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Piromania

La mania del fuoco, la tendenza a provocare incendi intenzionalmente

Piromania La Piromania – letteralmente “mania del fuoco” – è la tendenza a provocare incendi intenzionalmente, senza scopo di lucro. Per intenderci, una persona che incendia una sua proprietà con lo scopo di intascare i soldi dell’assicurazione, è solo un truffatore, non un piromane.

Il piromane agisce abitualmente solo e ha un basso livello intellettivo e bassa scolarizzazione. Abusa spesso di alcolici e non prova rimorsi per le sue azioni. Generalmente di sesso maschile di circa 30- 40 anni, non è mosso da ostilità o desiderio di vendetta verso l’eventuale danneggiato: si tratta, come per la cleptomania, di un impulso irrefrenabile.

Il piromane assiste all'incendio che provoca, gode della reazione delle persone e dell’alzarsi delle fiamme stesse. A volte sono i pompieri – o aspiranti tali – ad attizzare il fuoco. Lo fanno per poi dimostrare il loro eroismo, partecipando attivamente allo spegnimento e salvando eventuali vittime.

La passione per le fiamme può scaturire da traumi o da delusioni non superate. Il fuoco è un elemento di distruzione, in grado di ridurre la materia in cenere e fumo. Per questa sua caratteristica, molte culture gli attribuiscono il potere di distruggere il male, anche quello psicologico.

Esistono poi gli Incendiari: sono o soggetti molto giovani che agiscono in gruppo per noia o divertimento e hanno come bersaglio principale le scuole, o persone che agiscono per vendetta (accanendosi per esempio sull’ex posto di lavoro) o per un vantaggio economico (roghi dolosi estivi nelle aree boschive). In loro manca “l’impulso irrefrenabile”: possono smettere quando vogliono o non si divertono più.

Insieme al torturare animali e l’enuresi notturna, la piromania completa la Triade di McDonald, ovvero i comportamenti tipici che molti serial killer mostrano nella loro infanzia. Nell’età adulta tende a scomparire o entra a far parte integrante del modus operandi dell’assassino, quando non è un espediente per sbarazzarsi del corpo della vittima.

In caso di omicidio, se l’incendio è “necessario e insostituibile” affinché il soggetto si senta appagato dal suo crimine, ci troviamo di fronte a un serial killer piromane. La differenza principale con il serial killer “classico” è che l’assassino piromane seriale non ha bisogno di un contatto diretto con le vittime, ma del fuoco stesso. Spesso può arrivare a compiere dei veri e propri omicidi seriali di massa.

Tra i serial killer piromani ricordiamo Robert Dale Segee: tra il 1948 e il 1950 prima assassinò quattro bambini, bruciandoli, poi appiccò un incendio al tendone di un circo, uccidendo in un solo evento ben 169 persone.




Wiki pubblicato il 17/06/2009
Da: Biancamaria Massaro

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