Belle Gunness (pagina 4)

Belle Gunness: il processo

Il 9 novembre del 1908 si aprì ufficialmente il processo contro Ray Lamphere, sul quale pendeva oltre all’accusa d’incendio doloso, anche quella di omicidio plurimo.

Nonostante il susseguirsi di testimoni, molti dei quali amici e parenti delle persone uccise dalla Gunnes, desiderose perciò di giustizia, non si arrivò mai ad un chiarimento logico ed esaustivo dei fatti.

Il 26 novembre del 1908 il giudice Richter emanò la seguente sentenza:
“Troviamo il sig. Ray Lamphere colpevole dell'incendio causato nella fattoria, ma estraneo al massacro di quelle genti.”

Scampato alla forca, Lamphere fu chiuso in carcere, dove morirà di tubercolosi nel 1911. Anche qui continuerà a dichiararsi innocente dell’incendio, asserendo:
“Non è morta (parlando di Belle Gunnes), io so che aveva una grande cicatrice nella gamba sinistra, il corpo della donna decapitata trovata nello scantinato, non ha nessuna cicatrice, non mi hanno voluto credere, è riuscita a prendersi gioco di tutti noi.”

Belle Gunness: gli avvistamenti

Le parole di Lamphere trovarono un immediato riscontro nella realtà. Infatti iniziarono a susseguirsi, sempre con maggiore frequenza, gli avvistamenti di Belle Gunness:

- Il 29 aprile 1909 il capotreno Jesse Hurst asserì di aver visto la Gunness salire sul treno, alla stazione di Decatur (Indiana), trasportata su di una barella.

Il cimitero privato di Belle Gunness
foto: il campo dove la Gunness seppelliva i cadaveri di alcune sue vittime.


- Nell'aprile 1909 la Vedova Nera venne vista da un agricoltore mentre si trovava a bere in un bar.

- In molte occasioni un’amica di Belle, un certa Almetta Hay, dichiarò che l’assassina si sarebbe recata spesso da lei. Nel 1916 quando la Hay morì, fu ritrovato nel suo appartamento un teschio umano, nascosto in mezzo a dei cuscini. Gli inquirenti paventarono l’ipotesi che quel cranio appartenesse al cadavere rivenuto nella cantina della fattoria, andata a fuoco nell’aprile del 1908.

- Nel 1917 Belle fu identificata da un uomo che dichiarò di averla vista lavorare in un ospedale come infermiera.

- Nel 1931 a Los Angeles venne ucciso August Lindstrom, un ottantunenne di origini norvegesi. L’uomo fu avvelenato da una certa Esther Carlson, la quale seguì lo stesso modus operandi di Belle Gunnes. La Carson fu arrestata con l’accusa di omicidio ma morì di tubercolosi mentre era in attesa di giudizio.

Una cartolina dall'obitorio di La Porte
foto: una cartolina dall'obitorio di La Porte, divenuta ai tempi una macabra meta turistica.


- Nel 1935 alcuni asserirono di averla vista lavorare come maîtresse in un bordello nell’Ohio. Quando un detective dilettante si recò da lei e la chiamò col suo vero nome (Belle), questa si voltò verso di lui e lo redarguì con violenza. Successivamente gli amici della donna intimarono al detective di lasciare perdere ogni indagine, se non voleva passare dei guai.


Concludiamo con questi versi, molto indicativi, composti da Belle Gunnes:
È rossa dell’Indiana la luna | Perché Belle forte e cupa era una | e pensa a tutti quegli uomini di Norvegia | che St. Paul mai più rivedranno

Clicca per leggere la newsletter ABISSO

Capitoli: 1 2 3 4

Dossier scritto da:
Alessandro Nespoli

La copertina del libro Il sogno del buio (Storie dal NeroPremio)
ABISSO è la newsletter di La Tela Nera
La copertina del libro Per chi è la notte (Storie dal NeroPremio)
La storia del serial killer Andrei Chikatilo

La storia del serial killer Robert Berdella

La storia della serial killer Leonarda Cianciulli

La storia del serial killer Jeffrey Dahmer

La storia del serial killer Ted Bundy

La storia del serial killer Charles Manson

La storia del serial killer Albert Fish

La storia del serial killer Ed Gein

La storia del serial killer Aileen Wuornos

La storia del serial killer Richard Ramirez
La copertina del libro Figlio del tuono (Storie dal NeroPremio)

Disclaimer e Diritti | Recapiti e Contatti | Questo sito usa i cookie: consulta le nostre privacy policy e cookie policy