiuto.
Purtroppo ce ne saranno tanti altri.


...dossier da completare nelle prossime settimane.

Capitoli: 1

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Dossier scritto da:
Alessio Valsecchi

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