Gerard Schaefer (pagina 3)

Gerard Schaefer e Sondra London: rivalità, tradimenti e minacce

I rapporti tra Gerard Schaefer e la London, che si erano all’inizio riavvicinati al punto da fidanzarsi, si erano nuovamente interrotti dopo che la donna si era interessata troppo al serial killer e detenuto Daniel Rolling, lo "Squartatore di Gainesville", con il quale ha scritto il libro Making of a serial killer, corredato da disegni dell’assassino.

Shaefer, che non ha preso bene il doppio tradimento della donna che gli ha preferito Rolling sia come fidanzato che come scrittore, le ha inviato numerose lettere in cui la minacciava di morte, sostenendo di avere contatti con la mafia e il Ku Klux Klan.

Shaefer, sempre per lettera, ha litigato anche con il suo rivale in amore e letteratura, sostenendo tra l’altro che "Rolling rappresenta una forma di vita sotto-umana che si è ormai trasformata in qualcosa che trascende la possibilità di redenzione sociale. […] ha passato così tanto tempo a vantarsi dei suoi stupri e dei suoi sventramenti che praticamente ogni detenuto potrebbe essere chiamato a testimoniare."

La storia della London con lo Squartatore di Gainesville si è raffreddata dopo la pubblicazione di Making of a serial killer. Rolling è stato giustiziato il 25 ottobre 2006.

Il 3 dicembre 1995 Schaefer è stato invece trovato pugnalato a morte nella sua cella presso il Penitenziario della Contea di Bradford, Florida. Era stato ucciso da Vincenzo Rivera – sembra per una divergenza su una tazzina di caffè - un altro detenuto che però non ha mai confessato il delitto.

Una foto del serial killer Gerard John Schaefer


Il network degli assassini seriali di Gerard Schaefer: tra arte e ispirazione

Shaefer ha goduto di una certa notorietà tra gli altri “colleghi” serial killer carcerati. Ha stretto con alcuni - divenuti in prigione pittori e/o disegnatori come lui - anche un’amicizia epistolare, inventando il round-robin pictures: disegni collettivi che inizia un assassino seriale e sono continuati da altri.

Il progetto coinvolse soprattutto Shaefer stesso, Ted Bundy, Ottis Toole e Gerald Eugene Stano (“Il vero Stallone Italiano” che massacrava autostoppiste come Shaefer). Con Toole, rinchiuso come lui nel Penitenziario della Contea di Bradford, ha creato un vero e proprio sodalizio artistico e i due hanno realizzato molte opere insieme.

Shaefer si è vantato del fatto che Ted Bundy, che a volte si spacciava per poliziotto per avvicinare le vittime, si sia ispirato a lui. Lo stesso avrebbe fatto Yoo Young-chu, assassino serial della Corea del Sud, che - come avrebbe sostenuto di aver fatto altrettanto Schaefer - ha commesso sulle vittime anche atti di cannibalismo.

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Dossier scritto da:

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