Sadismo

Serial Killer > Wiki > Molti serial killer traggono piacere sessuale nell'infliggere dolore fisico e psicologico alle loro vittime

Sadismo Secondo la definizione del DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual), il sadismo è una parafilia che consiste nel trarre piacere sessuale dall’infliggere dolore fisico o psicologico tramite atteggiamenti volti a umiliare la vittima.

Il termine deriva dal noto marchese De Sade (nell'illustrazione a fianco), aristocratico francese autore di diversi libri erotici i quali vertono sulla figura del sadico quale essere freddo e razionale capace di ogni sorta di azione immorale e riprovevole ai fini dell’accrescimento del proprio piacere sessuale.

Il sadismo si presenta in diverse forme, oltre a quello sessuale caratterizzante gli omicidi seriali, si parla di sadismo psicologico quando il soggetto che ne è affetto gode nel maltrattare i familiari e gode delle disgrazie e insuccesso altrui. Nell’ambito familiare questi soggetti sono estremamente rigidi e autoritari, pretendono obbedienza e sottomissione palesando un insano e distorto senso dell’autorità.

La maggior parte dei sadici è di sesso maschile. Glen O. Gabbard asserisce che i sadici tentano di capovolgere scenari infantili in cui le vittime di abusi fisici e psichici erano loro. Infliggere agli altri quello che loro hanno subito nell’infanzia, oltre ad avere una valenza di vendetta serve al sadico per cercare di lenire quelle ferite del bambino che era. Spesso le fantasie sadiche che si manifestano durante l’infanzia vengono agite nei primi anni dell’età adulta, quando le pulsioni sono talmente forti da dover essere messe in pratica.

Il sadico si dimostra un’abile manipolatore, in grado di affascinare la sua preda e non lasciarle scampo: è una perfetta macchina di morte. Gli atti sadici, che vanno dal catturare a imprigionare, bendare, frustrare, mutilare e provocare ferite e lesioni che inevitabilmente a lungo andare inducono la morte, non hanno nulla a che vedere con il sesso: l’intento primario delle torture fisiche e psicologiche, infatti, è infliggere sofferenza e prolungarla all’estremo. Con la morte della vittima l’insano gioco terminerebbe e lui non godrebbe più, per questo motivo è tipico che il sadico rianimi la vittima per poi infierire di nuovo su di lei.

Lo strangolamento è la modalità di tortura preferita dal sadico, in questo modo innanzitutto ha un contatto fisico con la vittima, può guardarla negli occhi ed essere pervaso dal terrore che la medesima ovviamente palesa.

Quando lo pratica, lo stupro post-mortem ha una valenza dispregiativa ulteriore nei confronti della vittima e affermazione di potenza assoluta sessuale per il sadico.

L’uso delle armi da punta/taglio va a sostituire o rafforzare la funzione del pene, a sostituirla nel caso di impotenza del soggetto. Non a caso le parti anatomiche colpite da un sadico sono i seni femminili, la regione pubica, tutti simboli della femminilità.

Hazelwood, Dietz e Warren hanno notato che i comportamenti preferiti dai sadici sessuali sono: lo stupro anale e la costrizione alla fellatio. Più la vittima gli opporrà resistenza più lui si sentirà onnipotente, più potrà depersonalizzarla accrescendo il suo piacere.

Kaplan ha spiegato il sadismo quale disturbo d’identità di genere. I sadici sarebbero omosessuali che rifiutando la loro natura sessuale cercherebbero gratificazione in un rapporto eterosessuale, quando questa non arriva (anche perché la maggior parte dei sadici è impotente) la frustrazione e la rabbia li indurrebbero all’omicidio uccidendo quella parte di loro che non tollerano, la parte femminile.

Il sadico più efferato è lo squartatore. Agisce quando la vittima è viva, catapultandola in un abisso di dolore fisico e annientamento psichico totale dovuto alla consapevolezza che la fine sta per sopraggiungere. A tale proposito, non posso esimermi dal citare Jack lo Squartatore, del quale tutti conosciamo le gesta criminali.

Dopo Jack uno dei più famosi sadici è Peter Kurten il "mostro di Dusseldorf" reso popolare dal film di Fritz Lang, cresciuto in una famiglia disfunzionale dove sviluppa una moltitudine di perversioni che lo inducono a correlare il piacere sessuale all’omicidio.

Nel periodo nazista spiccano figure come Adolf Hitler, la cui assoluta convinzione di superiorità sulle altre razze umane lo indusse allo sterminio degli ebrei e zingari ritenute razze inferiori e quindi eliminabili.

Josef Mengele, Sigmund Rascher, Karl Brandt e tanti altri erano medici nei campi di concentramento ed in nome della medicina hanno perpretato atrocità indescrivibili ai danni dei detenuti esattamente come dei veri e propri sadici. Brandt per esempio inoculava nelle vittime ceppi virali coltivati, Rascher chiudeva i detenuti in una stanza dove gradatamente veniva abbassata la pressione atmosferica per simulare la caduta di un paracadutista da 12-13 metri di altezza. Mengele conduceva esperimenti genetici e Clauberg spruzzave nitrato d’argento nell’utero delle ragazzine ebree. Gebhardt, un capace chirurgo, iniettava il pus endovena e spezzava a colpi di martello le ossa delle detenute polacche.
Per chi fosse interessato alla tematica in oggetto può approfondire l'argomento leggendo il libro Le cavie dei lager: gli esperimenti medici delle SS di Luciano Sterpellone (Mursia Editore).

Uno degli assassini seriali in cui il sadismo ha raggiunto livelli estremi è Steven Pennel (Stati Uniti, 1958-1992) giustiziato nel 1992 con iniezione letale. Il “dolce ragazzo” nel 1987-88 si aggirava per le interstatali 40 e 13 a caccia di donne da poter torturare e uccidere. Le prostitute erano le sue vittime ideali: dopo averle fatte salire sul suo furgone, dove aveva un "kit dello stupratore e torturatore", iniziava la mattanza.
Consiglio a tale proposito la lettura del libro del criminologo Ruben De Luca Anatomia del serial killer 2000 in cui tratta questo e centinaia di altri casi.

Albert Fish, Henry Lee Lucas e Ottis Toole, Paul Bernardo in coppia con la moglie Karla Homolka, Gerald Gallego, Kenneth Bianchi e Angelo Buono, Douglas Clark e Carole Bundy, Ted Bundy, Robert Berdella, Danny Rolling, Gerard Schaefer sono solo alcuni esempi di assassini seriali sadici.


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Articolo scritto da: Carola Castagnini
Pubblicato il 08/04/2011

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